Salute

Questo pollo ci ammazzerà?

L'industria del pollame rischia di mandare in tilt il pianeta, soprattutto ora che gli Usa hanno dato il via libera importazione di polli (americani) lavorati in Cina

Dall'inquinamento ambientale, alla perdita di salute e lavoro per gli addetti del settore: il mercato del pollame rishcia di "uccidere" il pianeta. Credits: Getty Images.

La notizia è passata quasi sotto silenzio. Il Dipartimento dell'Agricoltura americano (USDA) ha dato il via libera alla vendita di pollo cinese nei supermercati americani. O meglio: pollo americano, ma lavorato in Cina. Si tratta infatti di animali nati negli Usa, lavorati a 14 ore di aereo dal suolo americano e poi importati. Una vera rivoluzione per gli States, da sempre contrari ad importare carne, specie di pollo, da oltreconfine. La "rivoluzione", però, rischia di trasformarsi un un boomerang, e non solo per l'America, ma il mondo intero e per il pianeta: dall'inquinamento generato dal trasferimento dei polli da una parte all'altra del globo, ai licenziamenti in vista nell'industria americana del pollame, fino ai dubbi sulla sicurezza dei prodotti re-importati.

Come funziona il viaggio della carne

Ma come funziona l'importazione dalla Cina? In pratica, i volatili statunitensi saranno imbarcati su aerei o navi, lavorati in Cina a 7 mila miglia di distanza e poi rispediti indietro. Con buona pace degli amanti degli "americanissimi" McNugget o della zuppa di pollo Campbell o altra carne (sempre di pollo) in scatola, molto venduta negli Usa. Il primo tra i dubbi che sorgono dopo l'apertura delle porte alla Cina riguarda il fatto che, nonostante i volatili siano nati in America, questo non costituisce una garanzia di qualità. Basti pensare che la maggior parte dei 300 milioni di galline ovaiole allevate ogni anno negli Usa sono tenute in gabbie così piccole da impedire loro persino di aprire le ali, all'interno di granai pieni zeppi di volatili, penne e feci. I galletti, poi, seguono una dieta che comprende anche arsenico e antibiotici.

D'altro canto non si poteva gioire neppure del fatto che i polli finora fosseroo stati lavorati negli Usa. Tra la macellazione e la trasformazione in "pepite di pollo", le carcasse di animale sopportano una moltitudine di alterazioni, che trasformano un pollo in qualcosa che ha ben poco del "cibo" e più del "simil-cibo". A tutti viene iniettata una soluzione a base di acqua salata per far aumentare il peso e rendere la carne più saporita. Le parti del corpo vengono separate meccanicamente, tramite un processo chiamato Advanced Meat Recovery, che stacca la pelle dalle ossa. La carne di pollo ottenuta viene quindi lavata con ammoniaca, per eliminare i batteri. Infine, viene cotta e insaporita, per essere venduta a inconsapevoli consumatori. Secondo uno studio del 2009 del Dipartimento dell'Agricoltura americano, l'87% dei cadaveri di pollo era risultato positivo ai test dell'e.coli, giusto appena prima che i volatili fossero impacchettati e spediti nei negozi.

I danni per ambiente e lavoratori

Ma il Big Chicken non sfrutta solo animali, perché a soffrire sono anche l'ambiente e gli addetti del settore. Dal punto di vista ambientale, la moderna industria del pollame inquina anche l'acqua, il terreno e l'aria. Il mangime dato ai polli va a finire ovunque, riversando nel terreno e nelle falde acquifere fosforo e azoto, impoverendo di ossigeno e uccidendo la vita acquatica. Dal punto di vista economico, invece, basti pensare ai continui processi di meccanizzazione ed esternalizzazione, che stanno riducendo il numero di addetti e le loro buste paga a livelli ormai prossimi a quelli della povertà.

Secondo uno studio recente della Southern Poverty Law Center, la industrie sacrificano regolarmente la salute e la sicurezza dei propri lavoratori per aumentare l'efficienza dell'azienda. I dati parlano addirittura di un 5,9 per cento di incidenti a lavoratori impegnati nella lavorazione del pollame (dati 2010), ovvero quasi il doppio rispetto al 3,8 per cento di incidenti occorsi a tutti i lavoratori americani nello stesso anno. Come se ciò non bastasse, l'amministrazione Obama, secondo quanto descritto da Salon.com , vorrebbe contemporaneamente accelerare i processi di macellazione e ridurre di tre quarti il numero di ispettori. Il tutto tenendo presente che al momento occorrono 4 ispettori per ciascuna linea di macellazione (che prevede fino a 140 volatili soppressi al minuto), riducendoli a uno solo, che dovrebbe seguire i processi di soppressione fino a 175 volatili al minuto.

Con il via libera appena arrivato, la USDA permetterà di trasportare i cadaveri dei polli in Cina per la lavorazione, ma consentirà anche il loro ritorno sotto forma di import negli Usa. Una novità che non farà che rendere ancora più drammatici i problemi del settore. La carne è la responsabile numero uno dei cambiamenti climatici. È facile immaginare quali saranno gli effetti sull'ambiente dovuti ad esportazioni e importazioni a 7 mila miglia di distanza. A ciò si aggiungano i problemi che già ha il pollame cinese, alle prese con l'influenza aviaria, già causa di 44 morti.

Il problema della sicurezza

Nonostante le attrezzature cinesi siano sottoposte a controlli previsti per l'industria del pollame americana, i consumatori non potranno avere la garanzia sulla sicurezza dei prodotti. Come scrive il New York Times , infatti, nessun ispettore dell'USDA sarà sul posto a fare controlli. Dal momento poi che in Cina avverrà solo la lavorazione, non esisterà alcuna etichetta che indichi l'origine della carne. Secondo il National Chicken Council i prodotti cinesi saranno comunque soggetti a ispezioni al momento del loro ingresso negli Stati Uniti e, nel caso in cui vengano trovati standard di sicurezza non congrui, la Cina perderà l'autorizzazione all'esportazione negli Usa.  Non è però chiaro come questo possa avvenire, senza controlli sul posto, nel territorio cinese, e come si possano evitare contaminazioni incrociate tra pollame cinese e americano.

I Centers for Disease Control and Prevention, che si occupano di vigilare sul settore della salute e sanità in America,stimano che le patologie dovute al "cibo malato" colpiscano ogni anno circa 48 milioni di persone. Secondo il Center for Science in the Public Interest, proprio la carne di pollo è in cima alla classifica della Risky Meat , ovvero la carne pericolosa.

Infine, molti dubbi vengono sollevati anche da numerosi economisti, che non vedono come la Cina possa affrontare il processo di importazione, lavorazione ed esportazione in modo economico, considerando proprio i costi legati alla logistica. Cosa sarà tagliato per renderli sostenibili?

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