Spazio

Tempeste solari: 2013 anno record. Ecco cosa può succedere

Secondo gli esperti a maggio ci sarà il picco di attività solare, con conseguenze che potrebbero essere anche molto gravi

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Nella foto una tempesta solare, che nel 2003 ha creato un'aurora boreale nei cieli di Hyvinkaa, in Finlandia. Credits: Getty Images

La Nasa, che monitora la situazione, lo ha detto fin da subito: il 2013 sarà un anno particolarmente ricco di tempeste solari e il picco è atteso a maggio. Tanto è bastato per gettare il panico, soprattutto perchè in molti si sono affrettati a ricordare i precedenti ullustri di tempeste solari, dagli effetti devastanti sulla Terra. Primo tra tutti quello del 1859 quando, come ricorda il New York Times, ci fu un'esplosione del sole che scagliò verso il nostro pianeta enormi nubi di plasma. Se accadesse oggi cosa succederebbe?

All'epoca i danni si registrarono soprattutto sul telegrafo, principale mezzo di comunicazione: per 14 ore le linee telefoniche andarono in tilt e ovunque sulla faccia della Terra, da Cuba a Singapore passando per Roma, si potè assistere allo spettacolo di un'aurora boreale. Proprio quell'episodio fu (e tuttora viene) considerato la più grande tempesta geomagnetica. L'eruzione del Sole ebbe come effetto quello di proiettare contro la Terra miliardi di tonnellate di elettroni e protoni che, scontrandosi contro il campo magnetico terrestre, crearono delle aurore di colore rosso, verde e blu-viola, visibili da ogni latitudine e in piena notte.

Il rischio, ora, è che tra poco più di un mese accada qualcosa di simile, ma con "effetti collaterali" ben maggiori, soprattutto sui campi magnetici e le comunicazioni terrestri. Secondo gli esperti, infatti, a rischio ci sarebbero soprattutto i satelliti delle telecomunicazioni e la loro attività. Tra le conseguenze peggiori, poi, si devono ricordare quelli sui Gps, ormai utilizzati in maniera massiccia, specie per molti di trasporti come quello marittimo. Anche sulla rete elettrica potrebbero esserci ripercussioni importanti, tanto che il New York Times arriva ad ipotizzare uno scenario apocalittico come quello di "un continente o due interamente al buio".

I danni, da un punto di vista economico, sarebbero ingentissimi, tanto che si parla di almeno un trilione di dollari. Per qualcuno, come John Moura del North American Electric Reliability Corporation , un gruppo no-profit, la maggior parte dei black out potrebbero essere risolti nel giro di una settimana. Per i più pessimisti, invece, alcuni luoghi potrebbero rimanere senza luce per mesi interi e "cortocircuiti cronici potrebbero ripetersi per diversi anni", come spiegato dal National Research Council, il settore ricerche della National Academy of Science .

A monitorare la situazione è la Nasa , grazie ad uno speciale osservatorio, il Solar Dynamics Observatory . Nonostante le rassicurazioni dell'ente spaziale americano, però, già nei mesi scorsi si sono notati alcuni fenomeni e il Solar Dynamics Observatory ha rimandato sulla Terra alcune immagini in alta risoluzione giudicate estremamente interessanti dagli esperti.

Del resto, del pericolo di tempeste solari si è parlato, e molto, anche in occasione della nota profezia dei Maya : in molti si erano affrettati a chiarire che non ci sarebbe stata alcuna fine del mondo, ma solo, eventualmente, fenomeni come quelli delle eruzioni solari: altri, invece, indicavano proprio nelle tempeste solari il rischio di un' Apocalisse. Le tempeste solari non sono una novità: il Sole ha un ciclo di vita di circa 22 anni, all'interno del quale si alternano fasi di minore attività a fasi di intesità maggiore. Proprio a maggio si prevede un picco, dopo un periodo di minor attività, con eruzioni solari che potrebbero portare a tempeste geomagnetiche: dal Sole si potrebbero appunto "staccare" protoni ed elettronico, che potrebbero mettere a rischio la strumentazione elettronica ed elettromagnetica.

Tra gli esperti c'è chi sostiene che la popolazione della Terra non corre alcun pericolo, perchè le tempeste potrebbero prendere direzioni differenti rispetto al nostro Pianeta. Altri, però, non escludono danni, come William Murtagh, coordinatore del programma dello Space Weather della National Oceanic and Atmospheric Administration , che al NY Times ha spiegato: "C'è sempre la possibilità cheuna grande tempesta raggiunga la Terra". Secondo un altro fisico dello Space Weather, Douglas Biesecker, esiste anche il pericolo di brillamenti solari, che viaggiano alla velocità della luce e sono in grado di raggiungere la Terra in appena 8 minuti e mezzo: un tempo così limitato da rendere difficile ogni allarme preventivo. A rischio sarebbero sempre le comunicazioni radio, ma la mente non può non correre alla pioggia di meteoriti caduta sulla Russia , sugli Urali, lo scorso febbario, evento del tutto imprevisto dagli esperti e che ha scatenato più paure che curiosità.

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