Alice Sabatini Miss Italia 2015
Società

Miss Guerra Mondiale

Finalmente una Miss Italia che non sogna la "pace nel mondo". La bellezza e l'intelligenza non sono necessariamente collegate

"Sogno la pace nel mondo". Di solito, le Miss, dicono così.

E noi, da casa, pensiamo: che barba e che noia.

Queste bamboline stereotipate sono tendenzialmente fedeli ai loro stereotipi, sono vacue e arriviste proprio come si conviene al loro mestiere.

Non c'è niente di male, anzi.

Ognuno dovrebbe fare il proprio mestiere e non c'è nessuna ragione per la quale in una modella, oltre alle gambe, ci sia di più.

Non che le donne belle non possano essere anche intelligenti.
Come per gli uomini, è quasi impossibile rilevare una legge che dimostri essere inversamente proporzionali l'aspetto fisico e la brillantezza mentale.

Ma. insomma, se da una bella dottoressa abbiamo il dovere di pretendere competenza scientifica, o da una bella docente brillantezza intellettuale, da una modella non dovremmo pretendere niente di più di un bel sorriso e un bel c…

Oltre alle gambe deve esserci di più

Purtroppo siamo tutti moralisti, e non possiamo sopportare che dietro il “bello” non ci sia anche il "buono”.

Alle modelle, miss, veline (chiamiamole come ci pare, la sostanza ornamentale non cambia) spetta lo stesso trattamento mediatico riservato ai calciatori. Che, nonostante siano dei piacevolissimi animali (ciuchi, prevalentemente), sono ormai definitivamente imbrigliati nel politicamente corretto, costretti a dire cose soporifere e insincere sui valori dello sport (quando è vincere l’unico valore dello sport, che diamine!) e altre scemenze pseudosociali.

Tutte queste belle ragazzotte, mentre si mettono in mostra, non possono esimersi dal dichiarare, appena possibile, tra una sculettata e l'altra, quanto siano sensibili ai problemi dei più deboli e dei più svantaggiati, e SOPRATTUTTO, amanti della PACE NEL MONDO.

La televisione rende stupidi

Ed ecco che che arriva Alice Sabatini, nuova Miss Italia, che invece dichiara che avrebbe voluto vivere nel 1942 “per vedere realmente la seconda guerra mondiale visto che i libri parlano pagine e pagine…”.

Le battute e le “polemiche” non si sono fatte attendere, c'è perfino chi si è anche domandato come mai non abbia dedicato la vittoria ai marò.

Quasi certamente si tratta di una semplice gaffe (un mio amico, Riccardo, su Facebook si interroga circa la consapevolezza della ragazza del fatto che "se fosse nata nel '42 avrebbe avuto 3 anni quando la guerra è finita in Italia, quindi non si ricorderebbe comunque e poi, anche se fosse stata uomo, il militare non si fa da neonati") alimentata dal fatto che la televisione, come mezzo in sé, visti i suoi tempi, rende tendenzialmente chiunque più tonto di quel che è, che qualunque idiozia detta in televisione viene strumentalizzata,  e che i giornali, di carta e no, si buttano a pesce su questi marginalissimi episodi costruendoci per pigrizia sopra interi articoli (mea culpa).

La guerra è bella

Ma io sogno, con tutto il cuore, che questa ragazza dichiari che no, non è stata una gaffe, ma il tentativo - reso goffo dall’emozione - di esprimere una posizione intellettuale scomoda come quella di ribadire una volta per tutte che "la guerra è bella anche se fa male" (come cantava De Gregori in Generale) e che la pace (ma poi, che pace di preciso?!? sono decine di milioni i morti in guerra nel mondo dopo il '45) è un equilibrio precario e brutale spesso quanto la guerra, con l'aggravante di un altissimo coefficiente di noia.

Perché una bella donna che fa la donna bella di mestiere dovrebbe potersi permettere quasi tutto.

Anche di essere stupida.

Anche di essere antipatica.

Ma noiosa, mai.

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