Gossip

Il terzo grado - Filippo La Mantia

"Devi essere innamorato per nutrire la gente ogni giorno. La devi amare e non la devi tradire" racconta lo chef palermitano 

Filippo La Mantia

– Credits: (www.filippolamantia.com )

NOME: Filippo La Mantia

CHI E’: chef (ma lui si definisce “cuoco e oste”)

COSA FA: il suo ristorante è al primo piano dell’Hotel Majestic a Roma, in Via veneto. Ex karateka, ex motociclista incallito, musicista e appassionato di musica, cucina senza utilizzare aglio e cipolle. Cult la sua “caponatina lamantiana” e il pesto di agrumi (con arance, basilico, mandorle e capperi). 

DICE DI SE’: “La mia cucina è totalmente ispirata alla Sicilia. Poiché credo che l’origine del cibo sia bisogno di nutrirsi e di ottenere con pochi ingredienti il miglior risultato, la mia cucina valorizza i prodotti che la terra ci regala”.

In quali attività diresti di avere talento, e in quali diresti di non averne affatto?

Per me il talento o lo hai sempre avuto o non sai di che si tratta! Quindi il talento è riferibile a tantissime attività, sia nel lavoro che non. Qualsiasi cosa ho fatto, dall’età della ragione, mi è riuscita bene. Quindi la forza di volontà unita al talento ci permette di fare tutto quello che si vuole!

Se potessi scegliere un’attività per la quale non hai talento e venirne magicamente e generosamente dotato, quale attività sceglieresti?

Sicuramente vorrei essere una rockstar e suonare la chitarra come Eric Clapton. Poco eh? Ma sognare non fa mai male, anzi….

Ti piace quando ti cantano “Tanti auguri”?

Sì, è un momento che piace a chi la canta. Dare del piacere agli altri fa sempre piacere.

Al cinema piangi quando dovresti piangere, al momento sbagliato o non piangi affatto?

Mi è capitato di piangere solamente per un film: I cento passi. Bisogna identificarsi per creare dentro di noi delle emozioni.

Hai ancora qualcuna delle tue vecchie pagelle o dei tuoi trofei sportivi d’infanzia?

Certo! Nel mio cammino mi sono sempre portato dietro elementi, oggetti e ricordi che non mi facessero mai dimenticare chi ero e da dove vengo.

C’è da fidarsi di più o di meno di chi mangia cibo insapore rispetto a un buongustaio raffinato?

Il cibo fa parte della nostra crescita e della nostra educazione. Ho incontrato, da cuoco, persone che pensano di mangiare e di capire di cibo: ma alla fine ne capiscono di più persone che hanno avuto, con il cibo, un rapporto conflittuale e quindi sono incuriositi da tutto questo fenomeno.

Puoi dire con certezza di aver amato?

Suonerà strano, di questi tempi, ma io amo ogni giorno. Devi essere innamorato per nutrire la gente ogni giorno. La devi amare e non la devi tradire. Poi esistono tanti tipi di amore. 

Ti chiedi più spesso che ne è stato della gente normale che hai conosciuto o degli strambi che hai conosciuto?

Ho avuto il privilegio di incontrare, nella mia vita, tantissime persone di tantissimi ceti sociali. Le persone che ho incontrato da giovane li porterò sempre nel mio cuore. Sono persone che mi hanno dato tante emozioni, in maniera disinteressata. Amicizie nate per caso, per bisogno ma non per interesse. Gente normale, con lo sguardo pulito e il sorriso perenne. Ancora oggi li penso con tanta stima, al di la dei loro ruoli sociali. Ma nulla toglie che oggi, nella mia nuova vita, ho incontrato persone che mi danno, ogni giorno, tantissimo. 

Sai mentire?

Quando è necessario sì. Ma non lo faccio mai volentieri e se posso, evito. 

Gli sport per te sono qualcosa da fare, guardare o ignorare del tutto?

Da quando avevo tredici anni ho praticato sport che poi sono diventati agonistici: forza della volontà e il sacrificio allo stato puro. Da quando vivo a Roma e faccio il cuoco, mi mantengo ma non mi sacrifico. Ho una certa età (dice ironico).

Quando il gioco si fa duro, sei uno dei duri che cominciano a giocare?

Ogni giorno della mia vita mi tocca fare il duro. Non è un atteggiamento, ma quando governi qualcosa e qualcuno, la gente ha bisogno di sicurezza e per dare tutto ciò devi essere duro.

Qual è la tua torta preferita?

Che domande: la cassata!

Ti definiresti un buon archivista, rispetto alla tua memoria, o un cattivo archivista?

Ricordo alla perfezione tutta la mia vita e tutte le tappe della mia vita. Ricordo, sempre, chi mi vuole bene e mai chi mi vuole male. 

Quest’anno farai viaggi significativi?

Sono sempre stato un viaggiatore. Anni addietro ero un viaggiatore estremo e amavo il rischio. Da sei anni mia moglie Stefania mi ha regalato Carolina e da allora non immagino viaggi senza lei: per questo ho dovuto modificarli e renderli più confortevoli. E ho quasi appeso al chiodo la moto.

Sarai più felice in futuro?

Il mio motto è: “Ogni giorno è il primo giorno”. Vorrei tanto visualizzarmi con la mia famiglia felice e appagato. Vedere crescere mia figlia bene e realizzata nei suoi sogni. Ma il mio essere Palermitano mi permette solamente di vivere bene alla giornata: non so se è un bene o un male, ma sono fatto così.

*domande estratte da Interrogative Mood (Guanda editore)

© Riproduzione Riservata

Commenti