Salute

Test. Ti leggo nei geni per offrirti la terapia migliore

I test genetici offrono non solo la possibilità di prevenire il cancro e di migliorarne la diagnosi, ma anche la capacità di personalizzare sempre più la cura

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I test genetici stanno dando, a medici e a pazienti, non solo la possibilità di prevenire il cancro e di migliorarne la diagnosi, ma anche la capacità di personalizzare sempre più la cura. Un esempio è un test genetico, già utilizzato negli Stati Uniti e approvato in Europa, chiamato Oncotype Dx: basato sull’analisi di 21 geni e su un algoritmo, permette di individuare nelle donne con cancro al seno i tumori a rischio elevato di recidiva, per i quali è indicata anche la chemioterapia, e quelli in cui il pericolo di recidiva è basso e l’aggiunta della chemio sarebbe inutile.

I dati, presentati a un recente convegno in Svizzera, dimostrano che il test ha spinto i medici a modificare le scelte terapeutiche in un terzo circa delle pazienti, diminuendo il ricorso alla chemio dal 63 per cento al 45 per cento. L’Oncotype Dx è costoso, oltre 3 mila dollari, e per ora è disponibile, oltre che negli Stati Uniti, in Canada, Israele, Germania e Gran Bretagna (in quest’ultimo paese il ministero per la Salute è riuscito a ridurne il prezzo). In Italia può essere richiesto privatamente ma non viene rimborsato dal Servizio sanitario nazionale.

«Qualora il costo dovesse scendere, da 3 mila a 150 dollari per dire, allora il suo uso potrebbe essere più frequente, accessibile e rilevante, anche per l’alta qualità del laboratorio centralizzato che lo esegue e per la sua elevata riproducibilità» sottolinea Aron Goldhirsch, vicedirettore scientifico dell’Istituto europeo di oncologia (Ieo). «Non è però l’unico test che ci permette di stabilire in anticipo l’utilità o meno della chemioterapia. Allo Ieo, per esempio, nelle donne con tumore al seno utilizziamo esami immunoistochimici. L’obiettivo è lo stesso: confezionare per ogni paziente il trattamento più adeguato, in cui le prospettive di successo nel prolungare la vita superino di gran lunga il costo degli effetti collaterali».

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