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Società

La nuova Rai saprà riconoscere una buona idea?

Valorizzare la creatività: è il compito che attende i nuovi volti di Viale Mazzini

– Credits: ANSA/ GUIDO MONTANI

Finalmente ci sono le nomine .  Chi conosce la Rai può immaginare i commenti, gli apprezzamenti e le malignità che oggi si rincorreranno per i claustrofobici corridoi di viale Mazzini.  L'ottimismo e la solarità di chi frequenta quei corridoi, porta a commenti del tipo al peggio non c'è mai fine, oppure il più casereccio dalla padella alla brace.  Sempre stato così.  Qualsiasi nomina sia passata negli ultimi vent'anni è stata accolta così.  L'unica attenuante è sempre stata la speranza di avere un amico di un amico che conoscesse il nuovo nominato.  

Ma ora?  Quanti dipendenti Rai hanno lavorato in banca?  Ma quanto una ex banchiera, o l'ex AD di una società telefonica potranno incarnare i bisogni della Rai? Forse i guai prettamente economici potranno essere mitigati.  Follie come l'ultimo programma di Sgarbi (pagato un occhio per non avere ascolto) potranno essere scongiurate.  Forse si potranno evitare le note spese gonfiate di qualche direttore.  Ma i guai della Rai sono a lungo termine.  Il pubblico della tv di stato è anziano, vanno recuperati i delusi, i sognatori, quelli che hanno voglia di  essere sorpresi.  Siamo sicuri che dei manager sappiano riconoscere una buona idea? Sapranno capire chi debba condurre Sanremo? Valorizzare un guizzo, una intuizione? Sapranno ricordarsi che al di là dei conti dovranno accontentare il pubblico?  

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