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Salute

Tumori: mille casi al giorno, ma si guarisce di più

Presentata al ministero della Salute la seconda edizione del volume sul numero di neoplasie in Italia. L'87% delle pazienti con quello al seno sopravvive dopo cinque anni dalla scoperta. Aumentano le persone colpite al nord, mentre nel mezzogiorno la sopravvivenza è ancora bassa.

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Ogni giorno in Italia si scoprono mille nuovi casi di cancro. Colpiscono di più le regioni settentrionali rispetto al Sud, ma complessivamente migliorano le percentuali di guarigione: il 61% delle donne e il 52% degli uomini è vivo, infatti, a cinque anni dalla diagnosi. I tumori rappresentano la seconda causa di morte, dopo le malattie cardiocircolatorie (38%) e si stima che nel 2012 provocheranno 175 mila decessi, quasi 500 al giorno. Emerge nel volume I numeri del cancro in Italia 2012, presentato al ministero della Salute dall’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom ) e dall’Associazione italiana registri tumori (Airtum ).

L'importanza della prevenzione

Nel dettaglio, risulta particolarmente elevata la sopravvivenza dopo un quinquennio in tumori frequenti come quello del seno, pari all'87% e della prostata, fino all'88%. Il merito è da ricondurre alla più alta adesione alle campagne di screening, che consentono di individuare la malattia in uno stadio iniziale, e alla maggiore efficacia delle terapie. Si stima che i nuovi casi di cancro in tutto il 2012 saranno 364 mila. Erano 360 mila nel 2011. In particolare, 202.500 negli uomini, pari al 56%, e 162 mila nelle donne, pari al 44%. Il tumore del colon-retto è il più frequente, con oltre 50 mila nuove diagnosi, seguito da quello della mammella, 46 mila, del polmone, 38 mila, un quarto nelle donne, e della prostata, 36 mila. Il cancro del polmone si conferma al primo posto complessivamente per mortalità, 34.500 i decessi stimati, ed è il big killer fra gli uomini con il 27%, quello del seno fra le donne, pari al 16%.

“A meno di un anno dalla prima edizione, abbiamo completato la seconda, con una tempistica  unica nel panorama italiano. Rispetto al precedente volume, riferito al 2011, abbiamo inserito l’analisi di altre neoplasie, quali ovaio, rene, vescica, tiroide) aumentando la quantità e qualità delle informazioni" sottolinea Stefano Cascinu, presidente dell'Aiom. "La sopravvivenza è uno dei principali indicatori che permette di valutare l’efficacia del sistema sanitario. In questo senso esistono ancora differenze nelle percentuali di guarigione tra le Regioni settentrionali e quelle del Sud a sfavore di queste ultime. Chi è vivo a 5 anni dalla diagnosi di specifiche forme ha prospettive di sopravvivenza che si avvicinano a quelle della popolazione generale, non colpita da neoplasia”.

Più malati al Nord

Il maggior numero di casi registrato nel settentrione può essere imputabile a varie cause, riconducibili, ad esempio, a stili di vita scorretti e a una maggiore esposizione a fattori cancerogeni. L’eccezione è rappresentata dal tumore del fegato, più frequente nel meridione, che presenta rispetto al nord valori pari a +17% nei maschi e a +65% nelle femmine. Da segnalare la riduzione delle differenze dei tassi di incidenza tra nord e sud, rispetto agli anni precedenti, per alcune neoplasie come quella del colon-retto, per la diffusione di un modello alimentare di tipo occidentale, che va sostituendosi alla dieta ‘mediterranea’, precedentemente peculiare del solo mezzogiorno d'Italia. I cinque tumori più frequentemente diagnosticati fra gli uomini sono quello della prostata, che rappresenta il 20% di tutte le neoplasie diagnosticate, del polmone, con il 15%, con tendenza alla riduzione nel tempo, del colon-retto per il 14%, della vescica, il 10%, e dello stomaco (5%). Tra le donne, il cancro della mammella è il più diffuso (29%), seguito da colon-retto (14%), polmone (6%), corpo dell’utero (5%) e tiroide (5%).

La pubblicazione è stata realizzata con il contributo di tutte le oltre 300 oncologie italiane e i 37 registri tumori presenti sul territorio. Nel complesso oltre 24 milioni di italiani, pari a circa il 43% della popolazione residente totale, vivono in aree dove è presente un Registro tumori. La rete italiana, in continua espansione, sorveglia attualmente una popolazione tra le più ampie in Europa e i dati sono ora disponibili alla consultazione pubblica attraverso il sito internet dell'Artium. L’attività dei Registri italiani, dicono i presentatori del volume, è sempre più seriamente compromessa dalla perdurante assenza di una legge nazionale che li riconosca giuridicamente e li abiliti all’accesso alle informazioni sanitarie nel rispetto della normativa sulla tutela dei dati personali. Da qui, la necessità di tenere sempre alta l'attenzione: ogni caso in meno di tumore è un grande successo per l'umanità.

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