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Spazio

"Packing for Mars" e i misteri di Marte

Nella docu-fiction di Frank Jacob si indaga su una ipotesi sconcertante: un insediamento umano già realizzato in totale segretezza. Fantasia o realtà?

Marte, ancora Marte. Il Pianeta Rosso sembra sempre più al centro di progetti scientifici, sogni letterari, teorie complottiste e sceneggiature cinematografiche. A ottobre, come vi abbiamo raccontato nei giorni scorsi, arriverà il colossal di Ridley Scott “The Martian”. A distanza di poche settimane, uscirà un’opera diversa per toni e contenuti, ma in qualche modo affine, ovvero “Packing for Mars”, del regista Frank Jacob. Protagonisti, non attori, ma ricercatori alternativi nella parte di se stessi. Tra loro, anche l’italiano Luca Scantamburlo.


“C’è un’agenda segreta che riguarda Marte e una colonia umana costruita per salvare un ristretto gruppo di privilegiati da un’imminente catastrofe planetaria? Ispirandosi al racconto di fantascienza degli anni ’70  Alternative 3, un uomo, armato solo della sua telecamera e di una mentalità aperta, inizia il suo viaggio per rivelare la verità dietro ad uno dei misteri più sorprendenti legati al Pianeta Rosso”, così si legge sulla pagina di presentazione della docufiction che sarà nelle sale a novembre.

Ma cosa è  esattamente  “Alternative 3” citato come punto di partenza del film?  Si tratta sia di un libro che di una puntata del programma televisivo "Science Report", trasmesso dall’emittente inglese Anglia: apparentemente, entrambi riportavano notizie reali, per quanto incredibili. In sostanza, gli autori affermavano che  gli effetti del surriscaldamento globale avrebbero provocato disastri sempre più devastanti, fino ad una nuova Era Glaciale: nel XXI secolo avrebbe messo a repentaglio la stessa sopravvivenza dell’umanità. Cosci di questo imminente rischio, Usa e URSS –con i loro scienziati più brillanti- avevano studiato il modo per salvare le elitè delle due Nazioni.

Quindi, mentre pubblicamente Mosca e Washington mostravano i muscoli in quella fase di Guerra Fredda, di nascosto collaboravano, tenendo all’oscuro le popolazioni. Quel team di menti eccelse avrebbe preso in considerazione, come prima ipotesi, quella di utilizzare delle armi nucleari, per bucare lo strato di anidride carbonica che soffocava la Terra. Ma l’”Alternativa 1” venne messa da parte subito, perché troppo pericolosa. Fu esclusa anche l’ "Alternativa 2", ovvero l’idea costruire città sotterranee dove far sopravvivere i pochi  privilegiati: venne considerata non praticabile e poco piacevole.

Ecco allora l’ Alternativa 3: mettere in salvo i vertici del mondo politico, economico e culturale trasportandoli altrove, prima su una base transitoria  sulla Luna e poi, una volta adattato e trasformato adeguatamente, su Marte. Allo scopo, una missione congiunta russa-americana, dalla tecnologia molto più avanzata di quanto la gente potesse immaginare, era già stata inviata sul Pianeta Rosso, costituendo una prima colonia umana che sarebbe servita per edificare il futuro insediamento degli “eletti”, gli unici esseri umani destinati a salvarsi.

La trasmissione andò in onda nell’estate 1977 e scatenò il putiferio: citava anche i nomi di scienziati scomparsi nel nulla o morti in modo misterioso, in qualche modo connessi a questo complotto mondiale. Poco dopo, però, i produttori del programma confessarono che era stato solo uno scherzo: doveva essere trasmesso il 1° aprile, il Fools Day- il Giorno degli Sciocchi, il nostro Pesce di Aprile- ma poi per vari motivi era slittato. Tutti gli intervistati- esperti e testimoni- erano solo attori. Finte anche le impressionanti immagini dell’ammartaggio, in presa diretta. Tutta una messinscena, insomma.

Eppure, a distanza di anni, non tutti sono convinti che sia stata davvero solo una costosa e complessa bufala per prendersi gioco degli spettatori e dei lettori. Ancora oggi, c’è chi ritiene che sia stata piuttosto una provocazione o una specie di esperimento, per vedere le reazioni del pubblico, ma con dati reali, come sono il surriscaldamento globale e l’effetto serra con i relativi rischi  di mutamenti climatici e l’ aumento di fenomeni naturali estremi. Concetti ben poco noti negli anni ’70 ma che oggi sono conosciuti da tutti. “Alternative 3” ha colto nel segno solo per un caso fortuito? Oppure nasconde un nucleo di verità?

Prendendo le mosse da questi interrogativi, Frank Jacob- compositore, produttore, artista visivo e regista “visionario”- ha cercato di capirne di più. Ha intervistato alcuni dei nomi più illustri della ricerca indipendente, come il fondatore del “Paradigm Research Group” Stephen Bassett o la nota reporter appassionata di misteri Linda Moulton-Howe, ma anche (come dicevamo) Luca Scantamburlo, giornalista freelance, ideatore del sito “Angelismarriti.it” e autore di vari saggi collegati a queste tematiche. In particolare, nei suoi articoli, ha affrontato la possibilità che già 40 anni fa astronauti americani abbiano effettivamente posato il loro piede sulla polvere marziana- all’insaputa di tutti.

Jacob sarà ospite del terzo Meeting Internazionale “Figli delle Stelle”, che si svolgerà il prossimo 26 settembre a Milano. Spiegherà il concept del suo film e mostrerà- in anteprima in Italia- alcuni spezzoni di “Packing for Mars”. Ha appena risposto ad una nostra domanda per sapere la sua opinione in merito: "L'idea di costruire una base su Marte non mi sembra inverosimile. Viviamo in un'epoca di gole profonde e di rivelazioni choccanti. Mi piace pensare che stia per arrivare uno tsunami di verità e illuminazione!"  

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