Street Food di Paolo Rizzo
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Cresce la passione italiana per lo street food

Cibo da strada sì, purchè sia quello tradizionale

Street food sì, purchè rispetti la tradizione. La passione italiana per il cibo da strada è in aumento con il 65% della popolazione che quest'estate ha scelto di concedersi uno spuntino all'aria aperta tra una sagra e una passeggiata in riva al mare.

Per gli italiani, però, street food non fa rima con hot dog e patatine fritte, ma col cibo regionale valorizzato dalle sapienti mani di cuochi tradizionali. E' quanto emerso da un sondaggio on line condotto dal sito www.coldiretti.it.

L'81% di coloro che mangia cibo di strada sceglie tra piadina, arrosticini, arancini o pane e panelle mentre solo il 13% preferisce il classico hot dog e il 6% i cibi etnici come il kebab, in netto calo rispetto al passato.

Un fenomeno che ha avuto una vera esplosione nell'estate 2016 con la comparsa di mezzi mobili tecnologicamente avanzati, i cosiddetti food truck per la preparazione e l'offerta delle diverse tipologie di prodotti, ma anche la nascita di catene specializzate.

Il cibo di strada ha una tradizione antica in Italia e ogni regione ha il suo asso nella manica. Basti pensare agli arancini siciliani, alla piadina romagnola, alle olive ascolane, ai filetti di baccalà romano, agli arrosticini abruzzesi, alla polenta fritta veneta, alle focacce liguri e ai vari panini imbottiti con porchetta, salamella e affettati nostrani.

Cibi ad altissimo tasso di calorie che gli italiani, prosegue Coldiretti, cercano di alternare a centrifugati, frullati, smoothies e fette d'anguria che puliscono lo stomaco oltre alla coscienza.


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