Salute

Vaiolo: è giusto distruggere completamente i virus?

La malattia, che ha ucciso 300 milioni di persone, sopravvive solo in due laboratori. E l'Oms deve decidere se eliminarla del tutto. Ma alcuni scienziati non sono d'accordo

– Credits: Thinkstockphoto

Il vaiolo è ancora vivo in due laboratori. Dovremmo distruggerlo? L'interrogativo se lo pongono in molti, in questo periodo, e campeggia in apertura del sito Vox, con un post che fa il punto sulle diverse posizioni nel mondo scientifico. La questione è questa: l'Organizzazione Mondiale della Sanità deve decidere, entro la fine di maggio, se distruggere quel che resta del temutissimo virus oppure no. Alcuni microbiologi sostengono, in un articolo pubblicato su Plos, che dovremmo conservare il virus in vita, per poter continuare a studiarlo e a preparare vaccini adeguati.

Le ragioni di chi invece vuole distruggerlo, spiega l'articolo, sono ovvie: il vaiolo ha ucciso 300 milioni di persone nel Ventesimo secolo. E, nonostante tutte le precauzioni, non si potrà mai avere la certezza assoluta che non possa tornare a diffondersi, se restano dei virus vivi (potrebbero sfuggire al laboratorio, o qualcuno potrebbe rubarli).

Il vaiolo è l'unica malattia umana ad essere stata completamente debellata grazie a una campagna internazionale orchestrata dall'Oms. Dichiarato completamente sconfitto nel 1980, resta vivo soltanto in due laboratori, uno in Russia e uno negli Stati Uniti. Da allora i virus sono stati utilizzati per studiare rimedi ad un'eventuale nuova diffusione della malattia e per produrre nuovi tipi di antivirali. Secondo gli scienziati che adesso vorrebbero lasciare il virus in vita, queste ricerche non sono ancora state completate.

Ma da dove potrebbe partire la diffusione di una nuova, tremenda epidemia di vaiolo?

Vox prova a fare alcune ipotesi:

- Bioterrorismo, con virus sorrtatti ai laboratori negli anni scorsi.

- Bioterrorismo, attraverso la ricostruzione della sequenza del Dna del virus.

- Contagio con il virus proveniente da cadaveri: nessuno sa quanto tempo dopo la morte di un malato possa resistere il virus, quindi non si può escludere il contagio da soggetti morti decine di anni fa.

- Nuovi tipi di malattia simili al vaiolo. Come quello individuato poco tempo fa in Georgia, di cui si parla qui .  

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