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Salute

Un "bisturi virtuale" per curare il cervello

Un acceleratore lineare consente oggi di trattare con estrema precisione i tumori cerebrali. Presentato all'Humanitas Cancer Center di Milano

Un lettino robotizzato per il posizionamento ultrapreciso del paziente combinato con un potente acceleratore lineare. Un passo in avanti nella lotta contro il cancro della Radiochirurgia di Humanitas per il trattamento di un numero sempre maggiore di tumori, primi fra tutti, quelli cerebrali. Humanitas Cancer Center è uno dei primi centri in Europa a dotarsi di un’apparecchiatura che combina tecnologie all’avanguardia per trattamenti estremamente mirati.  

Si chiama Novalis Radiosurgery Program la nuova Radioterapia che è in grado di eseguire una varietà di tecniche di trattamento con maggiore efficacia. "È così possibile colpire tumori tecnicamente difficili da trattare con un altissimo livello di precisione in qualsiasi parte del corpo: in particolare encefalo e testa-collo, ma anche torace ed addome" spiega Marta Scorsetti, responsabile di Radioterapia e Radiochirurgia di Humanitas Cancer Center. "L’estrema precisione consente di variare l’intensità di dose(dose-rate) facendo trattamenti a dosi localmente più elevate in minor tempo".

Il nuovo sistema di monitoraggio a infrarossi migliora la precisione del trattamento, permettendo il posizionamento ottimale del paziente. È composto da una telecamera a raggi infrarossi, due tubi radiogeni interrati nel pavimento, due pannelli al silicio che ne ricevono le immagini ed un lettino robotizzato, che può muoversi in 6 dimensioni. "l posizionamento del paziente, effettuato con il sistema ad infrarossi, viene poi verificato fondendo le radiografie di alta qualità fatte dai tubi radiogeni con le immagini TAC di simulazione, ed eventualmente corretta sui 6 piani seguendo la segnalazione del sistema a raggi X" spiega Scorsetti.

Una precisione fondamentale soprattutto per trattamenti sull’encefalo. In questa zona consente di trattare patologie sia benigne (nevralgie del trigemino, neurinomi acustici, meningiomi e adenomi ipofisari) sia maligne, come tumori primitivi e metastasi cerebrali, tumori del sistema nervoso periferico.

"Questa nuova apparecchiatura rappresenta un passo avanti importante per i pazienti affetti da tumore. Un’arma in più per l’arsenale terapeutico di Humanitas Cancer Center " spiega Armando Santoro, direttore del centro, "dove specialisti in discipline differenti (dall’oncologo medico al chirurgo, dal diagnosta al radioterapia,dall'ematologo allo psicologo) collaborano strettamente per prendersi cura dei pazienti in modo globale e personalizzato, con percorsi terapeutici diversi e ritagliati sulla specificità dei bisogni. Le nuove tecnologie si inseriscono all’interno di una strategia globale, perseguita dal nostro centro, che mira a coniugare il trattamento più adatto ed efficace per ogni singolo caso con la qualità di vita migliore possibile per il paziente. Dunque chirurgia sempre più mirata, meno demolitiva e meno invasiva; terapie mediche sempre meno tossiche (in circa la metà dei nostri pazienti la chemioterapia è stata sostituita da terapie biologiche); trattamenti radioterapici di minore durata (per i due terzi dei nostri pazienti) e sempre più centrati sul bersaglio tumorale. Questa nuova macchina consentirà di trattare meglio - con minor tossicità e risultati migliori - i tumori irradiabili, ma anche di ampliare le indicazioni alla radioterapia per alcune lesioni prima non trattabili”.

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