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Il terzo grado - La Pina

Secondo appuntamento con le domande del questionario (semiserio) di Panorama.it. Sotto torchio questa settimana La Pina, voce storica di Radio DeeJay

La Pina

Sabato sarà ad Atene per il progetto "Casa di Elisa" del Onlus SOS Villaggi dei Bambini, di cui è testimonial – Credits: (Ufficio Stampa Radio deejay)

NOME: Orsola Branzi in arte La Pina

CHI E’: conduttrice radiofonica e televisiva, rapper

COSA FA: dal 2001 conduce con Diego Passoni Pinocchio su Radio DeeJay; su DeeJay Tv ha condotto Nientology e Queen Size. Cura il suo blog: tuttasbagliata.com.

DICONO DI LEI: "50 sfumature di biondo e il primo sorriso al mattino è solo per me" (Emiliano Pepe, cantante e produttore di musica r&b, fidanzato de La Pina)

In quali attività diresti di avere talento, e in quali diresti di non averne affatto?

Nel guardare la tivù! Non ne ho affatto nella lettura ad alta voce, anche perché sono dislessica.

Se potessi scegliere un’attività per la quale non hai talento e venirne magicamente e generosamente dotato, quale attività sceglieresti?

Mi piacerebbe saper cantare da Dio. Una di quelle voci alla Mary J. Blige, tanto per capirci.

Ti piace quando ti cantano “Tanti auguri”?

No, per niente. Detesto essere al centro di quel tipo di attenzioni quasi quanto odio i massaggi: anziché rilassarmi, m’innervosiscono.

Al cinema piangi quando dovresti piangere, al momento sbagliato o non piangi affatto?

Direi che piango molto: dunque nei momenti giusti e anche in quelli sbagliati.

Hai ancora qualcuna delle tue vecchie pagelle o dei tuoi trofei sportivi d’infanzia?

Per carità. Anche perché a scuola non ero molto brava…ho sempre studiato poco e me la cavavo spesso con la simpatia. Tremendi i voti in condotta, ovviamente.

C’è da fidarsi di più o di meno di chi mangia cibo insapore rispetto a un buongustaio raffinato?

Io adoro il cibo insapore, robe tipo la quinoa o i lupini: ne vado matta. Per questo diffido moltissimo dei buongustai: Dio mi scampi da Carlo Cracco, ad esempio. Non lo sopporto!

Puoi dire con certezza di aver amato?

Assolutamente sì. E amo follemente anche adesso.

Ti chiedi più spesso che ne è stato della gente normale che hai conosciuto o degli strambi che hai conosciuto?

Direi che di normali ne ho conosciuti pochi, specie in radio: a Pinocchio chiamano i personaggi più incredibili e ogni tanto ci chiediamo che fine hanno fatto alcuni ascoltatori che c’hanno raccontato le storie più folli.

Sai mentire?

Certo. Ma tendenzialmente è una cosa che non m’interessa fare.

Gli sport per te sono qualcosa da fare, guardare o ignorare del tutto?

Al massimo guardo le gare di tuffi. Tutto il resto potrebbe tranquillamente non esistere.

Quando il gioco si fa duro, sei uno dei duri che cominciano a giocare?

Sì. Anche perché mi piacciono le sfide.

Qual è la tua torta preferita?

Il Mont Blanc. E la torta di mele.

Ti definiresti un buon archivista, rispetto alla tua memoria, o un cattivo archivista?

Ottima archivista. Certe volte mi faccio paura da sola perché ricordo perfettamente di quando avevo un anno. Non tutto in maniera nitida, ma molte cose sì.

Quest’anno farai viaggi significativi?

Vorrei andare in Brasile per SOS Villaggi dei Bambini, perché ci sono dei villaggi che hanno bisogno di grande aiuto. Poi nel nord Europa, perché è una zona che conosco poco. Ma il mio sogno è quello di partire per il Giappone, chiamare da lì e dire: carissimi, vi saluto, io non torno più!

Sarai più felice in futuro?

Penso di sì, anche se lo sono già molto ora. Credo che la felicità sia un esercizio: se le cose te le crei, forse c’è la possibilità di poter essere ancora più felici.

*domande estratte da Interrogative Mood (Guanda editore)

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