Salute

Salute: Oms presenta Strategia difesa donne e bimbi con obiettivi a 2030

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Roma, 28 set. (AdnKronos Salute) - Garantire a ogni donna, bambino e adolescente nel mondo il diritto al più elevato standard di vita e di salute possibile. Abbattere la mortalità infantile e delle donne in gravidanza. Individuare le soluzioni più efficaci affinché nel mondo vengano assicurate la stesse chance di sopravvivenza e prosperità. Sono i principali obiettivi della nuova Strategia globale per la salute delle donne e dei bambini sviluppata dall'Organizzazione mondiale della sanità, in collaborazione con l'Ufficio del segretario generale delle Nazioni Unite, presentata a New York in occasione dell'Assemblea generale Onu.

Ogni anno nel mondo 290 mila donne - una ogni 2 minuti - perdono la vita durante la gravidanza o il parto, il 52% delle quali per cause prevedibili come emorragie o infezioni. Sono 2,6 milioni i bambini che perdono la vita negli ultimi 3 mesi della gravidanza o durante la nascita, 6,3 mln quelli sotto i 5 anni che muoiono per cause prevenibili, oltre la metà a causa di malattie come la polmonite, la diarrea e la malaria. Sono 1,3 mln gli adolescenti che perdono la vita ogni anno a causa di Hiv, suicidi e violenze. Una ragazza su 10 nel mondo (circa 120 mln) è vittima di violenza sessuale, 30 mln di ragazze sono a rischio di mutilazioni genitali, 15 mln vengono date in sposa sotto i 18 anni e 2,5 mln hanno una gravidanza prima di compiere 16 anni.

La 'road map' globale che contribuisce a posizionare tra le priorità delle agende politiche mondiali la salute delle donne e dei bambini ha visto a capo del team per il suo sviluppo Flavia Bustreo, vice direttore generale Oms per la Salute della famiglia, delle donne e dei bambini. "La nuova strategia - dice - parte da importanti successi e da quanto abbiamo appreso in questi 15 anni e si rivolge principalmente ai Paesi e ai loro politici e leader, affinché proseguano l'azione di cambiamento e miglioramento delle condizioni di vita e di salute delle donne, dei bambini e degli adolescenti nel mondo".

A 15 anni di distanza dal lancio degli Obiettivi dello sviluppo del Millennio, che fissavano gli 8 'goal' che tutti i 193 paesi Onu si sono impegnati a raggiungere entro il 2015 per migliorare le condizioni di vita della popolazione di tutto il mondo, gli impegni assunti con la Global Strategy del 2010 vengono oggi amplificati e rinnovati con la stesura della nuova Strategia globale, che indica gli obiettivi da raggiungere entro il 2030.

"E' anche alle donne, ai bambini e agli adolescenti - aggiunge Bustreo - che la strategia si rivolge direttamente, così come alle loro famiglie e alle comunità, perché diventino essi stessi fautori del cambiamento e chiedano a gran voce che il loro diritto alla salute venga tutelato e rispettato. Ogni Paese è chiamato a dare il suo contributo, compresa l'Italia, che in materia di salute materno-infantile ha raggiunto traguardi importanti. Per questo è chiamata a giocare un ruolo chiave, in particolare alla luce del rinnovato impegno annunciato dal premier Renzi in materia di cooperazione internazionale e la rinnovata funzione della banca depositi e prestiti, nonché della posizione che l'Italia giocherà nel 2017 nel contesto del G7".

Molto è stato fatto in questi 15 anni. La Strategia globale lanciata nel 2010 ha rilanciato l'impegno non solo da parte del settore sanitario e degli addetti ai lavori, ma ha anche generato un'attenzione politica rispetto ai soggetti più deboli. A livello globale, dal 1990 al 2013, la mortalità infantile è diminuita del 49%, così come quella materna del 45%. Importanti passi avanti sono stati fatti in numerose aree del mondo in merito all'accesso alla contraccezione, la lotta alla fame e alla malnutrizione, la sfida contro malattie quali l'Hiv, la malaria e la tubercolosi.

La nuova Strategia globale delinea gli obiettivi da raggiungere entro il 2030. Eccoli nel dettaglio: ridurre a meno di 70 ogni 100 mila i casi di mortalità delle donne durante il parto, a meno di 12 ogni 1.000 quelli di mortalità dei bambini alla nascita. Ancora, ridurre in ogni Paese del mondo la mortalità dei bambini sotto i 5 anni a meno di 25 casi ogni 1.000. Mettere fine alle epidemie di Hiv, tubercolosi, malaria, malattie tropicali dimenticate e tutte le altre patologie trasmissibili. Ridurre di un terzo i casi di mortalità prematura e promuovere in tutto il mondo la prevenzione.

Oltre a identificare gli obiettivi, la Strategia globale indica le azioni che i governi e le società civili di tutto il mondo dovrebbero promuovere affinché si verifichi un reale cambiamento degli standard di vita globali. A partire dalla mobilitazione di sufficienti risorse sostenibili, alla formazione di crescenti investimenti destinati alla protezione dei più poveri, fino all’adozione di approcci innovativi per il finanziamento degli interventi sulla salute. Da un punto di vista operativo, la Strategia globale chiede di equipaggiare e attivare in ogni parte del mondo team medici in grado di garantire un buon livello di qualità di intervento. Fare in modo che tutti i sistemi sanitari siano in grado di affrontare le emergenze sanitarie e assicurare in tutto mondo la capacità di interventi medici essenziali.

Ancora, investire sulla protezione e lo sviluppo dell'infanzia e dell'adolescenza. Supportare il ruolo delle donne, dei bambini e degli adolescenti come protagonisti del cambiamento. Rafforzare le strutture legali in grado di rimuovere le barriere che impediscono alle persone di esprimere i loro diritti. Infine, promuovere leggi e politiche sociali, rafforzare l'azione di inclusione sociale, assicurarsi che le donne e le ragazze siano parte attiva della società, includere gli uomini e i ragazzi nei programmi di salute e di prevenzione.

"Nessuna donna, bambino o adolescente nel mondo dovrebbe correre il rischio di perdere la vita per cause prevedibili solo in ragione di dove vive - conclude Bustreo - sappiamo cosa è necessario fare, e cioè porre fine alle quelle cause che provocano morti prevedibili tra milioni di donne, bambini e adolescenti di tutto il mondo, assicurare il miglioramento delle loro condizioni di vita e di salute e favorire quei cambiamenti che facilitano la piena affermazione dei loro diritti e la costruzione di nuove e più prospere società".

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