Spazio

Comete e asteroidi: i "vagabondi celesti" del nuovo anno

A febbraio la Terrà sarà sfiorata da un asteroide grande quanto una piscina, mentre in autunno inoltrato si potrà ammirare il passaggio di una spettacolare cometa

Cometa Ison. Cortesia: Rolando Ligustri

di Antonio De Blasi (INAF-OABO )

Si chiama 012 DA14 l’asteroide che il 15 febbraio sfiorerà la Terra, ad una distanza di appena 35.000 km. Il corpo celeste è poco più di un sasso di 50 metri di diametro, con una massa di 130 mila tonnellate. L'asteroide è stato scoperto dall’Osservatorio astronomico di Maiorca il 23 febbraio 2012. Nonostante passi così vicino alla Terra, ben al di sotto della fascia di satelliti geostazionari, resterà comunque invisibile a occhio nudo.

"Diciamo subito" spiega Flavio Fusi Pecci dell'INAF, Osservatorio Astronomico di Bologna "che non ci sono pericoli di impatto. Esiste un sistema di monitoraggio internazionale a cui partecipa anche l’Italia, il cui compito è seguire costantemente questi vagabondi del cielo che possono avvicinarsi pericolosamente alla Terra. Le informazioni raccolte da questa rete di monitoraggio servono ad aggiornare costantemente le orbite degli asteroidi più pericolosi. Il nostro pianeta è bombardato continuamente da materiale proveniente dallo spazio. Si tratta per lo più di polveri e piccoli corpi che attraversando l'atmosfera a decine di migliaia di chilometri orari, si frantumano e bruciano, creando il fenomeno visivo noto come meteora. Ogni tanto, ma questo è molto raro, alcuni frammenti di queste rocce possono raggiungere la superficie terrestre. Si parla in questo caso di meteorite.

Un altro vagabondo spaziale, questa volta infinitamente più affascinante di un asteroide, attraverserà i nostri cieli il prossimo anno. Per gli addetti ai lavori si chiama C/2012 ISON, ma noi la chiameremo più brevemente ISON, dalla regione in cui è stata scoperta. Si tratta di una cometa che, secondo le previsioni, diventerà molto brillante. Il 28 novembre 2013 l'astro si avvicinerà al Sole a poco più di un milione di chilometri,  contro i 150 milioni che separano la stella dalla Terra.

Gli scopritori di ISON sono Vitali Nevski e Artyom Novichonok dell'Osservatorio amatoriale di Ison-Kislovodsk. La scoperta è avvenuta lo scorso 21 settembre, quando la cometa si trovava a oltre un miliardo di km dalla Terra.

L'orbita di ISON è iperbolica e particolarmente inclinata rispetto al piano dell’eclittica, piano lungo il quale giacciono più o meno le orbite dei pianeti. "Tutto ciò ci fa ritenere - spiega Roberto Bedogni dell'INAF "che la cometa provenga dalla nube di Oort, un serbatoio di comete distante dal Sole tra 20.000 e 100.000 volte la distanza Terra-Sole. Dai primi calcoli effettuati sulla base delle osservazioni di questi giorni, sembra che la cometa passerà a circa 10 milioni di chilometri da Marte il 1º ottobre 2013, a poco più di un milione di chilometri dal Sole il 28 novembre e a circa 60 milioni di km dalla Terra il 26 dicembre 2013. Periodo, quest’ultimo, di massima visibilità".

Poichè ISON è presumibilmente al suo primo passaggio ravvicinato al Sole, quando ciò avverrà si potrebbe creare una lunga e luminosa coda, facilmente visibile anche in pieno giorno. "Non è facile comunque prevedere la luminosità di una cometa - precisa Bedogni-. Questi astri sono oggetti estremamente fragili. Possiamo paragonarli a delle palle di ghiaccio sporco, mediamente di 10 km di diametro. Se questi corpi celesti sono sollecitati in maniera eccessiva dal campo gravitazionale dei pianeti più grandi del Sistema Solare e dallo stesso Sole, e in più sono investiti da un’intensa radiazione solare, la cometa potrebbe disintegrarsi nel momento per noi più atteso, ovvero al passaggio alla minima distanza dal Sole, riducendo enormemente la luminosità dell’astro".

A meno di questi imprevisti, allo stato attuale i calcoli indicano che ISON dovrebbe essere individuabile con un piccolo telescopio o un binocolo dal prossimo agosto per diventare visibile a occhio nudo da fine ottobre alla seconda metà di gennaio 2014, raggiungendo la massima visibilità il 23 novembre dello stesso anno.

Poiché i parametri orbitali di ISON sono molto simili a quelli della Grande Cometa del 1680, è possibile che le due comete si siano originate dalla frammentazione di una preesistente cometa. Le cronache dell’epoca riferiscono che la cometa del 1680 fu intravista alla luce del giorno e in seguito, durante il suo allontanamento dal Sole, riferiscono della presenza di una lunga coda brillante visibile nel cielo occidentale, al crepuscolo.

DIDA

1 - Passaggio dell’asteroide in prossimità della Terra il 15 febbraio 2013. L’orario è espresso in ora locale. Cortesia Sofos - Bologna

1- Cometa ISON. Foto: E. Guido, G. Sostero e N. Howes

2- Cometa Ison. 21 settembre 2012. Cortesia ISON-Kislovodsk Observatory. Autori: V. Nevski, A. Novichonok

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