Spazio

Keplero scopre due superpianeti

Il telescopio spaziale individua un sistema planetario sorprendente

Il telescopio spaziale Kepler della Nasa ha scovato un sistema planetario davvero sorprendente: due mondi alieni che danzano l’uno attorno all’altro avvicinandosi pericolosamente, ma senza collidere.

La strana coppia si trova a 1.200 anni luce nella costellazione del Cigno, ed è formata da una super-Terra, battezzata Kepler-b, quasi cinque volte più massiccia e due volte più larga del nostro pianeta, che orbita intorno alla propria stella ogni 14 giorni. A soli due milioni di chilometri (una bazzecola in termini astronomici) si trova Kepler-c, un pianeta gigante gassoso, come Giove, grande quattro volte la Terra e che compie un’orbita ogni 16 giorni.

I due mondi vengono così a trovarsi a una distanza cinque volte quella Terra-Luna (questa sì, astronomicamente pericolosa per le stazze dei due corpi) ogni tre mesi in una sorta di balletto cosmico con tremendi effetti gravitazionali reciproci, come un continuo tiro alla fune senza vincitori né vinti. Gli astronomi non avevano mai osservato nulla di simile negli oltre 700 pianeti extrasolari finora scoperti. Anche nel sistema solare i pianeti gassosi sono ben distanti da quelli rocciosi. Come hanno fatto questi a finire così vicini?

Forse, ipotizzano gli astrofisici, per colpa del loro sole, battezzato con audace fantasia Kepler-a. È simile al nostro ma un po’ più vecchio e si sta espandendo in una stella gigante rossa perché ha finito di bruciare il combustibile. E ciò potrebbe aver rimescolato il sistema planetario, avvicinando i due mondi.

Misurandone le oscillazioni orbitali e applicando un sofisticato algoritmo, gli scienziati dell’ Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics sono riusciti anche a stimarne la probabile composizione chimica: il più grande sarebbe formato da idrogeno ed elio, l’altro avrebbe una superficie incandescente composta da minerali ferrosi, una tenue atmosfera e non più del 15 per cento di acqua. Così, un ipotetico osservatore su Kepler-b assisterebbe a uno scenario dantesco ogni volta che l’enorme sagoma blu di Kepler-c, larga più di tre lune, si staglia all’orizzonte, a causa delle maree talmente forti che ne sollevano il suolo, mentre erutta lava e si rifonde continuamente.

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