Salute

Vaccini, la Novartis conosceva le anomalie

Secondo il ministro Balduzzi, la casa farmaceutica svizzera sapeva di alcune imperfezioni già dall'11 luglio. L'azienda si difende: 'Agito sempre con correttezza'.

La Novartis sapeva di alcune anomalie nei vaccini già da luglio.  Precisamente dall’11, giorno in cui era stata completata la nota da distribuire ai vari governi, tra cui quello italiano, per la  distribuzione dei vaccini finiti poi sotto osservazione da parte del  ministero della Salute. Lo ha rivelato lo stesso ministro Balduzzi che  ha ricostruito la vicenda. “Il 18 ottobre Novartis, a margine di una  riunione con l’Aifa, ha rappresentato qualche anomalia in alcuni lotti.  L’azienda ha fatto una comunicazione informale e l’Agenzia per il  farmaco ha ricevuto la documentazione il giorno dopo, il 19 ottobre  -  racconta il ministro -. Dai report è emerso che la ditta era a  conoscenza delle anomalie dall'11 luglio. Dopo il 19 ottobre, l’Aifa ha  fatto studiare i dati e oggi è scattato il blocco cautelativo”.

Secondo l’Aifa ,  Novartis avrebbe dovuto avvisare appena riscontrata l’anomalia perchè a  quella data era in corso la variazione dei ceppi influenzali  selezionati dall’Organizzazione mondiale della Sanità. Non lo ha fatto,  dicono gli esperti dell’Aifa, ed è probabile che le eventuali anomalie  riguardino proprio questi nuovi ceppi.

La Novartis Vaccines ,  dopo una giornata di silenzio, ha riunito la sua struttura di  comunicazione che gestisce le crisi e ritiene doveroso precisare “di  aver agito con correttezza e aver già provveduto a fornire alle autorità  competenti un documento di valutazione a supporto dell’efficacia, della  qualità e della sicurezza dei vaccini e sta collaborando con ministero  della Salute e Aifa per comprendere le ragioni di questa decisione che  riguarda il solo mercato italiano”. Cosa in realtà non vera, perché  anche la  Svizzera e l’Austria hanno disposto lo stop ai vaccini  antinfluenzali della casa farmaceutica di Basilea.  “Il lotto di vaccini  influenzali sul quale è stato individuato il problema non è mai stato  rilasciato sul mercato”, chiarisce la Novartis, che invita anche a porre  eventuali domande all’indirizzo e-mail medinfo.sc@novartis.com .  Sarà in ogni caso cura dell’azienda “fornire ulteriori aggiornamenti  non appena saranno noti e rendersi disponibili a venire incontro alle  esigenze italiane”.

Quasi 500 mila le dosi incriminate

Le dosi bloccate sono 487.738 mila: 175 mila sono distribuite alle  farmacie e 312 mila alle Asl. Nel complesso, le dosi di vaccini prodotte  dalla Novartis per l’Italia sono tre milioni, ma i restanti due milioni  e mezzo non sono ancora uscite dagli stabilimenti di Siena, Rosia e  Varese.

Le anomalie presenti nei vaccini consistono nella formazioni di  aggregati proteici di molecole, all’interno di alcune delle fiale per  una percentuale che, secondo la Novartis, è del tre per mille. Ma non  c’è ragione di aver paura, il problema riguarda solo il vaccino  Novartis: chi non ha avuto problemi finora può rimanere tranquillo,  mentre chi l’ha acquistato aspetti a utilizzarlo. “Il divieto  dell’autorità sanitaria è stato fatto solo per una ragione  precauzionale”, ripete più volte Balduzzi che ha annunciato la creazione  da venerdì mattina di un numero verde, il 1500, utile per chi volesse  ricevere informazioni dagli esperti del ministero della Salute .

La situazione nelle regioni italiane

La prima regione ad aver bloccato i vaccini è stata il Veneto. Tutte  le dosi presenti, circa 170 mila, sono state fermate. Secondo  l’assessorato regionale alla Sanità, “nessuna dose, è arrivata  all’utilizzatore finale. quindi non c’è nulla da temere. Tra l’altro  l’avvio della campagna vaccinale pubblica è previsto il 5 novembre”.  Anche in Toscana non è mai stato distribuito. Le quasi 400 mila dosi  ordinate dalle Asl non sono ancora neppure arrivate. In Trentino Alto  Adige non hanno ordinato vaccini antinfluenzali da Novartis. La campagna  partirà anche qui il 5 novembre e tutti i vaccini che saranno  somministrati non fanno parte di quelli vietati dal ministero della  Salute. In Liguria ammontano a 139.300 le dosi di vaccino antinfluenzale  che la casa farmaceutica Novartis si era aggiudicata nella gara  regionale, ma come in Toscana non sono ancora arrivate. In Friuli  Venezia Giulia la campagna antinfluenzale non è ancora stata avviata, i  vaccini bloccati non sono disponibili e ogni possibile acquisizione  presso la ditta Novartis è stata cautelativamente vietata. A Roma le Asl  della capitale sottolineano che i vaccini distribuiti ai medici di  famiglia ed agli ambulatori vaccinali aziendali sono tutti prodotti  diversi da quelli coinvolti a vario titolo e sono tutti regolarmente  autorizzati al commercio ed alla somministrazione dalle autorità  regolatorie. In Puglia bloccate le quasi 200 mila dosi acquistate. Nei  prossimi giorni sapremo se la campagna vaccinale subirà ritardi o si  procederà senza intoppi.

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