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Spazio

L’asteroide Florence si avvicina alla Terra ma non è pericoloso

È uno dei quattro oggetti più grandi ritenuti a rischio di impatto: il 1 settembre passerà a sette milioni di chilometri da noi

Ha un diametro di 4,3 chilometri e il primo settembre 2017 ce lo troveremo molto vicino, a circa diciotto volte la distanza che ci separa dalla Luna, ossia sette milioni di chilometri, miglio più, miglio meno.

Si tratta dell’asteroide 3122 Florence, che effettuerà un passaggio ravvicinato alla Terra a una distanza considerata appunto “piccola” su scala astronomica, ma non a rischio di impatto.

Per fortuna. Se un tale oggetto dovesse infatti schiantarsi sul nostro pianeta provocherebbe un cataclisma devastante: l’energia sprigionata sarebbe un miliardo di volte quella della bomba atomica sganciata su Hiroshima nel 1945 e produrrebbe un cratere largo più di cinquanta chilometri.

Una catastrofe che potrebbe avere conseguenze disastrose sul pianeta e i sui abitanti, mettendo a rischio la sopravvivenza di quasi tutte le specie animali e vegetali.

Ma non succederà. Almeno questa volta. Florence è infatti considerato il quarto tra i corpi celesti più pericolosi in circolazione nei dintorni del nostro pianeta.

È perciò classificato come PHA, Potentially Hazardous Asteroid, letteralmente “asteroide potenzialmente pericoloso”. Vediamo perché.

Cos’è Florence

L’asteroide appartiene alla famiglia detta Amor (dal nome del primo corpo celeste di questo tipo osservato) i cui membri hanno un’orbita che si colloca tra quella terrestre e quella di Marte.

Questi oggetti infatti incrociano spesso l’orbita del pianeta rosso ma non quella del nostro pianeta.

Gli esperti ritengono che le due lune di Marte, Deimos e Phobos, potrebbero essere due asteroidi Amor catturati dalla gravità del pianeta.

È stato visto per la prima volta nel 1981 dall’osservatorio di Siding Spring in Australia e il suo nome non è legato al capoluogo toscano, bensì dedicato a Florence Nightingale (1820-1910), fondatrice dell’infermieristica del secolo scorso.

Cosa sappiamo di Florence

Precedenti osservazioni (l’asteroide fa un’orbita attorno al Sole ogni 2,4 anni) hanno evidenziato che ruota molto velocemente su se stesso, compiendo un giro completo ogni due ore e mezzo circa.

Non si conosce ancora del tutto la sua composizione, cioè quanto è denso e se è di fatto di sola roccia o contiene anche ghiaccio, e proprio il passaggio ravvicinato del primo settembre offrirà un’opportunità straordinaria a gli astronomi per compiere osservazioni radar e determinare così con maggiore accuratezza le sue caratteristiche.

Anche gli astrofili amatoriali potranno vederlo con un semplice telescopio: si stima infatti che brillerà di nona magnitudine, cioè al pari di alcune stelle normalmente visibili con strumenti commerciali. Per dare un’idea, nel cielo più buio l’occhio umano riesce a vedere stelle fino alla sesta magnitudine.

Nessun pericolo per noi

Quello che inquieta di Florence sono le sue dimensioni, come detto in grado di scatenare una catastrofe planetaria in caso di impatto. Ma transitando a quasi venti volte la distanza Terra-Luna questa possibilità è assolutamente esclusa.

Anzi, sono i “fratelli” più piccoli di Florence (del diametro al massimo di una decina di metri) che si schiantano più frequentemente con il nostro pianeta: sono i cosiddetti bolidi, quelle scie luminose che attraversano il cielo quasi ogni notte.

La maggior parte di questi oggetti si brucia con l’attrito dell’atmosfera dando luogo appunto a pirotecniche apparizioni, ma può capitare, come è successo in Russia la mattina del 15 febbraio 2013, che non si disintegrino del tutto e piombino poi al suolo con danni più o meno gravi per persone o cose.

Quanti sono gli asteroidi intorno alla Terra

Finora ne sono state scoperte diverse migliaia (quasi seimila), con dimensioni che vanno da quella di un’automobile fino a qualche chilometro.

In effetti non è un evento raro che uno di questi corpi celesti sfiori il nostro pianeta. Ce ne sono infatti così tanti, tra cui almeno altre migliaia ancora da individuare, che periodicamente (si ritiene ogni diecimila anni) qualcuno mdi questi sassi spaziali con dimensioni importanti colpisce davvero la Terra.

In Arizona ci sono le vestigia (un cratere largo centinaia di metri) di un impatto avvenuto nella preisotoria, cinquantamila anni fa.

L'uomo moderno ha assitito solo a un "piccolo" evento di questo tipo, nel 1908 a Tunguska, nella deserta tundra siberiana. Se quell'oggetto, stimato avere uin diametro di soli 40 metri, avesse colpito invece un'area abitata avrebbe causato una strage: una zona ampia come la Lombardia sarebbe stata investita dall'onda d'urto e una città come Roma rasa al suolo.

Ma quando un asteroide si può definire veramente pericoloso? La distanza minima di sicurezza ha un valore calcolato di otto milioni di chilometri: se un corpo transita al di sotto di quella soglia e ha un diametro di almeno 110 metri allora è ritenuto un PHA, come Florence.

Il numero di PHA oggi scoperto è inferiore al migliaio, ma è sicuramente destinato a crescere parallelamente all’affinamento delle tecniche osservative e alla tecnologia dei sistemi di rilevamento.

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