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Belen, Martina Stella e Raffaella Fico: mamme per scelta?

La famiglia al posto della carriera, l'intervista alle sociologhe Franca Remondi e Chiara Saraceno: "A volte è solo questione di marketing"

Belen-Martina Stella-Raffaella Fico

Belen Rodriguez, Martina Stella, Raffaella Fico – Credits: (Olycom)

Martina Stella, Belen Rodriguez, Raffaella Fico e tante altre. Le giovani star mettono da parte la carriera per darsi alla maternità. "A volte è così - dice la sociologa Franca Remondi - ma non sempre, perché dipende dalla vita e dalle aspettative che la donna ha. Ma è anche vero che i casi stanno aumentando nel mondo dello spettacolo. In Italia non abbiamo mai abbandonato l'istituzione della famiglia, la vediamo solo in un altro modo. Una donna se pensa alla famiglia, pensa inevitabilmente ai figli. E se ha le possibilità economiche esaudisce il suo desiderio". Naturalmente la carriera rimane, ci si prende solo una pausa, come ha dichiarato Federica Pellegrini: "Una pausa lunga o breve che sia, ma doverosa perché è importante per la madre essere a pieno contatto con il proprio figlio nei primi mesi di vita" spiega Remondi.

"Riguardo alle celebrità, il discorso è un po' diverso dalle persone comuni - afferma la sociologa Chiara Saraceno - Spesso un figlio è una tappa obbligata nella carriera di queste. E alcune sfruttano il bimbo, addirittura ancora in pancia, per scopi di marketing. Se lo vendono come parte di sè, della propria immagine. Quello che è veramente diminuito, comun denominatore per tutte, è il numero di figli. C'è sempre per le donne il senso di maternità ma ormai si  esaudisce con la nascita del primogenito a causa del lavoro".

Dal 2008 il numero delle nascite è drasticamente calato. "La donna vuole avere famiglia, così come l'uomo, ma la situazione sociale ed economica del Paese costringe le coppie a mettere su famiglia più tardi. Alcune invece non ci riescono proprio e abbandonano il progetto perché precari a vita". Basti pensare che quattro anni fa, si sposavano il 21% in più delle coppie rispetto ad ora. Ma nonostante la crisi, le tasse da pagare e gli stipendi bassi, c'è chi si "butta lo stesso", casomai lasciando da parte le nozze, i regali e la luna di miele, ma un figlio proprio no "perché - dice Remondi - esprime la volontà di realizzarsi in un altro modo, visto che la mancanza di lavoro non consente di esaudire altri desideri".

La pensano così Francesca e Luca, romani, lei addetta al catering di un'agenzia, lui fa l'operaio e monta i palchi per i musicisti. Si sono conosciuti proprio durante un tour. E' scoppiato l'amore e, benché la paga non sia alta, hanno deciso di avere un figlio che arriverà a fine agosto. In vacanza non ci andranno e dopo l'estate saranno in tre. Lui continuerà a lavorare mentre lei ha deciso, almeno per i primi anni, di rimanere a casa e di accudire il figlio. "Il lavoro? Sarà mio figlio" dice. Una risposta particolare alla crisi. Un ritorno ai valori tradizionali? No, solo voglia di normalità.

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