Salute

Vespe, api, calabroni: d'estate più attenti alle punture

Chi soffre di allergie rischia anche lo shock anafilattico. Ecco come prevenire incontri (e scontri) indesiderati

La puntura dell'ape

La ricercatrice Kathy Keatley Garvey è riuscita a fotografare l'istante in cui un'ape estrae il pungiglione per attaccare un uomo – Credits: Kathy Keatley Garvey

Api, vespe, gialloni e calabroni: il veleno degli imenotteri contiene sostanze che in soggetti allergici possono provocare reazioni gravi, fino ad arrivare allo shock anafilattico. A lanciare l'allarme per l'estate e' la Fondazione Maugeri che con un ambulatorio specializzato si occupa della gestione di pazienti allergici.

Gli imenotteri nidificano in luoghi soleggiati e asciutti, nelle grondaie, negli anfratti dei muri e sotto i tetti delle case, nelle cave degli alberi e sui rami degli arbusti; sono attratti dalla frutta zuccherina e dagli oggetti sgargianti. Sotto il solleone possono diventare insidiosi nemici di chi trascorre molto tempo all'aria aperta.

I fattori di rischio più rilevanti per le reazioni generalizzate gravi sono la sede della puntura (più pericolose quelle al volto e al collo), l'età (gli anziani sono più a rischio, soprattutto se ipertesi o con patologie cardiache e respiratorie), l'uso di farmaci, antipertensivi, il tipo di insetto (l'ape è più pericolosa della vespa), e il consumo di alcool.

"Un soggetto che dopo una puntura manifesta una reazione mai avuta in precedenza" spiega Gianna Moscato, che dirige il Servizio Autonomo di Allergologia e Immunologia Clinica della Maugeri " deve andare subito al Pronto Soccorso soprattutto in presenza di sintomi gravi e generalizzati come difficoltà a respirare, senso di mancamento e dolori in zona epigastrica; se invece manifesta una reazione locale estesa deve recarsi dal medico curante che lo indirizzerà a un centro specializzato. I soggetti con una diagnosi accertata di allergia a veleno di imenotteri devono sempre portare con sé un preparato a base di adrenalina per auto somministrazione. L'adrenalina è infatti l'unico potente antiallergico in grado di agire tempestivamente nella fase acuta; quanto prima viene somministrato tanto maggiore è la sua efficacia".

"Nei soggetti con diagnosi confermata il vaccino" prosegue carlo Biale, il medico che dirige l'ambulatorio "è l'unico trattamento in grado di garantire una protezione completa: è infatti protettivo nel 95-98 per cento dei pazienti trattati".

Negli Stati Uniti la mortalità per reazioni a punture di imenotteri si aggira intorno a 40 decessi all'anno, in Europa sembra essere di 25-30, ma il dato probabilmente è sottostimato.

Un recente studio condotto su un campione di giovani adulti in Lombardia ha rilevato che sono circa 200 mila i soggetti con reazioni generalizzate alle punture di imenotteri in questa regione, con una prevalenza media del 2,7%, simile a quella di altri Paesi occidentali come Francia e Stati Uniti. Meno del 5% dei soggetti che hanno presentato una reazione locale estesa svilupperà una reazione generalizzata a una successiva puntura, il 50-65% dei soggetti che hanno avuto una reazione generalizzata rischia di sviluppare invece una reazione analoga o più grave. I soggetti allergici devono comunque adottare norme di prevenzione per evitare il più possibile le punture degli imenotteri: questi insetti pungono solo se vengono minacciati.

Prudenza quindi quando si sta all'aria aperta meglio preferire abiti chiari, evitare gli odori forti, non camminare scalzi nell'erba. In automobile meglio viaggiare con i finestrini chiusi, mentre in moto e' consigliabile coprirsi bene, utilizzare i guanti e il casco integrale.

© Riproduzione Riservata

Leggi anche

Dalle api al miele

Tutte le fasi del processo di produzione del miele in una fattoria di Cape Town (Sudafrica)

Commenti