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Società

Da Suri Cruise a Honey Boo Boo, baby prodigi, capricci e "fenomeni da baraccone"

Ha solo 6 anni, ma dopo aver partecipato a Little Miss America, ora ha un reality show tutto suo. Ecco Hone Boo Boo e l'esercito dei baby prodigi. Ma non saranno solo fenomeni da baraccone?

Nella foto Alana Thompson, meglio nota come Honey Boo Boo. Credits: AP Photo/John Bazemore

Ha già partecipato ad un concorso di bellezza, balla, canta, recita ma soprattutto indossa scarpe con i tacchi, si trucca, sfila in passerella e si atteggia da donna, anche se di anni ne ha solo 6. E' la (mini) donna più famosa d'America e la sua notorietà "rischia" di varcare i confini d'Oltreoceano. Insomma, è il fenomeno del momento, anche se c'è chi non esita a definirlo piuttosto un "fenomeno da baraccone" o a usare aggettivi come "terrificante". Si chiama Alana Thompson, ma è conosciuta come Honey Boo Boo, una vera star della tv a stelle e strisce.

Ha riccioli d'oro, proprio come Shirley Temple e forse proprio quei boccoli non sono casuali nè naturali, come del resto non c'è nulla di naturale in questa bambina, che invece che andare a scuola come tutti i bambini della sua età, si esibisce in tv. O meglio: dopo aver partecipato al  concorso di bellezza più famoso negli Usa, Little Miss America, ha anche firmato un contratto con cifre sicuramente a più zeri, per un reality show che porta il suo stesso nome: Here comes Honey Boo Boo Show. Un format che segue le giornate più interessanti di questo fenomeno in formato tascabile, accompagnata però sempre dalla madre, una donna piuttosto ingombrante (in ogni senso), che la riempie di bibite energizzanti a base di glucosio, con buona pace di pediatri e nutrizionisti.

Il successo del suo programma è tale da farle ottenere anche diverse ospitate su reti "serie" come la Cnn (salvo far scoppiare la ridolera ai composti giornalisti che la intervistavano, salvati solo da un provvidenziale break pubblicitario). Il quarto episodio del reality tutto incentrato su Honey Boo Boo, è stato persino seguito da 3 milioni di telespettatori e la sua pagina ufficiale su Facebook conta oltre 31 mila fans.

The Hollywood Reporter non ha esitato a definire il fenomeno "terrificante", ma anche da noi non si risparmiano giudizi impietosi su certe esibizioni. "Sentir parlare di questi programmi mi fa venire in mente certe nostre 'vecchie trasmissioni' in tv, con gare canore ed esibizioni varie" commenta, ironico, il sociologo Franco Ferrarotti, a Panorama.it. "Del resto non è una novità che si copino dagli Stati Uniti solo le cose peggiori". Ma perchè tanto successo per una bambina che si comporta come una adulta, correndo il rischio di rendersi anche ridicola? Ferrarotti non ha dubbi "Gli Stati Uniti hanno molti meriti, ma sono anche il Paese della 'fretta senza scopo', che ha fatto della fretta e della precocità un vero mito".

Insomma, se una volta c'era Shirley Temple, oggi c'è Honey Boo Boo. Roba da far arricciare il naso a più d'uno, soprattutto pensando che almeno quella bimba prodigio aveva "studiato" danza, già all'età di tre anni, in una scuola di ballo come la Meglin's Dance School di Los Angeles. In realtà anche all'epoca (Shirley ebbe successo negli anni '30/40) i baby fenomeni erano frutto delle aspirazioni dei genitori: la madre riversò sulla figlia le sue ambizioni di ballerina mancata e, non appena ottenuto il successo, iniziò a sottoporla alla "tortura" quotidiana dell'acconciatura con la quale è passata alla stoira. Shirley Temple, infatti, non era affatto bionda come appariva davanti alle telecamere e i suoi meravigliosi e perfetti 56 boccoli non erano altro che il frutto di un certosino lavoro quotidiano davanti allo specchio!

Tornando ad oggi, Honey Boo Boo non è certo la sola bambina ad ottenere successo per le sue esibizioni. Anche Suri Cruise, figlia di Tom Cruise e Katie Holmes, è sempre (suo malgrado) sotto i riflettori. Costantemente vestitia come una donna in miniatura, sfoggia borse griffate dai costi inaccessibili per qualsiasi essere umano "normale", fa shopping e può vantare un maestro personale quando fa lezioni di danza in palestra. Ferrarotti, però, avverte: "Attenzione a non confondere il successo o la notorietà con la felicità: spesso si tratta di persone che sono rovinate (dai genitori, che soffrono di sensi di colpa!) per tutta la vita, a causa della loro stessa precocità". Un esempio dal passato? Marilyn Monroe. "Nel 1962 ero alla Columbia University ad insegnare, quando seppi della morte di Marilyn. Una donna incredibile, che anche grazie alla sua avvenenza fisica aveva ottenuto tutto, riuscendo ad arrivare anche alla camera da letto del Presidente, ma che morì suicida".

Ma il caso dei baby fenomeni o delle "baby Lolite" non è isolato. Solo poche ore fa Vogue Paris ha deciso di invertire la rotta rispetto al passato, dicendo basta alle foto di bambine vestite da adulte. Dopo le polemiche per la linea editoriale della precedente direttrice della rivista, Carine Roitfeld, che mandava in stampa foto con sfilate in passerella di bambine dai 7 ai 9 anni, con tacchi, abiti di Versace, Yves Saint Laurent, gioielli di Bulgari o Boucheron, ora Emmanuelle Alt ha optato per foto con paesaggi bucolici e moderne Heidi in posa. "Si tratta di una violazione palese dei diritti umani verso persone che non sono in grado di difendersi" critica duramente il sociologo Ferrarotti.

Ma la scelta del nuovo direttore di Vogue Paris pagherà dal punto di vista delle vendite? Di fronte al successo di baby attrici come Emma Watson o Selena Gomez il dubbio resta. La conferma viene ad esempio dal fatto che la stessa Honey Boo Boo ha tra i suoi fans anche anche Miley Cyrus, altra (ex) baby fenomeno. "Non vorrei esagerare e usare toni apocalittici, ma ribadisco che la precocità non è sinonimo di felicità. Tranne alcuni casi, anzi, è il contrario. Mozart, poveretto, è morto a 39 anni, buttato in una fossa comune" conclude Franco Ferrarotti.

Oggi i tempi sono cambiati. "La logica dei media è vorace - dice Ferrarotti -  non si ferma davanti a nulla, pur di avere successo e ascolti". A queste bambine, infatti, non viene risparmiata neppure la politica. La piccola, ma esuberante Honey Boo Boo non si è infatti fatta mancare neppure il suo "endorsement", dichiarando di sostenere "Marack Obama", ovvero dell'attuale Presidente degli Stati Uniti, in corsa per la riconferma alla Casa Bianca. Che in futuro aspiri ad un posto nella Stanza Ovale?

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