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Spazio

Curiosity: su Marte una scoperta 'che passerà alla storia'

Lo ha dichiarato il responsabile della missione del laboratorio spaziale, aggiungendo che la cautela e la necessità di ulteriori analisi impongono di non divulgare

Il rover Curiosity sul suolo di Marte (Nasa)

di Peppe Liberti

Il sito di Npr , un’importante testata giornalistica statunitense, ha riportato ieri le dichiarazioni di John Grotzinger, geologo e responsabile della missione del rover Curiosity su Marte, secondo il quale il robottino della Nasa avrebbe  fatto una scoperta che "entrerà nei libri di storia" (ma che la cautela e la necessità di ulteriori analisi impongono di non divulgare).

Lo strumento responsabile di questa scoperta si chiama Sam (Sample analysis at Mars): serve ad analizzare gas, sia prelevato  dall’atmosfera che estratto da campioni di roccia, a cercare molecole organiche e inorganiche e a recuperare informazioni importanti sulla chimica marziana, passata e presente. Sono proprio queste sue peculiarità ad aver fatto drizzare le antenne a chi ha letto l’articolo, e le prime speculazioni (soprattutto sul web) non si sono fatte attendere: c’è chi parla addirittura di molecole organiche e già immagina cosa può voler dire trovarle in una zona in cui si sono trovate prove di presenza di acqua nel passato.

Già nel 2010 la Nasa aveva annunciato, con una conferenza stampa, un risultato straordinario che poteva avere un forte impatto sulla possibilità di vita extraterrestre; tutti pensarono agli alieni ma in realtà si trattava della scoperta, poi di fatto smentita, di una biochimica diversa da quella che conosciamo, quella di batteri in grado di usare arsenico al posto del fosforo.

Noi non sappiamo cosa hanno trovato e potremmo non saperlo prima di qualche settimana, una cosa però deve essere chiara, che c’è una grande differenza tra ciò che è "storico" per gli scienziati e ciò che lo è per tutto il resto dell’umanità. Non aspettatevi gli alieni, insomma.

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