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Gossip

Ringxiety. Le star vittime dell'ansia da telefonino

Da Tom Cruise a Paris Hilton, da Asthon Kutcher a Belen Rodriguez. Ecco chi ne soffre?

 

Nella vita è capitato a tutti, almeno una volta, di avere la sensazione che il proprio cellulare abbia suonato, senza che questo fosse vero. Ebbene, attenzione, perchè quando questo accade spesso si è in presenza di una vera e propria "sindrome": la ringxiety, ovvero l'ansia da squillo (di telefonino). A dichiararlo sono stati esperti come quelli della Scuola di Psicologia dell'università di Sidney, in Australia, secondo i quali milioni di persone in tutto il mondo ne soffrirebbero. E tra loro non potevano mancare anche i vip, che notoriamente vivono con cellulari e smartphone al seguito (e anche più di uno). Qualche esempio? Basta guardare le foto di attori e cantanti per capire come ormai i telefonini siano diventati amici inseparabili, da Tom Cruise a Paris Hilton, senza dimenticare Kevin Federline o persino il principe William.

Secondo gli studiosi il fatto di non riuscire a separarsi dallo smartphone e di arrivare a sentirne squilli fantasma nasconde la paura di rimanere soli. Ad essere più colpiti dalla "malattia" sono paradossalmente i più estroversi, ad esempio gli attori e a gente di spettacolo, così abituata ai riflettori, ma anche costantemente sotto stress. A dire il vero non ne sarebbero "risparmiati" neppure i politici. Anche la cancelliera tedesca, Angela Merkel, è stata paparazzata più volte a consultare il cellulare (quando aveva le mani libere dalle strette di mano con i big della politica mondiale). Osservare di continuo lo schermo del proprio telefonino, però, può essere poco salutare: alimenta, infatti, un'ansia continua, che crea ancora maggiore stress.

Tra i vip, se Tom Cruise non riesce a smettere di osservare il suo smartphone, persino a bordo pista durante le gare di Nascar di cui è appassionato. Brad Pitt  addirittura sui red carpet si diverte a fotografare i fotografi e a giocare al gatto e la volpe divertendosi ad invertire i ruoli. Asthon Kutcher ha sempre in mano il cellulare e anche quando è in compagnia della fidanzata Mila Kunis sembra che il divo si diverta a Twittare e postare immagini sui social network tramite smartphone. L'ereditiera Paris Hilton, è invece una delle celebs più intente a digitare in modo frenetico sulla tastiera del cellulare o a rispondere alle telefonate, vere o fantasma. E che dire dell'onnipresente Belen Rodriguez, che di una nota compagnia telefonica è stata a lungo testimonial?

A soffrire di ringxiety e ad essere cellulare-dipendente sono anche molti rampolli di case reali. Un esempio è Charlotte Casiraghi, che riesce a rispondere a trilli veri o presunti ovunque. Così come fa Micheala Quattrociocche che, pur non avendo sangue blu, non ha fatto a meno, in occasione di Milan-Barcellona di Champions League, di rimanere con lo sguardo rivolto verso i giocatori in campo e le mani sulla tastiera dello smartphone. Più "sobrio" il princpe William che - almeno lui per scherzo - si è buttato sui cari vecchi, telefoni di casa, rispondendo a due chiamate alla volta (finte).

Tra le possibili cause dell'ansia da squillo ci sarebbe una particolare predisposizione del cervello a captare i suoni. Il fatto di essere circondati da suonerie e jingle pubblicitari, poi, non farebbe altro che aumentare la sensazione di sentirne i suoni. Un po' quello che succedere alle mamme con il pianto dei bambini. Del resto, a chi di noi non è mai capitato di aspettare impazientemente una telefonata o un sms? Secondo il Daily Mail, anche il Baystate Medical Center di Springfield (Usa) ha condotto uno studio da cui è emerso che a percepire squilli fantasma era il 68% delle persone intervistate, mentre addirittura l'87% di loro sentiva i trilli fantasma diverse volte alla settimana.

D'altro canto è altrettanto provato che anche perdere il cellulare "faccia male alla salute". Questa volta a correre in soccorso dei patiti di telefonini e smartphone sono gli studiosi dell'università del Kansas, secondo i quali i cellulare è diventato così inseparabile da non riuscire a farne a meno neppure andando in bagno. Per questo, in caso di smarrimento, è facile farsi prendere dal panico. Il primo pensiero corre alla perdita della rubrica telefonica, ma anche delle proprie foto. L'idea che qualcuno possa violare la propria privacy creerebbe vere ansie da patologia.

Ma come mettere fine alla ringxiety? Gli esperti consigliano di ritagliarsi qualche ora di relax ogni settimana, passeggiando, leggendo un libro o dedicandosi ad un bagno rilassante, ovviamente senza cellulare nei dintorni. Non è sufficiente, infatti, togliere la suoneria, perchè è provato che in questo caso potreste incappare in un'altra forma di ansia: la vibranxiety, ovvero l'ansia da "vibrazione". La parola d'ordine, dunque, è "switch off"!

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