Spazio

Aerospazio, dieci miliardi nei prossimi tre anni

Al convegno organizzato dal Corriere delle Comunicazioni sulle politiche spaziali e la crescita del nostro paese si traccia il bilancio della Ministeriale Esa 2012. Nei prossimi anni, investimenti europei per oltre 10 miliardi di euro. L'Italia contribuirà per 1,2 miliardi

Dieci miliardi di euro di investimenti per i prossimi tre anni. Con l’Italia che, con il suo contributo di 1,2 miliardi, conferma il ruolo di terzo contributore dell’Ente spaziale italiano, dopo Francia e Germania. Questi i risultati della conferenza ministeriale dell’Agenzia spaziale europea , presentati in un convegno sulle politiche spaziale e la crescita del nostro paese, organizzato dal Corriere delle Comunicazioni . “Dei 10 miliardi, 5 sono dedicati alle attività scientifiche, 3,5 all’innovazione e 2,2 allo sviluppo di servizi – sottolinea Enrico Saggese, presidente dell’Agenzia spaziale italiana (Asi ) -. Complessivamente, l’Italia ha stanziato 137 milioni per i programmi sui lanciatori, 208 per l osservazione della terra, 200 per i programmi di volo umano, 109 per sviluppo tecnologico, telecomunicazioni, navigazione e sicurezza. Nei prossimi cinque anni, infine, è previsto un contributo di circa 500 milioni per i programmi obbligatori e viene confermato anche il finanziamento di 50,7 milioni per lo spazioporto di Kirou, in Guiana francese. Il nostro paese guarderà anche a Marte, con un contributo di 55 milioni alla missione ExoMars. Cifre importantissime per il settore aerospaziale italiano”.

Il successo della “Ministeriale 2012” è stato aver sciolto i due grandi nodi posti nella discussione: l’approvazione del nuovo lanciatore europeo Ariane 6, preceduto dallo sviluppo di una versione modificata dell’Ariane 5 chiamata Ariane 5 Me, e il prolungamento del finanziamento alla Stazione spaziale fino al 2020, contro un’ipotesi iniziale di limitarlo al 2017. Sostegno italiano anche i programmi Galileo e Gmes, dei quali è stata sottolineata l’importanza di avere i primi servizi entro fine 2014. “Dalla Ministeriale esce anche rafforzato il filo che stringe Esa ed Unione europea, con l’approvazione di una specifica risoluzione sulla futura evoluzione dell’agenzia e sui suoi rapporti con l’Ue – aggiunge Saggese -. Ma il vero successo comunque è nel settore dei lanciatori. Perché l’intesa franco-tedesca sullo sviluppo futuro di Ariane, e l’ingresso della Germania in Vega con 9 milioni di euro innescano prospettive internazionali a largo spettro”.

LE AZIENDE CHIEDONO STABILITA' E INVESTIMENTI

Durante il convegno, parola alle aziende. Così Maurizio Fargnoli, presidente di Asas Spazio , parla di “definire le priorità delle aziende spaziali italiane e coinvolgere centri di ricerca e università sui programmi della Commissione europea”, mentre Renato Farina, amministratore delegato di Eutelsat Italia , sostiene “l’importanza del satellite nel panorama aerospaziale italiano ed europeo. Il satellite porta la banda larga non domani, ma adesso e si integra con le altre tecnologie per accedere alle grandi opportunità del digitale”.

Ricordati anche i successi degli ultimi 4 anni di attività dell’Esa, durante la presidenza italiana, fra cui il lancio della missione scientifica “Herschel Planck” nel 2009, i primi quattro satelliti Galileo lanciati nello spazio che hanno concretizzato il progetto europeo per un autonomo sistema di navigazione, i sei astronauti europei che hanno volato nello spazio lavorando e vivendo a bordo della Stazione spaziale internazionale Iss , di cui un europeo ha avuto per la prima volta il comando per circa sei mesi e il completamento della stessa Iss nel 2011. “Un futuro roseo, nonostante le difficoltà economiche che veda la promozione, lo sviluppo e il finanziamento dei programmi in un contesto più stringente e sinergico, così da gettare le reali basi dell’Europa spaziale del 2020 – conclude Mario Valducci, presidente della commissione Trasporti della Camera - . Le ricadute positive vanno molto al di là delle critiche di chi dice che dovremmo abbandonare questo settore e l’ammontare di importanti investimenti renderanno vitale lo sviluppo dell’aerospazio in Italia e in Europa”.

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