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Spazio

Un'elica perfetta nel cosmo

A 30 mila anni luce dalla terra c'è una nube molecolare con un'insolita forma

Si trova a 30 mila anni luce, vicino al centro della nostra galassia, è lunga più di 60 anni luce e ha un aspetto davvero particolare: ha l’inconfondibile forma ricciolina tipica della coda di maiale. È stata scoperta con il radiotelescopio NRO dell’Osservatiorio Astonomico Nazionale del Giappone dai ricercatori dell’università di Keio, nei pressi di Tokio, rimasti sbigottiti perché non era mai stata osservata una struttura a spirale così ben definita.

Gli astronomi si sono subito domandati come abbia potuto formarsi una “coda di porco” di tali dimensioni nel cosmo. Indagando con il potente radiotelescopio da 45 metri di diametro, i ricercatori nipponici hanno scoperto che si tratta di una nube molecolare, cioè un agglomerato di molecole prevalentemente d’idrogeno e monossido di carbonio, la materia prima che serve a produrre le stelle. Ma come si è plasmata, nel cuore della galassia proprio dove nascono nuove stelle, quella particolare forma curiosamente simile all’elica del Dna, l’icona della vita per antonomasia?

A seicento anni luce dal centro galattico ruotano giganti nubi molecolari, le cui orbite spesso si incrociano. Circa due milioni di anni fa, due di questi oggetti, che viaggiavano a velocità supersoniche (40 e 110 chilometri al secondo rispettivamente), si sono scontrati. Il punto d’impatto è ben visibile nell’immagine, dove finisce l’elica.

Inoltre, nel centro della galassia è presente un campo magnetico, un po’ come quello che avvolge la Terra, ma le sue linee di forza hanno la forma di un tubo. Quando le nubi molecolari hanno cominciato ad avvicinarsi, l’attrito ha distorto questo tubo magnetico, che ha catturato le molecole del gas intrappolandole nella struttura a spirale. Per visualizzarne la genesi, tenete tra i polpastrelli dell’indice e pollice uno spago e fatelo girare: vedrete che si attorciglia, proprio come la coda di un maialino. Grazie a questa scoperta, ora gli astrofisici possono studiare più in dettaglio il campo magnetico galattico per comprendere il suo ruolo nella nascita delle stelle.

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