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Scienza

Sei centenario? Vogliono i tuoi geni

Come fanno i superlongevi a rimanere così a lungo in buona salute? Scoprirlo è diventata una vera e propria competizione tra le principali aziende di biotecnologie.

Se l’obiettivo di tutti è vivere il più possibile senza farsi agguantare dai mali della terza età, c’è chi quel traguardo l’ha già raggiunto: i centenari in buona salute. Hanno la nostra invidia e, ciò che più conta, l’attenzione dei ricercatori di mezzo mondo. La X Prize foundation of Playa Vista, in California (un’organizzazione non-profit), ha offerto un premio di 10 milioni di dollari al primo gruppo scientifico che completerà la mappatura di 100 persone di 100 e più anni, in modo accurato, per meno di 1.000 dollari e nel giro di 30 giorni. La gara vuole essere un acceleratore per rendere il sequenziamento genetico una tecnica sempre più veloce. «Sarà una specie di siero della verità per questo settore» ha detto a Nature Craig Venter, copresidente della competizione. E, soprattutto, analizzare il dna dei superlongevi servirà a capire quali geni ne favoriscono il fortunato destino, e se è possibile intervenire su questi.

Da tempo il genoma dei centenari viene rivoltato come un calzino. Un anno fa è stato sequenziato nei Paesi Bassi il dna di una donna morta a 115 anni: ne dimostrava 20 meno e, nei test mentali, i suoi risultati erano pari a quelli di una 70enne. In Italia gli studiosi tengono d’occhio la famiglia sarda più longeva del mondo (nove fratelli dell’Ogliastra per un totale di 818 anni, il maggiore ha 105 anni). E se «il gene» di lunga vita forse non esiste, gli scienziati puntano su varianti genetiche che proteggono contro le malattie dell’invecchiamento o che favoriscono l’ottimismo: elemento chiave (non sarà un caso) dei matusalemme di ogni nazionalità.

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