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Salute

Scatti d’autore e selfie contro il tumore ovarico

Tutti possono diventare protagonisti della campagna e promuovere l’informazione sul meno conosciuto e più insidioso dei tumori femminili: basta un selfie

Il tumore ovarico ogni anno in Italia colpisce più di cinquemila donne (il picco d’incidenza è nella fascia tra i 50 e i 60 anni) delle quali purtroppo la metà non sopravvive. È infatti il più aggressivo e insidioso dei tumori ginecologici e ad oggi circa trentottomila nostre connazionali sono affette e convivono con questa grave forma di cancro.

Eppure “6 donne su 10 non conoscono questa patologia e il 70% non sa indicarne i sintomi e gli esami a cui sottoporsi, come risulta da un’indagine che abbiamo recentemente promosso” afferma Nicoletta Cerana, Presidente ACTO onlus - Alleanza Contro il Tumore Ovarico.

Per colmare questo vuoto d’informazione “abbiamo realizzato Scatti d’energia, una campagna corale a cui partecipano personaggi celebri e cittadini comuni, con i propri autoscatti, perché il tumore ovarico non è solo un problema di chi ne è colpito ma un problema di tutte le donne attente alla propria salute”.

Tumore ovarico: il “killer silenzioso”

È una patologia subdola, perché dà segni di sé quando ormai è già in fase avanzata. I sintomi sono infatti vaghi e non specifici. E, al momento, non esistono test di screening precoce (come la mammografia per il tumore al seno). Solo una diagnosi tempestiva può migliorare le probabilità di allungare il tempo di vita: infatti se il tumore ovarico viene diagnosticato in stadio iniziale la possibilità di sopravvivenza a 5 anni è del 75-95% mentre la percentuale scende al 25% per tumori diagnosticati in stadio molto avanzato.

«Il tumore ovarico nell’80% dei casi si presenta allo stadio III o IV, cioè su una o entrambe le ovaie, esteso agli organi pelvici e con metastasi ai linfonodi della stessa zona o con la presenza di metastasi anche a distanza (fegato, polmoni)” spiega Giovanni Scambia, Direttore del Dipartimento per la Salute della Donna e del Bambino dell’Università Cattolica di Roma.

“È caratterizzato dall’insorgenza di sintomi vaghi e aspecifici, quali difficoltà digestive, distensione addominale, sazietà precoce e dolori addominali diffusi: frequentemente la paziente è asintomatica finché ad una visita di routine non si scopre una massa pelvica.

Pertanto se compare un sintomo nuovo che diventa persistente nel tempo, è importante rivolgersi tempestivamente al proprio ginecologo o al proprio medico curante così da effettuare indagini semplici (ecografia), ma estremamente sensibili nella individuazione di masse addominali e di liquido in addome”.

“Negli ultimi anni” continua Scambia “dal punto di vista terapeutico, si è aggiunto un farmaco che agisce bloccando la formazione dei nuovi vasi sanguigni tumorali e che si è dimostrato efficace somministrato in concomitanza alla chemio standard”.

Negli stadi avanzati, la guarigione può essere raggiunta da circa il 30% delle pazienti. Per l’altro 70%, l’obiettivo si sposta sulla cronicizzazione della malattia: attraverso l’impiego di farmaci come quelli anti-angiogenici (che inibiscono la crescita dei vasi sanguigni del tumore), si cerca di far convivere la paziente con il cancro il più a lungo possibile, assicurandole al tempo stesso la migliore qualità di vita.

 

Fattori di rischio? Ancora non si conoscono con certezza, ma l’insorgenza sembra più frequente nelle donne che hanno avuto il primo ciclo precocemente o con menopausa tardiva. “Nelle donne con storia familiare di cancro ovarico e cancro della mammella il rischio di ammalarsi è incrementato e raddoppia se vi sono due o più parenti di primo grado con cancro ovarico” spiega Scambia.

È stato riscontrato anche un fattore genetico. Le donne con mutazioni ai geni BRCA1 e BRCA2 (che si possono individuare con un test di laboratorio) sono maggiormente predisposte allo sviluppo di carcinoma ovarico e mammario.

Inoltre ovulazioni ripetute sembrano essere associate ad un rischio maggiore di contrarre la malattia mentre la gravidanza gioca un ruolo importante come fattore protettivo proprio per la riduzione del numero di ovulazioni.

Lo stesso vale per un prolungato allattamento che sembra incidere positivamente nel proteggere dalla malattia.

L’assunzione per lungo periodo della pillola anticoncezionale è associata a un rischio minore di contrarre il carcinoma ovarico.

 

E il silenzio che circonda la malattia

Rispetto ad altri tumori femminili, quello ovarico è molto meno noto e presente sui media. ACTO onlus ha parlato a questo proposito di un vero e proprio “muro di silenzio” che circonda la malattia, limitando la circolazione dell’informazione e quindi le possibilità di diagnosi tempestiva.

Secondo Nicoletta Cerana, questo silenzio, tutt’altro che d’oro, dipende proprio dal fatto che le donne non conoscono la malattia e quindi non ne parlano. “Non si conoscono i fattori di rischio e il 40% delle donne non ha la minima idea di come si possa prevenire o diagnosticare tempestivamente.

Dalle nostre indagini risulta perciò che solo il 13% ne ha parlato con un medico e appena il 9% con il proprio ginecologo. In secondo luogo i media se ne occupano ancora troppo poco. E infine anche la maggioranza delle donne che sono state colpite dal tumore e ce l’hanno fatta, o che hanno convissuto a lungo con la malattia, non ne vogliono parlare”.

 

Una campagna informativa fatta con i vostri selfie

ACTO onlus ha deciso di coinvolgere nella campagna celebrità e cittadini comuni, che attraverso “foto con messaggio”, diffuse nelle piazze o attraverso il web, potranno sensibilizzare tutte le donne sull’importanza di conoscere i sintomi di questa patologia, non trascurarli e sottoporsi regolarmente a visita ginecologica.

“Scatti d’energia” è una mostra fotografica itinerante che toccherà numerose città, con l’obiettivo di portare la problematica nelle piazze italiane e lanciare messaggi che sollevino l’attenzione dell’opinione pubblica sulla malattia.

I personaggi del mondo dello spettacolo, dello sport e della cultura che hanno accettato l’invito a farsi fotografare, ciascuno con un messaggio diverso, aiuteranno a sollevare il velo di silenzio sul tumore ovarico. I 10 scatti d’autore sono stati realizzati da Dirk Vogel, ma sui social media si affiancheranno in modo corale ai selfie di tutti coloro che vorranno aderire a questa mostra-evento scattandosi una foto e lanciando i loro messaggi.

Partecipare è semplice: scrivete su un foglio il vostro messaggio, fatevi un selfie e caricatelo sulla pagina Facebook di Scatti d’energia (www.facebook.com/scattidenergia): si aggiungerà ai ritratti dei personaggi famosi nella webgallery ospitata sul sito della campagna (www.scattidenergia.it).

Anche la multinazionale Roche sostiene la campagna promossa da ACTO onlus: “una corretta informazione e una maggiore sensibilizzazione sono la prima vera arma per riconoscere per tempo anche i tumori più silenti e sconfiggerli” afferma Maurizio de Cicco, Amministratore Delegato Roche S.p.A. “Da qui il nostro impegno al fianco delle pazienti, in particolare nella lotta contro patologie, come il tumore ovarico, per le quali per anni non si sono registrate novità terapeutiche rilevanti”.

 

 

Secondo ACTO onlus le informazioni che tutte le donne devono conoscere sul tumore ovarico sono:

  • Il tumore ovarico è il più aggressivo dei tumori ginecologici;
  • Il tumore ovarico è il meno conosciuto dei tumori della donna;
  • Riconoscere i primi segnali di allarme può salvare la vita;
  • Riconoscere i sintomi migliora la diagnosi precoce;
  • La diagnosi precoce migliora le probabilità di sopravvivenza;
  • Non esistono strumenti di prevenzione o test di screening;
  • Esistono strumenti di indagine diagnostica;
  • Le cure esistono ma sono ancora limitate;
  • Esiste una nuova opzione terapeutica: la terapia anti-angiogenica;

 

I ritratti dei personaggi famosi e i selfies dei cittadini, insieme a tutte le informazioni sulla campagna, saranno accessibili sul sito della campagna: www.scattidenergia.it

Per tutte le informazioni sul tumore ovarico, i Centri di cura specialistici e le iniziative di ACTO onlus: www.actoonlus.it

 

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