Paolo-Nespoli
Spazio

La storia di Nespoli, l'astronauta che torna nello spazio per la terza volta

A 60 anni trascorrerà sei mesi a bordo della Stazione Spaziale Internazionale dove condurrà oltre 200 esperimenti scientifici

Paolo Nespoli, con i suoi 60 anni compiuti lo scorso aprile, è l'astronauta europeo più anziano ad andare nello spazio. Il record, come ha ricordato lui stesso in una recente intervista, spetta a John Glenn che volò con lo Shuttle all'età di 77 anni. Ma si trattò di una missione di pochi giorni, contro i sei mesi che si appresta a passare in orbita Nespoli, nella missione dell'Agenzia Spaziale Italiana denominata Vita

Vita spericolata

Per l'astronauta italiano si tratta della terza missione spaziale a distanza di 10 anni dalla prima e di circa 6 dalla seconda, durante la quale fu il primo astronauta europeo a twittare dallo spazio: in totale fino ad oggi ha già trascorso in orbita 174 giorni e 9 ore. A leggere la sua biografia, così come la si trova sul sito dell'Esa, Nespoli sembra uno di quei personaggi alla McGyver: appassionato di immersioni, pilota di aerei da turismo, assembla apparecchiature elettroniche e programma software: c'è qualcosa che quest'uomo non sa fare?

La sua carriera da astronauta prende il largo quando consegue un Master of Science in Aeronautics and Astronautics presso la Polytechnic University of New York nel 1989, ma Nespoli è stato prima di tutto un militare, paracadutista e incursore, inviato in Libano dal 1982 al 1984. Ha lasciato l'esercito nel 1987 per cambiare carriera. Diventa ingegnere progettista e poi nel 1991 entra a far parte del corpo aeronautico europeo dell'ESA e contribuisce alla formazione degli astronauti. Da lì in poi decolla la sua carriera, prima nell'ESA e poi alla NASA finché non consegue, nel 2000, le qualificazione di base per poter partecipare a una missione nella Stazione Spaziale Internazionale.

 

Finalmente in orbita

Dopo parecchi anni di lavoro a terra, finalmente arriva per lui il primo volo spaziale a bordo dello Space Shuttle Discovery: parte il 23 ottobre e rientra sulla Terra il 7 novembre 2007. Nel corso di questa missione viene consegnato e installato un importante modulo di ampliamento della Stazione Spaziale Internazionale. Ma Nespoli si è occupato anche di eseguire una serie di esperimenti nel campo della biologia e della fisiologia per la comunità scientifica europea.

Evidentemente ha fatto un buon lavoro perché poco più di tre anni dopo, il 15 dicembre 2010, riparte, ma questa volta per una spedizione di lunga durata sulla ISS. Durante la missione MagISStra ha il compito di condurre numerosi esperimenti scientifici e tecnologici. Rientra a Terra il 24 maggio 2011.

Non c'è due senza tre

La terza missione durerà sei mesi e sarà molto impegnativa per Nespoli e i suoi colleghi. "A bordo", ha spiegato l'astronauta italiano, "condurremo più di 200 esperimenti, e di questi molti saranno di natura biomedica". Essendo un ingegnere aerospaziale, circa la metà del tempo lavorativo di Paolo Nespoli a bordo della Stazione Spaziale Internazionale sarà impiegato per la manutenzione ordinaria e, se necessario, straordinaria, della stazione stessa. Nel tempo che rimane Nespoli potrà però dedicarsi alla scienza. L'addestramento necessario per metterlo in grado di effettuare i vari esperimenti è stato lungo e faticoso. L'astronauta italiano è in pratica dovuto tornare sui banchi di scuola, ha dovuto studiare e passare dei test: niente viene dato per scontato, chi va lassù deve essere preparato nel migliore dei modi.

Un video dell'ESA (in inglese) riassume il senso della missione Vita


Al servizio della scienza

Se da un lato quindi Nespoli si sentirà un po' a casa tornano a bordo dell'ISS, la missione Vita sarà completamente diversa dalla precedente, MagISStra: altri compiti, altri esperimenti, diverso tipo di lavoro, nuove competenze da mettere al servizio della scienza. Qualche esempio? L'esperimento In-Situ Bioanalysis serve a misurare lo stress, con il monitoraggio costante del livello di tensione misurato con 9 parametri rilevati nella saliva di Nespoli, che dovrà tenere in bocca un pezzo di cotone. Trimpi valuterà i problemi di intolleranza ortostatica (nausea, capogiri, palpitazioni che colpiscono quando ci si alza in posizione eretta), dovuti alla permanenza in orbita. Nespoli dovrà fare specifici esercizi per mantenersi in forma e condurre una vita sana in orbita.

Altri esperimenti valuteranno gli effetti della microgravità sperimentata a bordo della stazione sulla salute degli astronauti, per esempio sulla loro retina. MyoGravity (dell'Università di Pescara) studierà a bordo cellule muscolari di Nespoli, e ne studierà altre a Terra in microgravità simulata per cercare di comprendere le cause della degenerazione muscolare subita dagli astronauti e anche da coloro che soffrono di atrofia muscolare. Un altro esperimento, NANOROS messo a punto dall'Istituto Italiano di Tecnologia, analizzerà le cellule cardiache in orbita e SERISM, del Campus Biomedico di Roma, studierà il tessuto osseo ricavato dalle cellule staminali presenti nel sangue per comprenderne la capacità di rigenerarsi, cruciale per quanti soffrono di osteoporosi.

Insomma, l'ISS sarà per i prossimi cinque mesi un vero laboratorio di ricerca biomedica all'avanguardia a 400 chilometri di distanza dalla Terra. E nelle poche ore lasciate libere dal lavoro (ne sono previste 8 per dormire, ma Nespoli ha intenzione di usarne per quello scopo soltanto sei) l'astronauta italiano potrà dedicarsi al suo passatempo preferito: fluttuare davanti alla cupola, il finestrone dal quale si può guardare fuori, e godersi la vista del nostro pianeta da lassù. Magari mandando ogni tanto una foto dallo spazio al cyberspazio per consentire anche a noi di dare un'occhiata. 

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