Spazio

Impulsi radio da un'altra galassia

Segnali di origine sconosciuta sono stati captati prima in Australia e poi a Portorico, come spiega la rivista Astrophysical Journal

il telescopio Arecibo

Segnali dal cielo. Meglio, segnali radio- di origine al momento sconosciuta- provenienti da un’altra galassia. Non è la trama di un film di fantascienza, ma quanto registrato dalle strumentazioni astronomiche. Prima in Australia, ora a Porto Rico. E non ci sono più dubbi sul fatto che questi impulsi misteriosi arrivino proprio dallo spazio profondo.

 A sgomberare il campo dalla possibilità di un errore è l’articolo pubblicato il 10 luglio dalla rivista scientifica Astrophysical Journal nel quale è stata confermata l’esistenza delle cosiddette “fast radio burst” o FRB (traducibili come "raffiche radio" o  "lampi-radio") individuate per la prima volta dal radioscopio Parkes, nel Nuovo Galles del Sud. Finora, la mancanza di risultati simili, registrati da altri osservatori, aveva fatto ipotizzare che i segnali captati dal team australiano fossero in realtà provenienti da una fonte nelle vicinanze della Terra. Ora gli studi di Arecibo escludono questa eventualità.

 “Il nostro risultato è importante, perché elimina ogni dubbio sul fatto che le FRB siano di origine cosmica”, ha detto Victoria Kaspi, professoressa di astrofisica alla McGill University di Montreal e tra i responsabili del progetto di ricerca che ha portato all’ individuazione del fenomeno. “Tutti gli indizi mostrano che le onde radio siano arrivate dall’esterno della nostra galassia. Una prospettiva davvero esaltante”, ha detto come riportato dal sito Phys.org.
 Ma cosa abbia effettivamente prodotto questi rapidissimi segnali radio è, per ora, il mistero più grande sul quale gli astrofisici si stanno confrontando. Tra le ipotesi, l’evaporazione di un buco nero, la fusione di stelle a neutroni oppure emissioni di plasma da parte di una magnetar (ovvero un tipo di stella a neutroni dal campo magnetico estremamente potente). Tutte le possibilità restano aperte.

Questi insoliti e ultrarapidi impulsi sono stati scoperti il 2 novembre del 2012 dal radiotelescopio più grande e sensibile del mondo, quello appunto di Arecibo, dotato di un'antenna di oltre 300 metri. Questi lampi-radio durano solo pochi millesimi di secondo ed è molto difficile riuscire a "catturarli". Ma il team internazionale di Arecibo ha confermato le stime precedenti secondo le quali queste strane raffiche cosmiche si verificano 10 mila volte al giorno nell’intera volta celeste. Questo sorprendente numero è stato dedotto sulla base della percentuale di cielo osservato e del tempo dell’osservazione.
“La brillantezza, la durata dell’evento e la percentuale dedotta della sua frequenza sono tutti coerenti con le proprietà degli impulsi di onde radio precedentemente individuati dal telescopio Parkes”, ha spiegato Laura Spitler, dottoranda alla Cornell University all’inizio dello studio ed ora ricercatrice presso il Maz Planck Institut, in Germania.
Il cosiddetto “effetto di dispersione del plasma”  fa pensare che quei segnali improvvisi provengano da un punto al di là della Via Lattea. Gli impulsi che attraversano il cosmo, infatti, sono distinguibili dalle interferenze prodotte dall’uomo per effetto degli elettroni interstellari, che fanno sì che le onde radio viaggino più lentamente a radiofrequenze inferiori. E le esplosioni registrate dalle strumentazioni di Arecibo hanno tre volte la misura massima di dispersione che ci si attenderebbe da una fonte interna alla galassia.
 
La ricerca però è appena all’inizio. Altri telescopi verranno presto coinvolti nell’indagine, per cercare di rilevare i fast radio burst in altri punti dell’universo e tentare così di identificarne la natura e la provenienza. Quelli attualmente in costruzione in Australia e Sudafrica, tanto come il CHIME in Canada, hanno la capacità di captare questi impercettibili segnali. Gli astronomi puntano molto su queste nuove strumentazioni, per arrivare a capire cosa si nasconda dietro a questo strano fenomeno cosmico.

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