Asian Tiger Mosquito
Salute

Zanzara tigre: come difendersi

Ogni estate torna a funestare le nostre serate all'aperto. Ecco quel che c'è da sapere per proteggersi

In questo primo scampolo d'estate la siccità ne ha rallentato la diffusione, ma con l'arrivo della pioggia le uova deposte si schiuderanno e allora potrebbe verificarsi una vera invasione di zanzare tigre, soprattutto nelle zone d'Italia notoriamente più colpite dal fenomeno, come la Pianura Padana. Il suo nome scientifico è Aedes Albopictus, proviene originariamente dall'Asia ed è approdata da noi con tutta probabilità grazie al commercio di copertoni usati, dentro i quali le zanzare avevano deposto le uova che poi si sono schiuse dall'altra parte del mondo. Il suo corpo nero a bande bianche è una vista fastidiosamente familiare sia in Europa che negli Stati Uniti.

La sua permanenza in climi diversi da quello di origine è resa possibile dalla sua grande versatilità: depone le uova in ambienti asciutti e bui, dove riescono a superare anche lunghi inverni freddi. Quando la temperatura sale, le ore di luce aumentano e questi anfratti si riempiono di acqua, le uova si schiudono e compaiono le larve che una volta diventate adulte, nel giro di una settimana circa, colonizzano le zone circostanti. In Italia sono presenti zanzare tigre adulte da marzo a ottobre.

I rischi

La puntura della femmina provoca gonfiori e irritazioni durature, che causano prurito e in qualche caso anche emorragia. Rispetto alla puntura di una zanzara normale, quella della tigre è più dolorosa e in persone particolarmente sensibili potrebbe causare una risposta allergica, specialmente se le punture sono più di una. Ciò che però spaventa davvero non è tanto il momentaneo fastidio, quanto il rischio che la zanzara possa essere un veicolo di malattie. In effetti, spiegano gli esperti dell'Istituto Superiore di Sanità, "Aedes albopictus è vettore di diverse malattie virali, in particolare quelle causate da arbovirus, tra cui la Chikungunya, la dengue, la febbre gialla e alcune encefaliti nelle zone tropicali e in numerose zone dell’Asia". Per fortuna però dalle nostre parti "questi agenti patogeni sono assenti e quindi questo rischio è solo teorico".

Le contromisure

Okay, il rischio reale di beccarsi la dengue è davvero remoto, però è pur sempre meglio riuscire a frenare l'assalto delle zanzare tigre e salvarsi la pelle per quanto possibile durante l'estate. Per limitare i danni occorre seguire alcuni accorgimenti.

1. Evitate che si creino ristagni di acqua: svuotate i sottovasi e fate in modo di non lasciare fuori contenitori che potrebbero riempirsi di acqua piovana e costituire terreno ideale per la schiusa delle uova.

2. Se avete vasche o fontane nel vostro giardino, popolatele con pesci rossi che vanno ghiotti di larve di zanzara, così vi aiuteranno a impedirne la proliferazione.

3. Utilizzate prodotti larvicidi che si trovano in farmacia, per trattare ogni 7-10 giorni i tombini e i recipienti esterni dove si accumula acqua piovana. Tra quelli consigliati c'è il Bacillus thuringiensis israelensis, che è naturale e ha un'azione molto selettiva dal momento che uccide solo le larve di zanzara tigre e di poche altre specie, con un impatto ridotto sull'ambiente.

4. Riparate finestre e porte-finestre con zanzariere, meglio se non svolazzanti ma fissate al telaio. In alternativa esistono zanzariere a tendina con calamita che si rischiudono automaticamente una volta che le avete aperte per passare da dentro a fuori e viceversa.

5. Via libera all'uso di repellenti naturali come e piante aromatiche, i gerani e la citronella.

6. Il momento critico è l'imbrunire, quindi se state fuori all'ora del tramonto dovrete fare particolare attenzione. Se tutti gli accorgimenti fin qui elencati non sono bastati e si arrivasse al corpo a corpo, indossate pantaloni lunghi e maglie e camicie a maniche lunghe, preferibilmente di colori chiari per proteggere la pelle ed evitare di attirare gli insetti. Usate repellenti sulla pelle, ma senza esagerare.

7. Per proteggervi da una nuova invasione il prossimo anno, abbiate cura di ripulire vasi e sottovasi delle piante che deciderete di ricoverare dentro per l'inverno. Se le zanzare hanno depositato qui delle uova, una volta risistemate le piante all'esterno l'estate prossima, alla prima pioggia si schiuderanno e ricomincerà il ciclo.

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