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Società

"L'Italia non è una barca che affonda"

Marina Salamon, imprenditrice nel settore della moda, replica a Flavio Briatore: "La situazione sta migliorando, non siamo pessimisti"

Marina Salamon

Marina Salamon una delle grandi imprenditrici italiane – Credits: LaPresse

Marina Salamon è tra le maggiori imprenditrici made in Italy, amministratore unico della Altana SPA, grande azienda italiana di abbigliamento per bambini. E controlla la Doxa, leader italiana nel settore delle ricerche di mercato. A lei Panorama.it ha chiesto un parere sulla esternazione di Flavio Briatore intenzionato l'anno prossimo a chiudere il suo storico locale il Billionaire e ad abbandonare ogni sorta di investimento sul suolo italiano. Colpa della forte tassazione e della burocrazia lenta e inefficiente. Ma la Salamon la pensa diversamente. Ecco quello che ha detto.

Dunque è in netto disaccordo con Flavio Briatore?

Io non ho mai posseduto barche e non ho mai investito in locali notturni. Briatore mi è anche simpatico, ma il suo stile di vita è lontano anni luce dal mio. Io penso in maniera positiva. L'Italia, pur con i suoi indiscutibili problemi, grazie all'azione di imprenditori coraggiosi, sta incrementando i posti di lavoro, soprattutto tra i giovani.

Su quali basi è fondata tale affermazione?

Sono state realizzati studi che evidenziano il raddoppio dell'occupazione giovanile negli ultimi anni, nei settori di Internet e delle Ricerche di mercato, e mi riferisco in particolare alla Doxa. Ogni giovane che trova lavoro per me è una tappa per il raggiungimento dell'obbiettivo che mi sono preposto: evitare le fughe all'estero.

La scuola è pronta alla formazione giovanile imprenditoriale?

Ecco, questo è il problema. Quante sono le scuole che li preparano, ad esempio, alla scrittura e all'utilizzo di Internet? Bisogna anche in questo settore guardare al futuro e non fossilizzarsi sul passato

Come la mettiamo con l'alta tassazione che, dice Briatore, stritola le iniziative?

Il problema non è la quantità di tasse da pagare, ma la constatazione che un'azienda non riesce sempre a fare nel migliore dei modi all'estero ciò che invece realizza con eccellenza in Italia. Lo dico perché mi è capitata un'esperienza simile nel settore dell'abbigliamento. Io ad esempio, a New York non riuscirei mai a fare quello che faccio nel mio Paese. Le condizioni per agire sono differenti.

E dire che lei di motivi per andare all'estero ne avrebbe, a livello familiare

Certo: ho un figlio che vive negli Stati Uniti e una figlia che sta a Londra. Ma il mio posto è qui, a creare nuovi posti di lavoro. E poi sono in pace con il fisco e non ho timori di alcun genere.

Si spieghi meglio

Ecco, magari se mi fossi fatta beccare con società off shore o altro, avrei un'altra lettura della situazione italiana. Ma non desidero fare polemiche. Io nutro persino tenerezza per Flavio, immagino le sue esperienze dolorose. Io rispondo affermando che la mia provocazione è creare lavoro e che la mia vita è differente dalla sua. Ad esempio, l'unica casa di vacanze che possiedo, in Toscana, viene equamente divisa con tutte le persone che lavorano con me. Prenotiamo a settimane il nostro soggiorno.

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