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Salute

Vaccini, diritto alla salute contro diritto all'istruzione?

Ecco perché il decreto annunciato dalla ministra Lorenzin apre un possibile conflitto tra due principi fondamentali

Oggi è possibile frequentare la scuola anche senza essere vaccinati. La ministra della Salute Beatrice Lorenzin ha però annunciato un decreto che prevede l'obbligatorietà delle vaccinazioni per l'accesso alla scuola dell'obbligo, con un ampliamento delle vaccinazioni obbligatorie. Si trovi però il modo per garantire il diritto costituzionale all'istruzione: è il monito del Miur. 

Il diritto alla salute si scontra con il diritto all'istruzione. 


Perché è fondamentale il diritto alla salute

L'allarmante calo delle vaccinazioni sta esponendo i bambini ma anche gli adulti (si veda l'aumento dei casi di morbillo) al pericolo di contrarre malattie che possono avere complicazioni molto gravi.

L'obbligo di vaccinarsi per poter essere iscritti a scuola è decaduto nel 1999. Alcune Regioni sono però corse ai ripari da sole, per prima l'Emilia Romagna, con una legge sull'obbligatorietà delle vaccinazioni per frequentare gli asili nido, quindi il Friuli Venezia Giulia e la Toscana. E anche Lombardia, Piemonte, Lazio e Puglia ne stanno discutendo.


Secondo il decreto annunciato, oltre ai quattro vaccini già previsti dal calendario per la pediatria, i vaccini obbligatori saranno decisi di volta in volta in base ai dati epidemiologici. "Ho inviato la bozza della legge a Palazzo Chigi per rispondere a un'emergenza, il calo delle soglie di sicurezza. La popolazione non è adeguatamente protetta", ha detto la ministra Lorenzin in un'intervista al Corriere della Sera. "Si è falsamente creduto che immunizzarsi fosse inutile e i casi sono tornati a salire. Guardiamo quel che sta succedendo per il morbillo". È venuto il tempo di eliminare la dicotomia tra obbligo e raccomandazione alla vaccinazione.

Roberto Burioni, immunologo pro vaccini, su Facebook scrive: "Quando parliamo del diritto allo studio ricordiamoci che anche i bambini immunodepressi, trapiantati o ammalati - nei quali i vaccini sono controindicati e infezioni come il morbillo possono essere letali - hanno il diritto di frequentare le scuole e studiare senza rischiare la vita".

Perché sarabbe a rischio il diritto all'istruzione
L'obbligatorietà delle vaccinazioni deve fare il conto con il diritto costituzionale all'istruzione, precisa la ministra dell'Istruzione Valeria Fedeli. Minori non vaccinati rischierebbero di vedersi non accettati a scuola, trovando chiuse le porte per il loro futuro. 
Nel pomeriggio dell'11 maggio il Ministero dell'Istruzione (Miur) ha voluto specificare con una nota: "Il Miur e il Ministero della Sanità stanno lavorando da oltre due mesi, perché è evidente che per la ministra Fedeli, come per la ministra Lorenzin, i due diritti costituzionali, quello alla salute e quello all'istruzione, devono essere entrambi garantiti".


Il Moige, Movimento Italiano genitori, parte subito all'attacco definendo l'annunciato decreto "i
ncostituzionale" e "una caccia all'untore". La preoccupazione è soprattutto "verso i minori immigrati che non hanno memoria documentale vaccinale, sia verso i minori non vaccinabili per vari motivi", con il rischio dell'aumento della "discriminazione tra pari". 

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