Salute

Se una proteina rallenta la crescita del tumore

Uno studio pubblicato su Nature presenta un nuovo possibile target terapeutico per i tumori cerebrali 

Abbassa il volume del cancro – Credits: iStockphoto

Si stima che ogni anno siano tra i 5.000 e i 6.000 i tumori che coinvolgono il sistema nervoso centrale che vengono diagnosticati nel nostro paese. La mortalità a cinque anni dalla diagnosi di neoplasie maligne in questa sede è molto alta, soprattutto sotto i 50 anni. Per questo arriva come un'ottima notizia il risultato di uno studio condotto da un gruppo di ricercatori dell'Università americana Texas Health Science Center di Houston, che sembrano aver identificato una proteina che può essere usata per rallentare o accelerare la crescita dei tumori cerebrali nei topi.

"Il nostro lavoro", commenta Eric Wagner, assistente al Dipartimento di Biochimica e Biologia Molecolare, "potrebbe portare allo sviluppo di un nuovo target terapeutico che potrebbe rallentare la progressione del tumore". Proprio come la manopola del volume alza e abbassa il suono di uno stereo, allo stesso modo si può agire sul tumore rallentandone la crescita. Per farlo occorre intervenire sul processo con il quale i geni sono trasformati in proteine.

Un ruolo chiave nel procedimento è rivestito dall'RNA messaggero, una molecola che ha il compito di prelevare l'informazione rilevante dai geni e utilizzarla per costruire i tessuti. Era già stato osservato che le molecole di RNA messaggero associate alle cellule tumorali sono più corte di quelle associate alle cellule sane, ma niente si sapeva del meccanismo alla base di questa differenza. Usando metodologie proprie della bioinformatica, grazie all'analisi computazionale di una vasta mole di dati, i ricercatori texani hanno individuato la proteina CFIm25 e scoperto che è grazie a lei che l'RNA messaggero resta lungo nelle cellule sane, e che la sua riduzione promuove la crescita dei tumori.

Allora sono passati alle prove in vivo, sui topi, e si sono resi conto che ripristinando i livelli della proteina nei tumori cerebrali se ne riduceva notevolmente la crescita. "Capire come è regolata la lunghezza dell'RNA messaggero consentirà ai ricercatori di cominciare a sviluppare nuove strategie mirate a interferire con il processo che ne causa l'insolito accorciamento nella formazione dei tumori", ha concluso Wagner. Ulteriori test pre-clinici saranno però necessari prima di poter cominciare la sperimentazione sull'uomo.

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