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Salute

Varicella, vaccinazione gratuita in 7 regioni

Ogni anno si verificano mezzo milione di casi principalmente tra i bambini, con oltre mille ricoveri. La vaccinazione è utile per prevenire la diffusione e per ridurre i costi sociali della malattia, quasi 100 milioni di euro all'anno

Ogni anno si registrano mezzo milione di casi di varicella in Italia, in maggioranza bambini, quasi una diagnosi al minuto e costi per la società vicini ai 100 milioni di euro. Sono dati forniti dalla Società italiana di igiene, la  Siti , secondo la quale il picco dell’epidemia si verifica soprattutto in primavera. Non mancano, però, i casi autunnali e invernali e proprio in queste settimane gli esperti hanno riscontrato un aumento di casi non usuale in questo periodo dell’anno. Per questo motivo, Puglia, Toscana, Veneto, Sicilia, Basilicata, Calabria e Sardegna hanno confermato la propria offerta attiva e gratuita di vaccini anti varicella. Presto si aggiungerà anche il Friuli Venezia Giulia, che ha deciso di offrire gratuitamente il vaccino a tutti i bambini dal secondo anno di vita.

“Nell’immaginario collettivo, la varicella è spesso ritenuta una malattia comune, quasi banale. Invece, possono sorgere fino al 5 per cento di complicanze e ogni anno si registrano tra i mille e 1500 ricoveri ospedalieri, prevalentemente in fascia pediatrica – dicono dalla Siti -. La vaccinazione effettuata in due dosi durante l’infanzia, invece, garantisce una protezione di lunga durata”. Una buona campagna vaccinale in età infantile permetterebbe, pertanto, una riduzione delle ospedalizzazioni e delle complicanze, ma anche una forte riduzione dei costi sociali della malattia. In Veneto, ad esempio, negli ultimi tre anni, si è assistito ad una riduzione del 75 per cento delle ospedalizzazioni in fascia dagli 1 ai 4 anni e, complessivamente, del 59 per cento da 0 a 14 anni.

Incubazione, terapia e prevenzione

La varicella è una malattia infettiva altamente contagiosa provocata dal virus Varicella zoster (Vzv), della famiglia degli Herpes virus. Insieme a rosolia, morbillo, pertosse e parotite, è annoverata fra le malattie contagiose dell’infanzia, che nella maggioranza dei casi colpiscono i bambini tra i 5 e i 10 anni. Dopo un’incubazione di 2 o 3 settimane, la malattia esordisce con un esantema cutaneo (o rash), febbre non elevata e lievi sintomi generali come malessere e mal di testa. La varicella è in genere una malattia benigna che guarisce nel giro di 7-10 giorni. La malattia tende ad avere un decorso più aggressivo nell’adolescente e nell’adulto, e può essere particolarmente grave se colpisce persone immunodepresse. Nel 10-20% dei casi il virus si risveglia a distanza di anni o di decenni, solitamente dopo i 50 anni, dando luogo all’herpes zoster, noto comunemente come “fuoco di Sant’Antonio”.

Generalmente, la terapia è solo sintomatica. Per il prurito possono essere utilizzati antistaminici, mentre per la febbre il paracetamolo. I bambini con varicella non devono essere trattati con salicilati (aspirina), perché questo aumenta il rischio di “sindrome di Reye”. La terapia antivirale non è raccomandata nei bambini con varicella altrimenti sani, visto che, somministrata per via orale entro 24 ore dall’inizio dell’esantema, determina solamente una modesta riduzione dei sintomi.

In generale, si consiglia di isolare i pazienti per evitare la diffusione del contagio. È raccomandato che i bambini colpiti dalla malattia restino a casa da scuola per almeno cinque giorni dalla comparsa delle prime vescicole. Dal 1995 è disponibile un vaccino, costituito da virus vivo attenuato. L’efficacia della vaccinazione è stimata essere del 95 per cento nella prevenzione delle forme moderate o gravi e del 70-85 per cento nella prevenzione delle forme più lievi.

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