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George Clooney e James Bond non sono gay

Parola della sorella di Clooney e dell'attore Daniel Craig – Paris Hilton e i gay disgustosi

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– Credits: Christopher Polk,  Sean Gallup / Getty Images

Nell'arco di poche ore la sorella di George Clooney afferma categorica che lui non è gay, mentre l'attore Daniel Craig dice la stessa cosa di James Bond. Adesso possiamo dormire tutti più tranquilli? Per quanto possa sembrare bizzarro, pare proprio che nel mondo del cinema l'omosessualità sia ancora un argomento più importante del talento, soprattutto quando entrano in campo uomini considerati un sex symbol, siano essi in carne e ossa o personaggi di finzione.

L'affaire Clooney torna sotto i riflettori grazie al New York Daily News, che riprende le dichiarazioni di Adelia Zeidler. La sorella dell'attore definisce ridicole le illazioni sulla sua omosessualità e dice che semplicemente non è il tipo da sposarsi ancora una volta (è già stato marito dal 1989 al 1993, accanto a Talia Balsam): "L'ipotesi che sia gay è ridicola e ormai non ascoltiamo nemmeno più le persone che si ostinano a parlarne. Il punto è semplice: ha deciso che nella sua vita poteva avere una carriera oppure una famiglia", ed evidentemente ha scelto la prima.

E James Bond? In questo caso tutto nasce dalla prima scena in cui vediamo il cattivo del recentissimo Skyfall: Daniel Craig è tenuto prigioniero, legato a una sedia, e Javier Bardem lo provoca facendo leva sulla sua mascolinità. Al che Bond controbatte lasciando intendere di non essere estraneo alle frequentazioni maschili. Sulla scia di questo scambio di battute, E! Online ha chiesto a Daniel Craig se si immagina uno 007 "gay o bisessuale". Lui: "No". Senza aggiungere parola. Giustamente, tra l'altro, perché è chiaro che la scena di Skyfall è una schermaglia che nulla c'entra con l'identità sessuale di un personaggio che, dicono le cronache, nell'arco di 23 pellicole ha fatto l'amore con 85 donne diverse.

I casi di James Bond e George Clooney dimostrano che Hollywood ha ancora qualche problema con l'omosessualità. Certo, non siamo più ai tempi in cui Rock Hudson accettava un matrimonio di copertura per poter lavorare, né in quelli (di qualche anno precedenti) in cui l'attore William Haines sceglieva di mandare al macero la sua carriera pur di frequentare alla luce del sole l'assistente di studio Jimmy Shields – i due subiranno anche un pestaggio da alcuni affiliati del Ku Klux Klan, nel 1936, ma vivranno insieme sino alla fine dei loro giorni.

Se però i tempi sono cambiati, il coming out è ancora un'eccezione capace di fare scalpore. È successo per esempio a ottobre del 2011, quando Zachary Quinto (star di Heroes e Star Trek) venne allo scoperto sull'onda emotiva del suicidio del 14enne Jamey Rodemeyer, oggetto di bullismo proprio a causa della sua omosessualità.
Ed è anche significativo che quando a maggio del 2012 John Travolta è stato accusato di molestie da due massaggiatori (accuse successivamente cadute), molti gossippari si siano concentrati più sulle implicazioni omo della faccenda che su quelle giuridiche. Tanto che recentemente pure Kirstie Alley è tornata sull'argomento giurando che l'attore non è gay.

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