La sentenza si avvicina e al processo Corona sale la tensione. All'inizio dell'ultima udienza, andata in scena il 6 giugno, Fabrizio Corona è stato allontanato dall'aula perché ha urlato "Vergogna, voglio giustizia". Le grida dell'ex agente fotografico non sono piaciute al presidente del collegio Guido Salvini, che ha deciso di interrompere momentaneamente l'udienza e di disporre l'allontanamento temporaneo dell'imputato, che poi è stato riammesso ad ascoltare la requisitoria del pm Alessandra Dolci.

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Fabrizio Corona allontanato dall'aula

Era già capitato in diverse udienze che Fabrizio Corona alzasse la voce, ma mai era arrivato al punto di gridare contro il pm e contro gli investigatori, come invece ha fatto il 6 giugno. L'imputato ha cercato di divincolarsi per un attimo dagli agenti di polizia penitenziaria che cercavano di farlo smettere di urlare e di muoversi e a quel punto è intervenuto il giudice Salvini: "Corona, questa è un'udienza importante per lei, stia tranquillo", ha detto prima di sospendere per qualche minuto l'udienza.

L'ex agente fotografico da tempo lamenta errori nell'inchiesta, puntando il dito in particolare contro alcuni investigatori che, a suo dire, avrebbero indagato soltanto su di lui, cercando anche contatti con la criminalità organizzata, ma non sulla bomba carta che esplose sotto casa sua lo scorso agosto.

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Il pm chiede una condanna di 5 anni 

La sentenza, prevista per il 12 giugno, si avvicina dunque a tappe forzate. L'8 giugno ci sarà l'intervento dell'avvocato Ivano Chiesa, il legale di Corona, poi toccherà a Cristina Morrone, che difende la collaboratrice dell'ex agente fotografico, Francesca Persi. lntanto, il pubblico ministero Alessandra Dolci ha chiesto una condanna a 5 anni per Fabrizio Corona, accusato di intestazione fittizia di beni, sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte e violazione delle norme patrimoniali sulle misure di prevenzione. Tutto è scaturito dal ritrovamento di 2,6 milioni di euro, scovati in parte in Austria e in parte nel controsoffitto di un'abitazione milanese. 


Oltre 1,2 milioni in meno di nove mesi. È questa la cifra monstre guadagnata da Fabrizio Corona: a stimare il giro d'affari in nero è Andrea Perini, il commercialista consulente della difesa di Corona, chiamato in aula a testimoniare durante l'ultima udienza del processo a carico dell'ex agente dei paparazzi, in corso a Milano. Tra serate in locali e discoteche, oltre ad "altri compensi non fatturati", arrivava a guadagnare circa 130mila euro al mese.

Non a caso nei giorni scorsi Belén Rodriguez ha definito l'ex fidanzato "il signore dei contanti": la showgirl argentina era infatti stata chiamata dalla difesa di Corona a testimoniare nell'ambito del processo che vede imputato l'ex re dei paparazzi per intestazione fittizia di beni, frode fiscale e violazione delle norme patrimoniali.

Corona guadagnava 130mila euro al mese in nero
A fare ordine sui conti di Fabrizio Corona è stato dunque il consulente Andrea Perini, secondo cui Corona ha un debito personale col fisco di 9 milioni di euro, "per la maggior parte di sanzioni, ma le sue società hanno pagato 6 milioni di imposte". Tra il 2007 e il 2016 ha prodotto "oltre 12 milioni di euro di fatturato, tra cui ricavi da ospitate per 487mila euro contabilizzati dalla società Atena nel 2016". In aula sono stati mostrati gli appunti in cui Corona indicava i "compensi non fatturati" per le serate e per altri eventi oltre 1,2 milioni in meno di 9 mesi. 

Durante l'udienza, Corona ha fatto una lunga dichiarazione spontanea spiegando di "aver fatto lavorare una marea di gente e fatto una marea di soldi, ma nei miei comportamenti c'è l'assoluta mancanza di dolo nel commettere reati". L'ex re degli agenti fotografici ha aggiunto di aver "bisogno di tempo per sanare la mia posizioni fiscale: ho pagato tasse anche dalla galera e nessuno l'ha mai fatto, aspettavo solo il giorno per sistemare tutto". 

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Il fidanzato di Nina Moric all'attacco
La difesa di Corona ha poi rinunciato alla testimonianza di Luigi Favoloso, il fidanzato di Nina Moric. "Corona ha paura di me, perché io avrei potuto dimostrare, documenti alla mano, che una parte dei soldi guadagnati da lui non sono frutto del suo lavoro: li ha guadagnati in altro modo, ma non mi hanno fatto parlare", ha attaccato Favoloso. Il processo - nel quale è coinvolta anche la collaboratrice di Corona, Francesca Persi - proseguirà il prossimo 6 giugno con gli ultimi testi, la requisitoria del pm e con l'intervento del primo difensore di Corona, l'avvocato Luca Sirotti. Per il 12 giugno è prevista la sentenza.

La testimonianza di Belén Rodriguez
Belén, accolta a Palazzo di Giustizia da una folla di giornalisti e curiosi, interrogata dall'avvocato della difesa Ivano Chiesa ha dichiarato: "Fabrizio è il signore delle buste, aveva una carta di credito che non usava mai, ogni volta che saliva in macchina aveva delle buste che contenevano 10-15 mila euro". 

Ricavi che risalgono agli anni tra il 2008 e il 2012 quando Belén e Corona erano la coppia di punta dello showbiz.

Quando il P.M. ha chiesto alla Rodriguez cosa se ne facesse Corona di tutti quei soldi Belén ha spiegato: "Pagava in contanti l'affitto per le case delle vacanze, 100mila, 50, 70mila, li teneva nella giacca e anche quando andavamo al ristorante, cioè quasi tutte le sere, li tirava fuori".

"Non mi sono stupita - ha aggiunto - quando ho saputo che gli hanno trovato 1,7 milioni di euro. Non mi ha mai detto dove nascondeva i soldi".

Incalzata dall'accusa la teste ha poi aggiunto: "Corona era fissato coi contanti, lui e i suoi collaboratori parlavano sempre di soldi. Non sono mica tonta. E' evidente che nascondeva i soldi, altrimenti cosa faceva, li buttava dalla finestra?"

E ha poi concluso ricordando: "Eravamo ben pagati tutti e due, insieme eravamo una coppia esplosiva"

La deposizione di Silvia
Lo scorso 21 aprile, invece, era stata interrogata Silvia Provvedi, cantante e showgirl fidanzata di Fabrizio Corona
Secondo la Provvedi: "Fabrizio tornava a casa con buste di contanti, da 5, 10, 20, anche 25mila euro. Le teneva nei giacconi in un ripostiglio vicino alla camera da letto e poi le portava in ufficio, erano i soldi delle sue serate e del suo lavoro e io mi facevo i fatti miei".

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Denaro in nero guadagnato da decine di comparsate e ospitate e mai dichiarato al Fisco, ma Silvia ha giurato che la vita di Corona dopo aver ottenuto l'affidamento in prova ai servizi sociali era tutta casa e lavoro. "Io ero a conoscenza di tutto il suo lavoro - ha precisato - e vi posso raccontare la sua giornata tipo. Alle 9 andava in palestra, poi in ufficio e io andavo a prenderlo intorno alle 21, il tempo di fare la spesa, cose che fa una coppia normale, e poi alle 22 doveva rientrare. Ha sempre lavorato moltissimo e si concedeva pochi svaghi. Questo creava anche un un clima pesante per la coppia".

L'avvio dell'inchiesta
L'inchiesta che ha portato all'arresto di Corona dopo che sono stati trovati quasi 2 milioni di euro nel cotnrosoffitto della sua presunta prestanome Francesca Persi, aveva preso avvio dall'esplosione di una bomba carta sotto casa di Corona lo scorso 15 agosto. Circa i responsabili dell'episodio lo stesso Fabrizio aveva le idee piuttosto chiare.

Le accuse a Luigi Mario Favoloso
Alla domanda che il giudice Guido Salvini ha rivolto a Corona circa l'identità della persona che avrebbe posto una bomba carta sotto l'abitazione dell'ex re dei paparazzi Fabrizio aveva risposto: "Penso che sia stato il fidanzato della mia ex moglie Nina Moric".

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Illazioni cui Favoloso ha replicato prontamente dicendo: "E' un tentativo per far parlare di questo processo. L'ho presa con una risata, Nina ancora più di me, perché mi conosce e sa come sono andate le cose. Anche lei pensa che sia un modo per far parlare di questo processo".

Il denaro in nero
Fu proprio da quell'inchiesta che prese il via l'indagine che ha portato a rinvenire quel milione e settecentomila euro trovato nel controsoffitto della casa di Francesca Persi frutto soprattutto del lavoro in nero che Fabrizio Corona aveva fatto negli anni che vanno dal 2008 al 2012 e in particolare nel 2009 quando la relazione con Belén Rodriguez ha dato a entrambi popolarità, fama e fiumi di denaro.

Secondo Corona il movente della bomba sarebbe stato quello di "Ottenere la custodia del minore (il figlio di Corona e della Moric - Ndr)  e toglierla a me, perché così si sarebbe dimostrato che vivevo in una situazione di pericolo e mio figlio non poteva stare con me".

Salvini ha poi chiesto perchè Corona non abbia parlato prima dei suoi sospetti e l'imputato ha risposto: "Non me l'hanno mai chiesto il nome del sospettato. Si poteva scoprirlo anche il movente, bastava fare le indagini".

In tv Favoloso ha spiegato le ragioni che avrebbero spinto Corona ad accusarlo: "Mi sono dato parecchie spiegazioni. Per prima cosa, credo che lui abbia sempre una sorta di competizione con Nina, gli è rimasto un sentimento nei confronti di Nina. Questo l'ho visto in tante situazioni. Immagina lui in galera e immagina Nina felice, a casa, che sta facendo tante cose lavorativamente. Lui lo sa, non è stupido, vede che è una persona che sta bene, lavora, fa tante cose e cercare di mettere un po' di veleno nella vita degli altri, credo sia uno degli scopi".

E poi ha aggiunto: "Poi sa come sono fatto. Magari immaginava una fortissima reazione social, sapeva che sarei venuto qui e quindi ha fatto tutto questo per far parlare di sé. La settimana prima aveva tirato in ballo Belén, che è stata la sua ex fidanzata".

A commentare la vicenda, via Facebook ci aveva già pensato Nina Moric che aveva scritto: "Le uniche bombe che Favoloso ha maneggiato di recente erano le mie e non sono mai esplose".

Bonnie e Clyde all'italiana
Corona che ha poi spiegato: "Nel 2009, quando con Belén Rodriguez siamo diventati una coppia mediatica eccezionale, come Bonnie e Clyde eravamo, tutto quello che toccavamo diventava oro, guadagnavamo cifre folli" e poi ha aggiunto: "Ho chiesto a Francesca Persi di murare quei soldi in casa sua perchè temevo di finire in carcere". Corona ha poi specificato che era lui la macchina da soldi e non Belén.

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In realtà - è questa la tesi di Corona - la Persi non era a conoscenza dell'esatto contenuto nei sacchi neri consegnati nel 2012 da Fabrizio alla sua collaboratrice.

Droga, successo e denaro
"In quel periodo - ha raccontato - facevo una vita molto sregolata e prendevo sostanze di tutti i tipi. Nella prospettiva di andare in carcere ho preso i soldi dalla cassetta di sicurezza e li ho messi a casa della Persi, che sembra ingenua e gracile ma è una persona di fiducia e in gamba. Li ha murati lei da sola i sacchi con il denaro, senza aprirli e senza sapere il contenuto totale. Lei ha visto solo dei pacchi incelofanati".

La Polizia sospettava
Secondo Corona, inoltre, la Polizia era stata allertata circa la presenza di un qualcosa a casa della Persi tanto che la scorsa estate Francesca Persi (imputata nello stesso processo) aveva subito una visita "sospetta" da parte dei presunti ladri. "Francesca Persi in quel periodo aveva iniziato a frequentare compagnie sbagliate, è uscita a cena una sera e proprio quella volta le sono entrati in casa. Avevano bucato tutte le pareti, tranne il controsoffitto".

Secondo Corona l'incursione sarebbe stata fatta dalla Dda che "Sperava che ci fossero 500 chili di cocaina in quel controsoffitto, invece c’erano semplicemente soldi"

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