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Spazio

Space X lancia il primo satellite spia con un razzo riciclabile

L’azienda del magnate Elon Musk ha iniziato la collaborazione con la Difesa Usa. Dettagli top secret sul carico messo in orbita

Il primo maggio 2017, alle 13,15 ora italiana, dalla base di lancio del Kennedy Space Center in Florida è decollato un razzo Falcon 9 per portare in orbita attorno al nostro pianeta un satellite spia classificato top secret.

È stata la trentaquattresima missione di Space X, l’azienda creata e capitanata da Elon Musk per l’esplorazione del cosmo, ma è saltata subito alla ribalta delle cronache per due motivi: per la prima volta la compagnia privata ha mandato nello spazio un satellite del Dipartimento della Difesa statunitense, rompendo il monopolio di quest’ultima con la United Launch Alliance, e lo ha fatto con un razzo riciclabile.


Il primo stadio del Falcon 9, alto quasi quarantotto metri, si è infatti posato sano e salvo in verticale nove minuti dopo il decollo in un’apposita zona a pochi chilometri da dove è avvenuto il lancio dell’intero vettore, che con l’atro stadio, quello non riusabile, raggiunge in tutto i settanta metri d’altezza.

Pronto per essere impiegato in una nuova missione.

Il generale John Raymond, a capo dell’U.S. Space Command, ha commentato soddisfatto l’impresa: “è rassicurante sapere che possiamo volare con razzi riutilizzabili più volte, e il lancio di oggi lo ha dimostrato perfettamente”.

Tradotto in soldoni significa un enorme risparmio per la Difesa statunitense, che ha nel prossimo biennio dovrà appaltare almeno altri tredici lanci di satelliti militari.

Ma su quello messo in orbita il primo maggio resta la massima segretezza. Il National Reconnaissance Office (NRO), l’ente americano che opera per la Difesa nel campo spaziale, non ha fatto trapelare nessun dettaglio sul satellite e sul suo impiego.

Non è dato sapere chi spierà e quando: forse campi di addestramento di terroristi in Afghanistan o in Siria, oppure installazioni missilistiche nella Corea del Nord o in altri Paesi a rischio. Trattasi di sicurezza nazionale, quindi niente di accessibile pubblicamente.

Nemmeno la quota a cui orbiterà il satellite è stata resa nota: NRO ha imposto infatti di trasmettere solo i primi due minuti e quarantotto secondi del lancio, cioè appena mezzo minuto dopo il distacco del primo stadio del Falcon 9.

Insomma, quel che è certo resta l’ingresso trionfale di Space X nel business delle apparecchiature militari da mandare in orbita.

Centinaia di milioni di dollari che oltre a riempire le casse dell’azienda saranno utilizzati anche per i due progetti più ambiziosi della compagnia di Elon Musk: portare turisti in orbita intorno alla Luna e preparare un viaggio su Marte.

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