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Scienza

Sonno: chi si sveglia prima è più felice

Più contenti e più in salute: così si sentono coloro che la mattina saltano giù dal letto come grilli. Lo dice una ricerca, che sostiene che una peggiore qualità del sonno può avere effetti sul sistema immunitario

Donna spegne la sveglia

Gufo o allodola? – Credits: iStockphoto

Non so voi ma io sono una di quelle persone che non andrebbero mai a dormire la sera e non si sveglierebbero mai la mattina. Tra gli svariati problemi di chi condivide questa condizione (le corse sfrenate per portare i figli a scuola, gli sbadigli che punteggiano la mattinata di lavoro, specialmente durante le riunioni, e in generale la lentezza nel "carburare") si aggiunge adesso il cruccio di rischiare di essere anche meno felici degli altri. Una ricerca pubblicata sul numero di maggio della rivista Emotion ha infatti stabilito che le persone mattiniere di qualunque età sono mediamente più felici rispetto ai gufi che, come me, preferiscono i veglioni alle levatacce.

Per capire come si sentano le persone che si alzano presto rispetto ai tiratardi, i ricercatori dell'Università di Toronto hanno chiesto a due gruppi di persone (435 di età compresa tra 17 e e 38 anni e 297 tra i 59 e i 79 anni) di riempire dei questionari sul proprio stato di salute percepito, sul proprio stato emotivo e sulle loro abitudini riguardo al sonno. Quello che è emerso prima di tutto conferma che i giovani sono tendenzialmente più dormiglioni la mattina rispetto agli adulti e agli anziani. E che gli anziani, la maggior parte dei quali è mattiniera, riportano uno stato emotivo assai più positivo rispetto ai giovanissimi.

Anche non tenendo conto dell'età, però, le poche giovani "allodole" sono più felici rispetto ai coetanei tiratardi. Sarebbe insomma proprio la predilezione per le ore del mattino a rendere le persone che riescono a viverle appieno più serene. Forse non deve sorprendere allora che chi si sveglia presto abbia anche uno stato di salute (percepito) migliore rispetto a chi ha problemi ad alzarsi.

I ricercatori azzardano che un sonno di qualità peggiore possa avere un impatto negativo sul sistema immunitario. Siccome poi la società è organizzata in modo da rendere necessario essere operativi dalle prime ore della mattina, chi va sempre a letto tardi è come se soffrisse di un jet-lag permanente. Per noi gufi pare che l'unica soluzione sia quella di riabituarci a vivere secondo ritmi più naturali: andare a letto prima, lasciarci svegliare dalla luce del sole, insomma risintonizzare l'orologio interno spostando indietro di qualche ora le lancette. Provare per credere.

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