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Spazio

La nebulosa che sembra una Befana sulla scopa

Si chiama Matita, è nata da una supernova a 800 anni luce di distanza dalla terra e ha una forma molto speciale

La nebulosa Matita

Che ci fa la Befana nel profondo cielo dell’emisfero australe a fine estate: non ci sono più le mezze stagioni neppure lassù, tra le stelle?

La sagoma che vedete in questa immagine le somiglia davvero molto. E va anche piuttosto di fretta: viaggia a 650 mila Km/h. Ma non si tratta di alcuna vecchia signora a cavallo di una scopa, anche se il ritratto è quasi identico. L’oggetto, ripreso dall’Osservatorio di La Silla in Cile, è la nebulosa Matita, a 800 anni luce nella costellazione della Vela.

È lì da 11.000 anni, quando si è formata per l’esplosione di una supernova, una stella grande almeno otto volte il Sole che ha terminato il suo ciclo vitale in modo cruento e drammatico. Probabilmente i nostri antenati, che proprio allora stavano formando i primi insediamenti stanziali, l’hanno osservata brillare in pieno giorno per alcune settimane durante la sua violenta e repentina agonia.

Quando esauriscono il combustibile che li fa brillare, questi astri esplodono lanciando nello spazio il gas incandescente del loro strato esterno, che si espande a milioni di chilometri all’ora. Poi, scontrandosi con il gas interstellare, rallenta e dà origine a strutture dalle forme e colori più variegati: agli astronomi che la osservarono per la prima volta 160 anni fa, ricordava l’aspetto di una matita, perché con i mezzi dell’epoca riuscivano a vedere solo la parte più luminosa, quella che nell’immagine sembra la scopa della Befana.

Grazie al nuovo strumento WFI (Wide Field Imager) montato sul telescopio MPG/ESO da 2,2 metri, oggi gli astrofisici sono in grado di osservare anche i filamenti esterni e possono determinare composizione e temperatura dei gas che la compongono. Il codice dei colori è il contrario di quello domestico: le zone azzurre, ricche di ossigeno, sono le più calde, mentre quelle rosse sono nubi di idrogeno che si sta raffreddando. L’intera struttura è larga quasi un anno luce e sta fornendo materiale per la formazione di nuovi sistemi planetari. Nonostante la sua elevata velocità, per la grande distanza da noi, la osserviamo però muoversi lentamente: passeranno almeno una decina di Epifanie prima che si sposti in modo apprezzabile nel cielo.

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