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Vaccini, partenza in salita: i primi alunni respinti nelle scuole

Alcuni istituti della Penisola in assenza di adeguata documentazione hanno rimandato i bambini a casa

La novità di questo anno scolastico è l'obbligo di vaccinazione, stabilito per decreto, per bambini e ragazzi in età scolare, fino ai 16 anni, cioè fin quando è previsto l'obbligo scolastico. Sono 10 le malattie contro cui occorre essere immunizzati per poter cominciare le lezioni: poliomelite, tetano, difterite, epatite B, hemophilus influenzae B, pertosse, morbillo, parotite, rosolia, varicella. Il vaccino anti-varicella è obbligatorio solo per i nati nel 2017.

La circolare parla chiaro

La circolare del ministero della Salute spiega nel dettaglio come espletare il dovere di vaccinare i bambini e anche cosa devono fare le scuole in assenza di una adeguata certificazione. In estrema sintesi, i bambini da 0 a 6 anni che non sono in regola con le vaccinazioni non possono essere accettati al nido o alla scuola dell'infanzia, sia pubblica che privata.

E' necessario presentare la documentazione dell'avvenuta vaccinazione, o l'autocertificazione o ancora la dichiarazione che il bambino è immunizzato da una particolare malattia perché l'ha avuta, entro il 10 settembre per i nidi e entro il 31 ottobre per la scuola dell'obbligo. Chi può documentare di aver prenotato di un vaccino, da somministrare nei prossimi mesi, ha tempo fino al 10 marzo del 2018 per presentare la documentazione dell'avvenuta vaccinazione.

Bambini rimandati a casa

Ieri in molte regioni hanno riaperto le scuole e non proprio tutto è filato liscio. A Latisana, in provincia di Udine, in Friuli Venezia Giulia, ieri mattina una bambina è stata respinta all'asilo perché la madre si è rifiutata di firmare l'autocertificazione dell'avvenuta vaccinazione. La donna ha chiesto l'intervento delle forze dell'ordine e nel frattempo il suo avvocato ha presentato oggi la cartolina che attesta l'invio della raccomandata con cui la madre ha chiesto appuntamento all'azienda sanitaria per effettuare le vaccinazioni e la bambina ha potuto entrare in classe.

Non è andata altrettanto bene a una coppia che a Milano si è vista respingere l'ingresso della figlia di 3 anni in una scuola materna in via Goldoni in quanto la bimba non è vaccinata. Anche in questo caso la famiglia ha richiesto l'intervento dei carabinieri, ma la circolare parla chiaro e senza autocertificazione né prova dell'avvenuta prenotazione delle vaccinazioni obbligatorie la bambina non è potuta entrare.

La scuola di Roma

Altro caso, questa volta collettivo, è quello che riguarda un istituto comprensivo di via Aretusa a Roma dove, secondo la dirigente Donatella Gentilini, "su 263 alunni stamattina in 97 non erano in regola con la documentazione sulle vaccinazioni. Buona parte l'ha regolarizzata in mattinata, alcuni bambini però li abbiamo dovuti rimandare a casa invitandoli a tornare domani con l'autocertificazione".

Per la preside il 15% degli allievi con non sono ancora in regola non si trovano in questa situazione tanto per questioni di principio dei genitori, quanto perché le famiglie non hanno dato la dovuta importanza alle scadenze stabilite dalla legge.

"Tra i nostri studenti ci sono molti rom e figli di immigrati, ha dichiarato Gentilini, ma tra coloro che non si sono messi in regola ci sono molte famiglie italiane". A quanto pare sul totale dei non in regola, solo 22 sarebbero stranieri, tutti gli altri sono italianissimi. "Io ho messo cartelli fuori e dentro la scuola e sul nostro sito", prosegue la dirigente scolastica. "A tutti i genitori che hanno telefonato, il personale ha dato tutte le informazioni necessarie. Non credo quindi che il problema sia quello di una mancata informazione anche se il periodo in cui ci siamo mossi non è l'ideale per far sì che la comunicazione sia capillare".

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