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Scienza

Stress da rientro? Niente paura, si può curare

Tre italiani su dieci soffrono della "sindrome da rientro" dalle vacanze, ma sono sempre di più quelli contenti di rientrare a lavoro e a contatto con la routine quotidiana. Gli esperti ci spiegano come riprendere senza problemi la propria vita

Stress da rientro dalle vacanze: realtà o invenzione? Le cifre parlano chiaro: per molti soltanto tre italiani su dieci, per altri appena uno su dieci, soffrirebbero di malumore, sintomi depressivi, stanchezza e apatia, sonnolenza e mal di testa. Tutti gli altri, invece, sarebbero abbastanza contenti di rientrare nei propri ritmi di vita quotidiani e rivedere luoghi e amici di sempre. Invece secondo uno studio dell’Università di Granada il 35% dei lavoratori tra i 25 e i 40 anni soffre della sindrome da rientro. Un dato non preoccupante se si pensa che nell’ultimo decennio la percentuale di vacanzieri che soffre a causa del rientro è scesa dal 55% al 42%. Adolfo Petiziol, presidente della Società europea di psichiatria sociale tende a minimizzare: “Bisogna pensare alla fortuna che si ha ad aver fatto delle ferie e poter contare su un impiego con i tempi che corrono. Non credo che la gente si lasci andare alla depressione”. E aggiunge: “L'organismo e la mente umana sono perfettamente in grado di adattarsi a cambiamenti più repentini. Per sentirsi al meglio tutto l'anno, concediamoci 3 giorni di vacanza al mese, oltre alle domeniche. Così si lavora anche meglio”.

I DISTURBI PIU' FREQUENTI

I disturbi più comuni sono: forte stanchezza, ansia diffusa e stress, mal di testa, stordimento, irritabilità, dolori muscolari, inappetenza, sonno disturbato, tachicardia, e, nel peggiore dei casi, depressione. Questi sintomi sono generati da una condizione psicologica negativa per aver vissuto una lunga vacanza spensierata, senza regole e costantemente rivista in veste nostalgica. Come possiamo aiutare la nostra mente ed il nostro fisico ad adattarsi al meglio alla quotidianità? “ È consigliabile un periodo di cosidetta “decompressione”, tornando a casa qualche giorno prima dell’inizio del lavoro o dello studio o di qualsiasi altra attività perché abbiamo bisogno di reintrodurci gradualmente nella quotidianità: per esempio, dare una sistemata in casa, fare la spesa e riprendersi dagli stravizi della vacanza – sottolinea a Panorama.it Federica Camellini, psicologa under 35, che insieme ad altri colleghi a Milano e provincia ha dato vita a una sinergia tra psicologi con una vetrina su internet . Per chi non ha questa possibilità il suggerimento è quello di aumentare giorno dopo giorno i carichi di lavoro evitando di riprendere a tutta forza da subito”.

ALIMENTAZIONE CORRETTA

Una ricerca pubblicata sul Journal of the Science of Food and Agricolture ha dimostrato che l’uva rossa sarebbe efficace per regolare i ritmi circadiani e a rilassarsi: più in generale, molti frutti ricchi di melatonina e altri antiossidanti svolgerebbero questa efficace azione anti stress. Via libera, quindi, a mele, pesche, uva, melone e pere, ma anche a verdure come zucchine, pomodori, peperoni e insalate. Numerose verdure celano, infatti, nel loro contenuto di vitamine e sali minerali insospettate proprietà depuranti e anticolesterolo, molto utili per chi avesse esagerato durante l’estate con alcolici e cibi non proprio dietetici. “È fondamentale assumere tanta frutta, soprattutto quella dolce composta da zuccheri semplici per aumentare la produzione di serotonina, che porta buon umore, e tanta verdura. Non dimentichiamoci inoltre di bere tanta acqua – aggiunge la psicologa -. Poi, se come è probabile, in vacanza ci si è abituati a dormire di più, si consiglia di riprendere l’abituale tempo di riposo in qualche giorno, evitando di passare da 12 a 6 ore di sonno per notte in un giorno solo. È bene ripristinare un adeguato ritmo sonno-veglia cercando di andare a letto e svegliarsi più o meno agli stessi orari e dormire in media sette ore, orario che può variare in base all’età”.

STRESS ANCHE PER I NON VACANZIERI

Il panico si manifesta anche tra chi le vacanze non le ha fatte per nulla. In questi casi, i sintomi sono principalmente psicologici, creati dal dover affrontare amici e colleghi con l’imbarazzo di non rientrare nel gruppo di chi è partito e condividere così emozioni e ricordi. Una ricerca condotta dal Centro Studi Dermal su un panel di 500 uomini e donne appena rientrati dalle vacanze, di età compresa tra i 25 e i 55 anni, dice che il 35 per cento degli intervistati ha ammesso di avvertire ansia al pensiero di tornare alla scrivania, mentre il 28 per cento sostiene di provare invece delle manifestazioni corporee come la mancanza di sonno, dolori addominali, bruciori di stomaco e addirittura difficoltà di respirazione.

C’è anche chi, in controtendenza, si ritiene tranquillo all’idea di rincontrare capo e colleghi, sono 20 per cento, e addirittura gli stakanovisti che non vedono l’ora di tornare a pieno regime al lavoro: si tratta del 13% degli intervistati. Quali sono, secondo la ricerca, i motivi che creano il panico da vacanza mai fatta? Il 45 per cento sente lo stress di inventarsi racconti di viaggi plausibili per non sentirsi tagliato fuori dai discorsi, il 23 per cento prova imbarazzo per non essere abbronzato e rilassato quanto agli altri. Gli internauti sono invece in ansia non avendo foto da mostrare e da caricare sui social network (18%), mentre i più “social” si rammaricano di non aver fatto nuove amicizie o conquiste sentimentali (14%).

“Se il quadro sintomatologico della “sindrome da rientro” permane per settimane o mesi, è opportuno rivolgersi ad uno specialista della salute mentale, per rilevare possibili veri e propri problemi psicologici – conclude la Camellini che nel suo progetto “low cost” ha come obiettivo quello di avvicinare la psicologia alla gente, anche dal punto di vista economico -. Alcune volte i sintomi dopo le vacanze, possono continuare e, a volte, aumentare d’intensità trasformandosi in veri disturbi d'ansia o disturbi dell'umore”.

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