Salute

Tumore al cervello, individuati i geni killer

Antonio Iavarone, ricercatore italiano alla Columbia University, ha mappato le alterazioni genetiche del glioblastoma multiforme

Una radiografia al cervello - credits: iStockphoto

Per la prima volta diventa possibile individuare i geni davvero pericolosi del più comune tumore al cervello, il glioblastoma multiforme. Si tratta di quei geni indispensabili al cancro per sopravvivere: scoprirli significa avere bersagli preziosi contro i quali scatenare i farmaci. La ricerca è stata condotta da ricercatori della Columbia University di New York guidati dall'italiano Antonio Iavarone, professore al dipartimento di Neurologia del Columbia University Medical Center. I risultati sono stati pubblicati pochi giorni fa su Nature Genetics e vasto risalto hanno avuto sui media statunitensi, soprattutto sul New York Times che ci ha dedicato vari articoli.

L’aspetto importante consiste nel fatto che dalla analisi sono emersi 18 geni mai implicati nel glioblastoma la cui alterazione conferisce verosimilmente un vantaggio al tumore. Mentre negli ultimi 10-15 anni sono stati fatti progressi negli altri tumori, nel cancro al cervello è mancata completamente la possibilità di avere a disposizione nuovi bersagli terapeutici. La ricerca sul cancro è riuscita negli ultimi tempi a individuare alterazioni molecolari importanti che causano uno stato di dipendenza in alcuni tipi di tumore; queste alterazioni, presenti solo nelle cellule malate, possono diventare un bersaglio per la terapia. Adesso, finalmente, un bersaglio anche per alcune forme di tumore al cervello.

“Nel nostro studio abbiamo scoperto che, grazie alla comprensione delle alterazioni genetiche presenti in un singolo tumore, per circa il 15 per cento dei pazienti potrebbero essere disponibili farmaci già esistenti - ha dichiarato Iavarone all'agenzia Ansa -. Ricerche come queste sono tanto più importanti in quanto si concentrano su tumori per i quali non ci sono terapie efficaci, come i tumori maligni del cervello”.

In pratica, non esiste più “il tumore”, ma una miriade di malattie causate da altrettante alterazioni genetiche dalle quali dipendono completamente. Non basta avere la lista dei geni legati a un tumore: bisogna individuare quelli dai quali la malattia dipende come da una droga, ha osservato il ricercatore. “Colpirli - ha aggiunto Iavarone - significa far collassare il tumore e per ognuno di essi è possibile sperimentare un farmaco diverso, fra quelli già disponibili sul mercato. Ciò significa anche poter abbreviare i tempi della sperimentazione, poiché i farmaci sul mercato hanno già superato le prove relative alla sicurezza”.

ARRIVARE AD UN TRATTAMENTO PERSONALIZZATO

Gli strumenti per andare a caccia dei geni killer arrivano dalla bioinformatica, grazie all'algoritmo progettato da Raul Rabadan , sempre della Columbia University. Una volta individuati, la loro funzione viene studiata nelle cellule staminali tumorali prelevate dal paziente. I ricercatori della Columbia University hanno combinato il sequenziamento di dna e rna di 140 tumori cerebrali con questo nuovo metodo di analisi statistica per generare una lista accurata di alterazioni geniche funzionalmente importanti.

Se in un tumore una copia di un gene è mutata in maniera puntiforme e la seconda copia è andata incontro ad un altro tipo di alterazione con il risultato che nella cellula non esiste più alcuna forma normale di quel gene, questa situazione conferisce una elevata probabilità che il gene in questione sia un gene chiave nel processo di sviluppo o di mantenimento del tumore. Per questo, insistono i ricercatori, è necessario che ogni tumore sia analizzato per sequenziamento perché il trattamento personalizzato del glioblastoma diventi una realtà.

“Un trattamento personalizzato potrebbe essere presto una realtà per un discreto numero di pazienti affetti da glioblastoma - ha aggiunto Anna Lasorella , ordinario di Patologia e pediatria alla Columbia University e che fa parte dell'equipe di ricercatori -. Questo lavoro, insieme con i risultati di nostri studi precedenti, dimostra che circa il 10-15 per cento dei glioblastomi sono sostenuti da alterazioni geniche che potrebbero essere controllate da farmaci già disponibili. E' necessario che ogni tumore venga analizzato per ricercare le lesioni chiave che rendono il tumore suscettibile al trattamento con farmaci selettivi. Non esiste un motivo valido perché questo iter non debba essere applicato”.

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