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Salute

Vaccino HPV per i maschi? "Prima proteggiamo davvero le ragazze"

Un articolo su Nature che invita a proteggere anche i ragazzi riapre la questione. Panorama.it ha intervistato il direttore del Centro nazionale di epidemiologia dell’Istituto Superiore di Sanità

Un laboratorio dove si studiano vaccini in una foto d'archivio (Credit: Ansa/Jozsef Balaton)

L’offerta vaccinale gratuita contro il Papilloma virus per le ragazzine nel dodicesimo anno di vita è iniziata da pochi anni e periodicamente si torna a parlare dell'opportunità di proteggere anche i maschi dai rischi collegati a questo virus che si trasmette per via sessuale. Un recente articolo apparso su Nature riaccende il dibattito, auspicando che la vaccinazione sia estesa ai maschi, nei quali i tumori HPV correlati sarebbero in aumento. Panorama.it ha intervistato Stefania Salmaso, direttore del Centro nazionale di epidemiologia dell’Istituto Superiore di Sanità.

A che punto è la copertura vaccinale nelle ragazze in Italia?

Il primo lancio dell'offerta di vaccinazione risale al 2007 ed era rivolto a ragazze di 11 anni compiuti, prima dell'inizio della vita sessuale attiva. La vaccinazione consiste di tre dosi da somministrare nell'arco di sei mesi. Il grado di adesione e la proporzione dei soggetti raggiunti hanno sofferto della novità, della difficoltà di raggiungere le ragazze e della necessità di accessi multipli per le varie dosi. La copertura vaccinale delle dodicenni programmata per raggiungere nel 2012 il 95% delle bambine si attesta invece sul 60-70% a livello nazionale. Per le ragazze nate nel 1997 (il primo gruppo che per età ha ricevuto l’offerta di vaccinazione) la proporzione complessiva di vaccinate è di circa 65% con punte dell'80% in Basilicata e del 77% in Veneto. Per le nate nel 1998 ci aspettavamo, una volta superati gli ostacoli organizzativi, un aumento della copertura, invece la media nazionale è stata del 62-63%. Per le ragazze nate nel 1999 addirittura abbiamo registrato un calo, con una copertura intorno al 50% sulle tre dosi.

Come mai non si è ancora centrato l'obiettivo di copertura totale?

La prima introduzione era stata fatta con una copertura finanziaria totalmente a carico del ministero della Salute. In seguito le Regioni, specialmente quelle in difficoltà a livello di bilanci, hanno dovuto fare i conti con i costi che, essendo questi vaccini più recenti, sono più alti rispetto a quelli dei vaccini presenti da molti anni. Forse l'offerta non è stata costante e capillare.

Avrebbe senso vaccinare anche i maschi?

L'infezione da Papilloma virus viene acquisita per via sessuale. Per interrompere la circolazione dei virus, idealmente andrebbero vaccinati sia donne che uomini. Tuttavia le indicazioni d’uso dei vaccini sono basate sulla presenza di dati che dimostrino un vantaggio di salute per i soggetti vaccinati e i primi studi erano indirizzati a dimostrare una riduzione del rischio di sviluppare lesioni precancerose del cancro della cervice, quindi l’indicazione primaria era la prevenzione del cancro della cervice e l’uso limitato alle donne.

Ma il vaccino che si usa per le femmine potrebbe invece dare dei vantaggi anche ai maschi?

Il vaccino nei maschi dà la stessa risposta immunitaria e la stessa sicurezza d'uso che abbiamo studiato nelle femmine. Uno dei due vaccini attualmente disponibili contro HPV ha incluso oltre agli antigeni che inducono la risposta immunitaria nei confronti dei due più frequenti Papilloma virus oncogeni (HPV16 e HPV 18), anche antigeni contro alcuni HPV associati ai condilomi, una patologia frequente anche nei maschi, ma meno grave.

E i tumori della sfera genitale maschile?

Il prodotto è testato per la prevenzione di tumori anche negli uomini. Si dimostra efficace nel prevenire per esempio l'infezione anale persistente e il cancro dell'ano. Ma si tratta di condizioni relativamente rare e più frequenti in seguito a rapporti di tipo omosessuale, quindi di patologie molto meno frequenti, nella popolazione generale, rispetto al cancro della cervice uterina. In seguito agli studi effettuati, uno dei vaccini disponibili ha ottenuto l’autorizzazione per l'utilizzo anche in uomini, ma questo non implica un inserimento automatico nei programmi estesi di vaccinazione.

Che tipo di valutazione occorre fare?

Serve una valutazione costo/efficacia. Un report recente del centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattia ha stabilito che le copertura vaccinali contro l'HPV nelle ragazze in 19 paesi europei su 29 (27 più Islanda e Norvegia) non sono efficaci: non si è raggiunto tutto il target. Se non siamo ancora riusciti a coprire efficacemente le ragazze, esposte a rischi ben maggiori rispetto ai maschi, ovvero a patologie molto più frequenti, non ha senso per ora pensare di estendere l'offerta ai ragazzi.

Ma un genitore che volesse vaccinare il proprio figlio può farlo?

Il vaccino è disponibile a pagamento. Non è indicato sotto i 9 anni.

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