Spazio

Arriva l’asteroide 2000 EM26: il transito ravvicinato con la Terra in diretta su Panorama.it

Tra il 17 e 18 febbraio un bolide roccioso, largo 270 metri, ci passerà davvero vicino. Le immagini dell’evento in diretta streaming sul nostro sito

2000 EM26

– Credits: Nasa

Sarà un incontro davvero ravvicinato quello che accadrà la notte tra lunedì 17 e martedì 18. L’asteroide 2000 EM26 transiterà infatti in prossimità del nostro pianeta. Tranquilli, nessun pericolo di impatto: il corpo roccioso, di circa trecento metri (l’equivalente di tre campi da calcio), raggiungerà la minima distanza dalla Terra a quasi quattro milioni di chilometri, cioè oltre otto volte la distanza che ci separa dalla Luna.

Abbastanza lontano per non costituire una minaccia, ma nel raggio d’azione per essere classificato un PHA (Potentially Hazardous Asteroid), letteralmente “asteroide potenzialmente pericoloso”. E abbastanza vicino per essere monitorato e studiato dai grandi telescopi terrestri. In particolare da quelli siti all’Osservatorio delle Canarie , che riprenderanno il passaggio ravvicinato di  2000 EM26, mentre schizza nello spazio a quasi tredici chilometri al secondo, e lo trasmetteranno in diretta.

Per osservare il transito basterà collegarsi al nostro sito, seguendo le immagini live nel riquadro qui in basso, a partire dalle 2,30 del mattino di martedì 18.  Che saranno accompagnate dal commento (in inglese) dell’astronomo Bob Berman, di Mark Boslough, esperto di impatti planetari, e di Paul Cox del sito http://www.slooh.com

dove è possibile commentare e interagire con gli esperti con l’hashtag #asteroid

Coincidenza vuole che il passaggio di 2000 EM26 avvenga a un anno esatto dall’evento di Chelyabinsk (era il 15 febbrario del 2013), quando un asteroide di soli venti metri di diametro penetrò nell’atmosfera, cogliendo alla sprovvista gli astronomi, ed esplose in quota sopra la cittadina russa, causando un’onda d’urto che mando in frantumi i vetri di molti edifici.

Tanta paura, più di mille feriti (per le schegge di vetro) ma nessuna vittima. L’episodio portò però all’attenzione mondiale il pericolo impatto asteroidi.

Tra l’altro, il giorno prima un altro asteroide (2012 DA14, detto “di San Valentino” ), sfiorava la Terra a meno di trentamila chilometri, passando cioè alla distanza dei satelliti geostazionari. Vicinissimo ma senza danni. Questo video ci mostra le immagini. Le telecamere montate sui telescopi mantengono l’inquadratura fissa sull’asteroide, che è il puntino fermo al centro, mentre le stelle sullo sfondo sfrecciano via veloci.

 

L’arrivo di 2012 DA14 e la sua traiettoria erano però previsti e conosciuti da mesi. L’asteroide piombato su Chelyabinsk ha invece colto tutti di sorpresa. Dunque, a distanza di un anno, quali contromisure sono state approntate per evitare un evento simile o più pericoloso, nel caso di corpi di dimensioni maggiori in rotta di collisione col nostro pianeta?

“Innanzitutto sappiamo che un impatto inaspettato avviene mediamente una volta al secolo” spiega Bob Barman “infatti gli ultimi di cui l’uomo moderno è stato testimone sono avvenuti nel 1908 a Tunguska (in Siberia) e l’anno scorso: si stima che asteroidi più massicci e potenzialmente in grado di provocare disastri a livello globale colpiscano la Terra con una frequenza di parecchi secoli se non addirittura millenni”.

Tuttavia siamo circondati da un nugolo di rocce spaziali, di ogni forma e dimensione che vagano attorno al pianeta, talvolta incrociandone pericolosamente la traiettoria. Finora ne sono stati individuati quasi undicimila. Ma sono solo una piccola frazione. La Nasa ha potenziato gli strumenti per rilevarli, come i telescopi del Catalina Sky Survey, degli osservatori PanSTARRS 2 e del sistema Atlas.

È in programma anche una missione spaziale per catturare un asteroide , portarlo vicino alla Luna e mandarci sopra degli astronauti per studiarlo “dal vivo”. Ma il progetto, chiamato ARM (Asteroid Redirect Mission) sarà realizzato non prima del 2020.

C’è anche chi pensa di usare le armi atomiche per difenderci. Come Bong Wie, della Iowa State University, che il 6 febbraio ha presentato alla Nasa un piano per neutralizzare asteroidi grandi fino a trecento metri con testate nucleari.

Invece di colpire l’oggetto direttamente con missili, che potrebbero anche non distruggere o deviare la traiettoria del corpo, Wie ha progettato un sistema (Hypervelocity Asteroid Intercept Vehicle o HAIV) che prevede l’utilizzo di un veicolo spaziale per intercettare l’asteroide. Una volta in prossimità di esso, l’ HAIV lancia prima una sonda contro l’asteroide per produrre un cratere da impatto abbastanza profondo dentro cui scagliare poi le testate nucleari.

Secondo i calcoli elaborati dallo scienziato, il metodo incrementerebbe di venti volte la potenza distruttiva rispetto alle soli armi atomiche. Per il momento, e per fortuna, non si prevede uno scenario che ne richieda l’uso.

© Riproduzione Riservata

Commenti