Spazio

Tempeste solari al massimo: con quali conseguenze sulla terra?

Nel 2013 l'attività del sole raggiunge il picco degli ultimi anni. Ma non maderà in tilt le apparecchiature elettroniche. Anzi, funzioneranno meglio....

Fuochi d’artificio spaziali di fine anno: l’immagine della sonda SDO mostra l’eruzione solare avvenuta il 31 dicembre 2012. (Credit: NASA/SDO/Steele Hill)

Satelliti per le comunicazioni in tilt, sistemi Gps in avaria, centrali e reti elettriche k.o., città intere in black out, caos tecnologico globale. Ad allarmare, esageratamente, è il ciclo dell’attività solare, che nel 2013 raggiungerà il massimo. Ogni undici anni circa, la nostra stella diventa iperattiva: si verificano eruzioni solari, brillamenti ed espulsioni di massa coronale; cioè, in parole semplici, fenomeni per cui il Sole scaglia nello spazio ingenti flussi di particelle, che se sono orientati verso la Terra possono causare i sopracitati effetti collaterali, come per esempio accaduto lo scorso marzo .

Ma davvero ci attendono tutti questi eventi nefasti? Innanzitutto dalla Nasa ci fanno sapere che il picco previsto quest’anno sarà il più debole degli ultimi cento anni. Una buona notizia. Significa che i getti emessi dal Sole ci regaleranno spettacolari aurore boreali senza causare guasti alle infrastrutture terrestri e satellitari.

E i nostri apparecchi domestici? Non è che si danneggeranno? Niente affatto, anzi funzioneranno meglio. Sì, proprio così: computer, televisori, il nuovo tablet ricevuto a Natale e lo smartphone ultimo modello daranno meno problemi. Il meccanismo per cui le applicazioni e i dispositivi si “impalleranno” con minore frequenza è un po’ complicato: contentiamoci di dire che tutti i microchip contenuti in ogni apparecchio sono sensibili agli effetti secondari dei raggi cosmici ad alta energia, prodotti dai fenomeni più violenti e potenti dell’universo, come esplosioni stellari, buchi neri e galassie inquiete che emettono intense radiazioni. I raggi cosmici colpiscono l’atmosfera terrestre suscitando una pioggia di particelle e quando alcune di queste collidono con i chip succede il patatrac, perché innescano la formazione di cariche elettriche parassite, che a loro volta provocano malfunzionamenti, in particolare nelle memorie. Non sono meccanismi distruttivi e i danni non sono permanenti: basta spegnere e riaccendere il dispositivo e tutto ritorna normale.

Quando il ciclo solare arriva al massimo, però, proprio l’aumento del flusso di particelle emesse dal Sole contrasta e mitiga l’effetto dei raggi cosmici, agendo da scudo: un po’ come un vento che ne modera un altro che soffia in direzione opposta. La deflessione dei raggi cosmici operata dall’attività del Sole si traduce in un calo dell’8% nei malfunzionamenti temporanei dei dispositivi elettronici. Attualmente siamo nel ciclo solare 24 (il conteggio è iniziato nel 1755), cominciato nel 2008, anche se il minimo di macchie solari, le zone più scure sulla superficie del Sole che generano un aumento del suo campo magnetico e che convenzionalmente scandiscono l’inizio di ogni ciclo, è occorso l’anno seguente, quando sono state assenti per ben 260 giorni.

Per capire meglio gli effetti causati dalle variazioni del Sole, la Nasa lancerà a marzo la sonda Iris, equipaggiata con sensori per raggi UV, per studiare anche le condizioni per minimizzare i rischi nelle missioni spaziali umane e robotiche.

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