"L'Uomo già su Marte? Non è inverosimile..."

Intervista al regista di "Packing for Mars". Secondo Frank Jacob, all'opinione pubblica viene nascosta la verità sugli ET

MARTE AMERICANI

“Se prendiamo sul serio le rivelazioni degli informatori interni diventate pubbliche, possiamo solo concludere che la storia raccontata dalla NASA e dalle università sul nostro sviluppo tecnologico serve a mantenere la società all’oscuro  rispetto al punto in cui l’umanità è davvero giunta per quanto riguarda l’esplorazione spaziale e la potenziale interazione con gli Extraterrestri.” Ad affermarlo è Frank Jacob, regista ed autore del film Packing For Mars, che sarà presentato in Italia nel corso del terzo Meeting Internazionale di Esobiologia, “Figli delle Stelle”, il 26 settembre a Milano.

 In 120 minuti, il docufilm affronta una serie di tematiche molto care ai teorici del complotto: la verità ci viene nascosta da chi ritiene di possedere il diritto di sapere cosa sia meglio per il genere umano. Lobby di potere trasversali che scavalcano anche l’autorità politica custodirebbero gelosamente il segreto, centellinando le informazioni che verrebbero rilasciate lentamente, nel corso del tempo, sotto forma di fughe di notizie o persino di trame cinematografiche e romanzi di fantascienza. Proprio da un libro – e dal programma televisivo ad esso collegato- è nata l’idea di Jacob. 

 “Il film è l’avventura di un uomo che prova a rispondere ad un grande mistero: potrebbero davvero essere basati sulla realtà il racconto  e lo pseudo documentario “Alternative 3”  del 1977 che parlano di un programma spaziale ultrasegreto per colonizzare Marte partito negli anni ’60 e che hanno scioccato il mondo quando sono stati diffusi? Qualcuno- come la stimata giornalista investigativa Mae Brussell- pensava che lo fossero”, dice il regista di origini canadesi nell’intervista che mi ha concesso via mail dalla sua casa in Austria. Lo scopo di Alternative 3? Forse trovare un modo ingegnoso per mascherare, per sempre , la verità.

 “Se un simile programma spaziale fosse stato percepito dal pubblico come pura invenzione, nessuno avrebbe mai creduto che potesse veramente essere in corso. Nel film si intrecciano molte diverse fonti di informazione, ovvero interviste con ricercatori alternativi, testimonianze di gole profonde, filmati di archivio e nuove immagini, per cercare di rimettere insieme le tessere del mosaico.”  Sono molti ed illustri i nomi di coloro che hanno accettato di aiutare Jacob in questa impresa, che ritiene una summa della sua attività artistica (“ho potuto racchiudere tutti i miei talenti insieme: musica, cinematografia, sceneggiatura, regia e montaggio”, scrive). Chi tra di loro lo ha impressionato di più?

 “Non è facile rispondere, tutti coloro che hanno partecipato lo hanno fatto con tanta sincerità che posso solo ringraziarli per quello che mi hanno dato, anzi, che hanno dato a tutti noi! In ogni caso, Richard Dolan è stato estremamente articolato e pieno di energia. Bill Ryan e Kerry Cassidy sono sempre alla caccia della verità nascosta e si sono dati al 100% per aiutarci. Il dottor JJ Hurtak è straintelligente e le sue informazioni su Marte, che raramente si sono sentite, hanno assolutamente meritato di essere incluse.  Sono felice di aver potuto intervistare il dottor Ernst Senkowski poco prima della sua morte, era il collegamento tra alcuni dettagli storici molto importanti. La nostra intervista con il ricercatore italiano Luca Scantaburlo è stata illuminante. E potrei andare avanti ancora!

 Anche le interviste con gli informatori interni sono state molto intense. Non avrei mai immaginato di incontrare dei contattati dagli Alieni che hanno condiviso con me, in privato, le prove ricevute da creature che dicono di venire da altri mondi. E poi ho intravisto quanto profondo e vasto possa essere il programma MK-Ultra.”  Si tratta di un progetto condotto dagli anni ’50 dalla CIA (l’Intelligence degli Stati Uniti), illegale e clandestino, per arrivare al controllo della mente umana con esperimenti anche su ignari cittadini.

  Nel film, compare anche Laura Eisenhower, pronipote del presidente degli Stati Uniti Dwight Eisenhower. Proprio lei, involontariamente, ha fatto scattare nel regista il desiderio di approfondire con un film questo argomento. “Ero rimasto affascinato dal libro Alternative 3, mi avevano detto che si basava su fatti reali. Ma l’ho lasciato nel cassetto per parecchio tempo. Facendo parte di questa società come chiunque altro, non riuscivo ad  immaginare come si potesse dar seguito ad un’ipotesi così folle. Ho trovato il modo di approfondire questo intrigante mistero solo molti anni dopo, quando ho sentito l’intervista alla pronipote di Eisenhower: parlava di un programma per colonizzare Marte al quale era stata invitata a partecipare e la mia curiosità si è riaccesa.”

 L’approccio di Frank Jacob è stato qualcosa del tipo: mettiamo insieme testimonianze e immagini e vediamo che succede… Non è partito, insomma, da una tesi da sviluppare e da dimostrare, ma dice che la sua è stata una vera e propria esplorazione, condotta con la mente aperta. Packing for Mars  è per lui una sorta di “capsula del tempo”, nella quale conservare tutte le informazioni ad oggi disponibili, anche quelle che per ora non è possibile dimostrare che siano vere o false. Magari, in futuro, lo scopriremo. “Informazioni- io penso- che tutti dovrebbero conoscere. E le rivelazioni degli informatori non dovrebbero essere disponibili solo nei video di Youtube, ad uso di chi già ci crede o di chi li smentisce come menzogne. Ho sempre voluto mettere insieme e diffondere tali dati tra la pubblica opinione per aprire il dibattito.”

 Ma alla fine del suo viaggio, Jacob ha trovato la verità? Ha capito se davvero qualcosa ci è stato celato?  “Credo che l’aspetto più affascinante non sia cosa abbiamo scoperto, ma piuttosto vedere se il film riuscirà oppure no a suscitare una spinta in più verso la rivelazione anche dei segreti più grandi riguardo Marte, gli Extraterrestri, le tecnologie e la presenza aliena. Io ho bisogno di sapere e so che lo vogliono anche molti altri! Comunque per me non è così inverosimile l’idea che -se fossimo in grado- costruiremmo una colonia spaziale per salvare la specie umana, per proteggerla da una fine imminente che si conosce con un anticipo sufficiente da poter intervenire in qualche modo.

  E quasi sicuramente cercheremmo di nascondere questa realtà con tutti i mezzi a disposizione: e chi ha soldi e potere ne ha di mezzi! D’altra parte, se si avesse accesso ad una conoscenza grazie alla quale ottenere senza alcun dubbio un enorme vantaggio sugli altri- come ricchezze e potere oltre misura- è nell’umana natura essere tentati di non rivelare a nessuno quello che si conosce nella sua interezza. Piuttosto, si darebbero le informazioni col contagocce per massimizzare la capacità di conservare il proprio status. Chi lo sa, forse questi individui hanno un qualche senso di altruismo? Magari credono davvero di operare per il bene comune.”

Insomma, nulla è impossibile e tutto può ancora accadere. Conclude infatti Frank Jacob: “Viviamo in un’epoca di gole profonde e di rivelazioni scioccanti. Nuovi progressi scientifici e nuove scoperte stanno scuotendo dalle fondamenta il mondo. E un’onda di energia cosmica di carica intensa sta giungendo dallo spazio! Mi piace pensare che quello che sta arrivando sia uno tsunami di verità ed illuminazione. Inarrestabile. Ovviamente molti degli intervistati nel film propongono idee molto controverse, per la maggior parte in contraddizione con quello che tutti noi siamo stati educati a credere. E i responsabili del processo di filtraggio delle immagini alla NASA di sicuro se li sentono come cani alle calcagna… Tutto è così eccitante!”


© Riproduzione Riservata

Commenti