Salute

Sanità: ogni anno in Italia 4 mln pazienti sotto i ferri, campagna sicurezza

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Roma, 24 feb. (AdnKronos Salute) - Ogni anno in Italia 4 milioni di pazienti sono sottoposti ad interventi chirurgici. Nel mondo invece sono circa 230 milioni. Per garantire cure efficaci e sicure la Societa' italiana di anestesia rianimazione e terapia intensiva (Siaarti) ha lanciato oggi a Roma la seconda edizione della Settimana della sicurezza in anestesia e rianimazione dal 28 febbraio al 7 marzo. In circa 70 ospedali anestesisti e rianimatori informeranno, in infopoint attrezzati, i cittadini su tutti gli aspetti legati alla delicata fase che avviene prima dell'operazione. Potranno così toccare con mano - ha sottolinea la Siaarti - la strumentazione e fare ogni tipo di domanda, conoscere cosa e' importante sapere durante una visita preoperatoria o quante ore prima dell'intervento si puo' mangiare o bere.

La campagna di comunicazione sulla sicurezza in sala operatoria prevede anche un spot radio che sarà diffuso da domani. Dal questionario, lanciato nella prima edizione della Campagna 'Sicura', e' emerso che la cittadinanza e' cosciente del ruolo dell'anestesista rianimatore e che l'80% della popolazione ritiene sicura l'anestesia. "Grazie a strumenti come la 'checklist' - ha ricordato la Siaarti - gli anestesisti hanno contribuito in modo determinate a ridurre il numero delle complicanze che sono scese dall'11% all'8%".

"'Sicura' - ha afferma Massimo Antonelli, presidente della Siaarti - intende proseguire il cammino iniziato lo scorso anno, condividendo con la cittadinanza i problemi di chi deve sottoporsi ad un intervento chirurgico, onde raggiungere una piena tranquillità, sicurezza e serenità dell'atto operatorio".

Sono 10 le raccomandazioni principali che secondo la Siaarti vanno attuate dai medici per garantire percorsi sicuri in sala operatoria. Principi a cui l'anestesista-rianimatore deve attenersi: usare un linguaggio comprensibile; prevenire eventi avversi intra e postoperatori con la 'checklist'; lavarsi bene le mani; prevenire le infezioni; prevenire le trombosi venose; evitare trasfusioni inutili; evitare esami preoperatori inutili nei pazienti a basso rischio; evitare esami giornalieri in pazienti in terapia intensiva senza indicazione clinica; favorire la relazione tra paziente, medico e famiglia; evitare cure sproporzionate.

"La comunicazione in sala operatoria e' fondamentale - ha spiegato Filippo Bressan, coordinatore Gds-Rischio clinico della Siaarti - per assicurare che ogni procedura avvenga senza fa correre rischi al paziente. L'anestesista in questo e' la figura principale all'intero del team che lavora in sala operatoria".

Secondo Maurizio Benato, vice presidente della Fnomceo, "il nuovo codice deontologico entra in maniera più pregnante sul ruolo del medico nella sicurezza delle cure - sottolinea Benato nel suo intervento - ha un ruolo determinate nelle buone pratiche cliniche, nel chiedere il consenso informato, deve registrare gli eventi sentinella ed gli errori che accadono affinché in futuro sia maggiore la prevenzione".

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