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Spazio

Nustar, una sonda a caccia di buchi neri

L'Italia è in prima linea in questa straordinaria avventura spaziale

Nell’atollo di Kwajalein, nelle isole Marshall tra le Hawaii e l’Australia, è tutto pronto per il lancio di Nustar, la sonda della Nasa che andrà a caccia di buchi neri e di altri fenomeni ultra energetici dell’universo. Anche l’Italia è in prima linea in questa straordinaria avventura spaziale.

L’obiettivo primario della missione è condurre un censimento di tutte le fonti ad altissima energia nel cosmo, tra cui esplosioni di stelle e buchi neri. Ma come si possono studiare questi enormi divoratori cosmici dato che fagocitano tutto, luce compresa? “Nustar è un potente telescopio a raggi X” spiega l’astrofisico Paolo Giommi, direttore dello Science Data Center (ASDC) dell’Agenzia Spaziale Italiana, “quando la materia precipita risucchiata in un buco nero, emette radiazioni nella banda dei raggi X che Nustar sarà in grado di captare e analizzare”.

Infatti il telescopio spaziale è dotato di specchi per raggi X di nuova generazione che riescono a focalizzare energie elevate con una sensibilità cento volte superiore ai satelliti già in orbita che operano in questa banda. “Sarà un cambiamento epocale nell’astronomia dell’invisibile, cioè quella che opera nelle lunghezze d’onda non percepibili dall’occhio umano, perché si riuscirà a guardare in una banda mai osservata, grazie al braccio telescopico da dieci metri, che si allungherà nello spazio dopo il lancio “ spiega Giommi.

Grazie proprio alle sue ridotte dimensioni, la messa in orbita, pianificata per mercoledì 13, non è avvenuta con un razzo tradizionale, ma con un vettore Pegaso (più piccolo ed economico), lanciato a sua volta da un aereo in quota. Altra novità della missione Nustar è infatti il suo basso costo, meno di duecento milioni di dollari rispetto al miliardo di Chandra, altro telescopio a raggi X lanciato a fine millennio. “Il satellite sarà piazzato in un’orbita bassa, economicamente vantaggiosa, ma per evitare particelle e detriti dovrà essere un’orbita equatoriale”.

E qui entra in gioco il nostro Paese, che fornisce la base di Malindi, situata proprio all’equatore: sarà la stazione principale per ricevere i d satellite. Gli scienziati italiani hanno inoltre sviluppato il software per le analisi: in cambio la Nasa consentirà l’accesso ai dati all’ASDC. “Non si tratta di un semplice scambio di favori” precisa Giommi “il compito è stato affidato ai nostri astrofisici per la loro consolidata tradizione di eccellenza e primato mondiale in questo campo: un team di dieci scienziati in tutta Italia, da Palermo a Milano, studierà i dati ricevuti da Nustar”. E chissà se proprio uno di loro riuscirà a risolvere il “paradosso del fondo X”.  “Si è scoperto, cosa che è valsa il Nobel a Giacconi, che il cielo è luminosissimo nella banda X, ma non si conoscono ancora bene le sorgenti, che sono oscure nei raggi X più deboli finora osservati coi vecchi satelliti”. Nustar inoltre analizzerà i metalli radioattivi (in particolare titanio) che si formano durante le esplosioni di supernova. Tutti gli elementi pesanti che compongono i pianeti e gli esseri viventi sono stati infatti forgiati da esplosioni stellari. Calcolarne le abbondanze servirà a capire come si sono generati gli atomi e le molecole di cui siamo fatti.

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