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Il terzo grado - Diego Passoni

Intervista ad alto tasso di ironia al conduttore di Pinocchio, trasmissione cult di Radio Deejay

Diego Passoni

Diego Passoni, storica voce di Radio DeeJay – Credits: Ansa

NOME: Diego Passoni

CHI È: conduttore radiofonico e televisivo

COSA FA: dal 2002 conduce su Radio Deejay il programma Pinocchio, in coppia con La Pina. Su Deejay Tv è stato invece il padrone di casa in Dimmi quando, format nel quale intervista in maniera irriverente i personaggi dello spettacolo, del quale è in preparazione la seconda edizione.

DICE DI SÉ: “Quando vuoi fare questo mestiere, metti a nudo il tuo bisogno di esserci, condividere, essere amato. Quando trovi la forma di espressione che ti appartiene, incanali lì le tue energie e il risultato lo giudica il pubblico”.

In quali attività diresti di avere talento, e in quali diresti di non averne affatto?

Come le soubrette anni ottanta, so fare un po’ di cose, nessuna benissimo. A parte guardare la tivù, soprattutto serie americane, Chi l'ha visto, la Gabanelli e X Factor...ma anche le televendite e Tele Padre Pio la notte. Ecco, sarei bravo nelle televendite.

Se potessi scegliere un’attività per la quale non hai talento e venirne magicamente e generosamente dotato, quale attività sceglieresti?

Senza dubbio alcuno: suonare uno strumento musicale, la fisarmonica, il pianoforte, l’arpa...

Ti piace quando ti cantano “Tanti auguri”?

La cosa che preferisco è cantarla io, con tanti tanti “svisi”, un po’ Marilyn un po’ Valerio Scanu, anche se nessuno compie gli anni.

Al cinema piangi quando dovresti piangere, al momento sbagliato o non piangi affatto?

Al cinema piango sempre. Ma anche a teatro. Piango anche con Candy Candy.

Hai ancora qualcuna delle tue vecchie pagelle o dei tuoi trofei sportivi d’infanzia?

La pagella delle medie è ancora appesa in cameretta, da mamma: sono uscito con distinto. Poi ho la coppa per un primo premio a una gara di ping pong del campeggio, vinta a 10 anni. Sta su una mensola, nella stessa cameretta di cui sopra.

C’è da fidarsi di più o di meno di chi mangia cibo insapore rispetto a un buongustaio raffinato?

Preferisco i cibi semplici a quelli troppo elaborati. Ma ogni tanto un piatto di ricerca, come un classico della tradizione, è indispensabile ad alimentare il buon umore. Diffido soprattutto di chi, i piatti troppo ricercati e inarrivabili, li cucina!

Puoi dire con certezza di aver amato?

Ho amato molto, di volta in volta per com’ero in grado di farlo. Si può sempre imparare ad amare in modo più grande.

Ti chiedi più spesso che ne è stato della gente normale che hai conosciuto o degli strambi che hai conosciuto?

Mi chiedo più spesso che fine farò io.

Sai mentire?

Ma certo! Ho studiato dalle suore. Periodo meraviglioso.

Gli sport per te sono qualcosa da fare, guardare o ignorare del tutto?

Sport da fare: vale tutto, sufficientemente per star bene. Da guardare: gare di tuffi maschili, atletica, pattinaggio, tennis - per dormire. Da ignorare: un certo modo di fare il tifo.

Quando il gioco si fa duro, sei uno dei duri che cominciano a giocare?

Che il gioco si faccia duro o molle, io gioco sempre la mia partita.

Qual è la tua torta preferita?

La sacher, senza dubbio. Anzi uno solo: qualche volta preferisco la crostata di frutta.

Ti definiresti un buon archivista, rispetto alla tua memoria, o un cattivo archivista?

Ho la testa piena zeppa d’informazioni, per lo più inutili. Tipo le sigle, i nomi delle compagne di Mila, di Mila e Shiro, le litanie lauretane.

Quest’anno farai viaggi significativi?

Cerco da tempo di organizzare una visita del Monte Athos.

Sarai più felice in futuro?

La vita mi ha insegnato che il meglio deve ancora venire. Sempre! 

*domande estratte da Interrogative Mood (Guanda editore)

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