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Il terzo grado - Roberta Capua

"Mi piacerebbe sapere suonare il piano senza neppure leggere la musica" svela la conduttrice

Roberta Capua

Roberta Capua – Credits: (Ufficio Stampa)

NOME: Roberta Capua

CHI E’: conduttrice televisiva, ex modella e Miss Italia nel 1986

COSA FA: di recente è stata ospite di Studio 5, su Canale 5, condotto da Alfonso Signorini

DICE DI SE’: “Poche donne nel mondo dello spettacolo hanno il coraggio di rischiare di uscire dal giro per dedicarsi alla crescita di un figlio. Ma io ho messo le due cose sulla bilancia e non ho esitato a dedicarmi completamente al mestiere di mamma. Qualcuno alza il sopracciglio quando mi sente dire che la mia vita è piena ed appagante, ma è proprio così.”

In quali attività diresti di avere talento, e in quali diresti di non averne affatto?

Ho molto talento nelle attività “casalinghe”: fare le pulizie, cucinare, tenere la casa in ordine. Sarei un’ottima governante (dice ridendo). Non ho grandi artistiche invece: sono negata nel canto e nel ballo.

Se potessi scegliere un’attività per la quale non hai talento e venirne magicamente e generosamente dotata, quale attività sceglieresti?

Mi piacerebbe sapere suonare il piano ed essere così brava da non dover neppure leggere la musica. E magari contemporaneamente cantare, alla Elton John, per intenderci.

Ti piace quando ti cantano “Tanti auguri”?

Sì, mi piace. Anche perché sono una gran 'festaiola' e ogni occasione è buona per fare festa. E poi mi piace stare al centro dell’attenzione…diversamente non avrei fatto questo lavoro.

Al cinema piangi quando dovresti piangere, al momento sbagliato o non piangi affatto?

Ho sempre pianto molto, sin da piccola. Piango al momento giusto e anche in quello sbagliato, persino guardando i cartoni con mio figlio che mi prende in giro per la mia lacrima facile.

Hai ancora qualcuna delle tue vecchie pagelle o dei tuoi trofei sportivi d’infanzia?

Sì, ho parecchie pagelle. Proprio di recente mia mamma mi ha portato a Bologna uno scatolone, pieno di cose e oggetti che avevo ancora a Napoli, e mi sono capitate tra le mani le pagelle delle elementari e quelle del Liceo. Quanto ai trofei sportivi…mai avuti perché sono sempre stata una schiappa.

C’è da fidarsi di più o di meno di chi mangia cibo insapore rispetto a un buongustaio raffinato?

Non credo che sia una questione di fiducia quanto di simpatia istintiva. Le donne da “insalatina” sono tristi e non piacciono agli uomini. Di recente ho parlato con una persona che mi ha detto: “Potessi, mi nutrirei solo attraverso iniezioni”. Che orrore! Per me, che da anni vivo a Bologna, il cibo è una passione contagiosa e una tradizione radicata. Ho persino imparato a tirare la sfoglia e a fare i tortelli.

Puoi dire con certezza di aver amato?

Ho amato e amo tuttora, grazie a Dio. Che vita sarebbe senza amore?

Ti chiedi più spesso che ne è stato della gente normale che hai conosciuto o degli strambi che hai conosciuto?

Le stramberie non le ho mai trovate particolarmente piacevoli. E poi, con tutta la gente che ho conosciuto grazie al mio lavoro, dovrei passare intere giornate a pensare a cosa fanno gli strambi e i normali. Perciò mi limito a coltivare i rapporti che le persone che hanno lasciato o lasciano un segno nella mia vita.

Sai mentire?

Benissimo. Soprattutto quando devo fare gli scherzi.

Gli sport per te sono qualcosa da fare, guardare o ignorare del tutto?

Mi piacerebbe guardare e invece mi tocca fare. Non sono mai stata una sportiva ma vado in palestra, anche se il minimo indispensabile, prima che crolli tutto irrimediabilmente.

Quando il gioco si fa duro, sei una dei duri che cominciano a giocare?

Se c’è uno scopo importante, mi butto nella mischia e gioco fino alla fine. Ma solo se la partita vale la pena. Non sono una di quelle che devono giocare a tutti i costi e più spesso non raccolgo nemmeno la sfida.

Qual è la tua torta preferita?

La torta della foresta nera, quella con ciliege, panna e cioccolato. Molto light vero?

Ti definiresti una buona archivista, rispetto alla tua memoria, o una cattiva archivista?

Pessima, purtroppo. Diciamo che i ricordi mi vanno stimolati.

Quest’anno farai viaggi significativi?

Penso che ogni viaggio sia in qualche modo significativo. Ne ho fatti molti e spero di farne ancora molti. Partirei subito per New York, una città che conosco molto bene perché mio fratello ci ha vissuto per anni: non mi stanca mai, anzi mi entusiasma ogni volta.

Sarai più felice in futuro?

Più felice di così? Sarebbe un azzardo chiedere ancora. Diciamo che me lo auguro, ma mi basterebbe essere soddisfatta come in questo periodo. 

*domande estratte da Interrogative Mood (Guanda editore)

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