Salute

Sospeso perché non sa l'inglese, 'punito' medico italiano in Gb

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Milano, 29 ott. (AdnKronos Salute) - Sospeso perché non sa bene l'inglese. E' successo in Gb a un medico italiano, che non ha superato il test di lingua l'anno scorso. Alessandro Teppa si è abilitato nel Belpaese nel 1998 e nel 2012 ha ottenuto la licenza per lavorare nel Regno Unito. E' tra le prime 'vittime' europee della legge che dal giugno 2014 obbliga le autorità inglesi a verificare le capacità linguistiche del personale sanitario, anche di quello proveniente dal Vecchio continente. Prima di allora infatti solo i medici non europei dovevano sottoporsi al test di lingua, spiega la stampa britannica che ha ripreso la notizia.

Per il Medical Practitioners Tribunal Service (Mpts), il livello di inglese di Teppa è "insufficiente per esercitare la pratica medica in modo sicuro e efficace in questo Paese". Il medico si è difeso dicendo che quello standard si riferiva a quando prendeva lezioni di lingua dall'Italia e dovrà quindi tornare davanti alla commissione entro 9 mesi. Per il momento, tuttavia, il camice bianco italiano resta sospeso. Niall Dickson, amministratore delegato del General Medical Council (Gmc), afferma: "Questo medico non dovrebbe essere riabilitato nel Regno Unito finché non dimostrerà di essere in grado di comunicare in modo efficace".

Un altro caso riguarda invece un dottore polacco che non ha passato il test per 3 volte, ma potrà continuare a esercitare sotto supervisione. Tomasz Fryzlewicz ha ottenuto la licenza per lavorare nel Regno Unito 9 anni fa, ma non ha superato gli esami di lingua sostenuti a ottobre e dicembre 2014 e a febbraio 2015. La commissione ha stabilito che possa continuare a lavorare in affiancamento con un collega e che debba rifare il test entro un anno.

Tuttavia, il Gmc non è d'accordo con la decisione: "Siamo amareggiati per il fatto che l'Mpts abbia scelto di non sospendere Fryzlewicz come avevamo richiesto - spiega Dickson - ma siamo soddisfatti che la commissione abbia preso precauzioni sufficienti a tutelare i pazienti".

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